Agenda 2030 e SDG al bivio
L’Agenda 2030, firmata nel 2015 con l’ambizione di trasformare il mondo, si trova oggi di fronte a un bivio critico. A soli cinque anni dalla scadenza, l’ottimismo iniziale ha lasciato il posto ad un realismo preoccupante: siamo in grave ritardo.
Il bilancio dei 17 Goals dell’Agenda 2030 a più di metà percorso
Secondo gli ultimi report delle Nazioni Unite, in particolare il Sustainable Development Goals Report, la situazione è allarmante:
- Solo il 15-17% dei target è sulla buona strada.
- Oltre la metà degli obiettivi mostra progressi deboli o insufficienti.
- Per circa il 30% dei target, abbiamo assistito a una stagnazione o addirittura a un’involuzione rispetto ai livelli del 2015.
Non è solo questione di volontà politica, ma di risorse. Esiste un deficit strutturale di finanziamenti per i Paesi in via di sviluppo stimato in migliaia di miliardi di dollari l’anno.
Senza una riforma radicale dell’architettura finanziaria globale, l’Agenda rischia di trasformarsi da piano d’azione a libro dei sogni irrealizzati.
L’impatto della “policrisi” sull’Agenda 2030: povertà, fame e instabilità
Gli analisti definiscono il nostro tempo come l’era della “policrisi”. Una tempesta perfetta composta da pandemia, shock economici e tensioni geopolitiche che ha colpito duramente gli Obiettivi più legati alla dignità umana di base.
Indietro di decenni (SDG 1 e 2)
Per la prima volta in una generazione, la povertà estrema è tornata a crescere. L’inflazione sui beni alimentari e le interruzioni delle supply chain hanno reso il cibo inaccessibile per milioni di persone, allontanando drasticamente l’obiettivo “Fame Zero”, quindi non stiamo solo rallentando, ma in alcune aree stiamo addirittura tornando indietro.
Il costo della guerra (SDG 16)
L’Obiettivo 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide è forse la vittima più illustre del contesto attuale. Con il numero di conflitti attivi più alto dalla Seconda Guerra Mondiale, le risorse vitali per lo sviluppo sostenibile vengono drenate dalle spese militari e dalle emergenze umanitarie, innescando un circolo vizioso che alimenta ulteriore instabilità.
L’urgenza climatica e la transizione energetica
Una necessità di sopravvivenza (SDG 13)
Mentre le crisi sociali imperversano, l’emergenza climatica non concede tregue. Gli ultimi anni, i più caldi mai registrati, hanno trasformato la lotta al cambiamento climatico da priorità politica a imperativo di sopravvivenza biologica.
La luce in fondo al tunnel (SDG 7)
Tuttavia, è proprio qui che risiede la speranza più concreta: l’SDG 7 Energia Pulita e Accessibile sta emergendo come il vero motore di svolta, con gli investimenti nelle rinnovabili che hanno superato quelli nei combustibili fossili in alcuni mercati chiave.
Per salvare l’Agenda 2030, il mondo deve usare il più possibile questa leva come strumento per ridurre le disuguaglianze e stabilizzare le economie.
Cambiare prospettiva: il modello a “torta nuziale”
Per anni abbiamo visualizzato i 17 SDGs come un mosaico dove ogni tessera aveva lo stesso valore. La scienza oggi ci suggerisce un approccio diverso, elaborato dallo Stockholm Resilience Centre: non una lista, ma una piramide a tre livelli, simile a una torta nuziale.
1. La biosfera – la base: alla base della torta ci sono gli obiettivi ambientali (SDG 6, 13, 14, 15) perché sono le fondamenta non negoziabili. Senza un clima stabile, oceani vivi e biodiversità, non esiste “spazio operativo” per l’umanità.
2. La società – il centro: sopra la biosfera poggia il livello sociale (SDG 1, 2, 3, 4, 5, 7, 11, 16) che rappresenta la comunità. È il livello in cui trasformiamo le risorse naturali in benessere umano in termini di salute, educazione, energia.
3. L’economia – la cima: al vertice, come output conclusivo, c’è l’economia (SDG 8, 9, 10, 12), che costituisce il risultato di una società sana che opera in una biosfera intatta, la cui prosperità dipende imprescindibilmente da un pianeta sano ed abitabile.
Morale della favola, non possiamo barattare il clima per la crescita economica: se la base crolla, cade tutta la torta.
Riguardo a questo tema, il volontariato è uno degli elementi che può incidere positivamente su ogni strato della torta, un ingrediente di una bella ricetta che consente ad ogni cittadino di agire e fare la sua parte.
E tu, su quale strato vuoi agire?
Vuoi proteggere le fondamenta? Dedica del tempo alla cura del territorio, alla pulizia dei parchi o alla sensibilizzazione ambientale. Stai lavorando per la Biosfera.
Vuoi rafforzare il cuore della comunità? Supporta un’associazione che si occupa di istruzione, salute o assistenza alimentare. Stai nutrendo la Società, rendendola più equa e resiliente alle crisi.
Vuoi cambiare le regole del gioco? Promuovi stili di vita sostenibili, il consumo critico o il supporto a piccole realtà locali. Stai influenzando l’Economia, spingendola verso un modello che rispetti le persone e il pianeta.
