Il volontariato nordico
Quando pensiamo al Nord Europa, le prime immagini che ci vengono in mente sono spesso paesaggi innevati, design minimalista e sistemi di welfare efficienti. Ma c’è un’altra “forma d’arte” che alimenta il successo delle società scandinave e che merita la nostra attenzione: la straordinaria cultura del volontariato nordico.
In Paesi come Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia, il volontariato non è solo un passatempo, ma una vera e propria colonna portante della società civile. Ecco alcuni esempi concreti e lezioni che possiamo trarre dal “modello nordico” per arricchire le nostre community e i nostri eventi.
Il concetto di “Dugnad” in Norvegia
Se c’è una parola che ogni organizzatore di volontari dovrebbe conoscere, è la norvegese “Dugnad”.
Il dugnad è un’antica consuetudine che consiste nel radunarsi per compiere un lavoro non retribuito a beneficio della comunità. Che si tratti di pulire il cortile del condominio in primavera o dipingere la sede di un club, il principio è lo stesso: la partecipazione è un rito sociale collettivo.
Il volontariato non deve essere visto solo come “forza lavoro”, ma come un momento di aggregazione. Creare un senso di dugnad nei nostri eventi significa trasformare il dovere in un piacere condiviso, dove il caffè e i dolci offerti alla fine sono importanti quanto il lavoro svolto.
L’associazionismo strutturato in Svezia
In Svezia, il termine chiave è Föreningsliv (vita associativa). Secondo i dati riportati dal Knowledge Portal on Volunteerism, la partecipazione al volontariato in Svezia è tra le più alte al mondo, con una struttura estremamente capillare. La maggior parte degli svedesi è membro di almeno un’associazione, dallo sport alla cultura.
A differenza di modelli più spontanei, il volontariato svedese si basa su ruoli chiari e formazione continua: i volontari sanno esattamente cosa fare perché l’organizzazione a monte è solida.
La chiarezza è motivante. Utilizzare strumenti digitali per aumentare il coinvolgimento, definire obiettivi e valutare i risultati è una forma di valorizzazione del tempo e dell’attività del volontario. Più l’organizzazione è definita, più il volontario si sente sicuro e apprezzato.
Fiducia e innovazione nel volontariato nordico in Danimarca e Finlandia
Un altro aspetto affascinante è l’alto livello di fiducia sociale, ben visibile in grandi eventi come il Roskilde Festival in Danimarca. Questo evento musicale, uno dei più grandi d’Europa, è reso possibile da circa 30.000 volontari. La gestione si basa su un’autonomia diffusa secondo cui ai volontari viene data la responsabilità di prendere decisioni sul campo
Fidarsi dei propri volontari genera empowerment. Quando le persone sentono di avere voce in capitolo e autonomia operativa, il loro impegno emotivo verso la causa aumenta esponenzialmente.
Infine, possiamo scoprire un’altra sfumatura di volontariato nordico in Finlandia. Realtà come Open Knowledge Finland dimostrano come il volontariato possa evolversi in forme di attivismo digitale e “civic hacking”. Qui è comune vedere eventi in cui i cittadini mettono a disposizione le proprie competenze professionali e tecniche per risolvere problemi sociali o migliorare i servizi pubblici attraverso l‘uso di dati aperti.
Qui il volontariato può essere un’occasione di crescita professionale, dove emerge la possibilità di imparare cose nuove o di mettere alla prova le proprie skills tecnologiche, creando un incentivo potentissimo per le nuove generazioni nel fare la propria parte e, al tempo stesso, nel trovare la propria strada con un occhio di riguardo al proprio territorio.
