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	<title>CSR &amp; ESG Archivi | Volus</title>
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	<title>CSR &amp; ESG Archivi | Volus</title>
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	<item>
		<title>UNI/PdR 103:2021 come guida del welfare aziendale</title>
		<link>https://volus.io/uni-pdr-103-2021-come-guida-del-welfare-aziendale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per aiutare le imprese a strutturare piani efficaci, l&#8217;Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la prassi UNI/PdR 103:2021, un documento...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per aiutare le imprese a strutturare piani efficaci, l&#8217;Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la prassi UNI/PdR 103:2021, un documento nato con l&#8217;obiettivo di definire linee guida chiare per la governance del benessere organizzativo.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cos&#8217;è la UNI/PdR 103:2021 e quali requisiti introduce nelle aziende</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prassi <a href="https://store.uni.com/uni-pdr-103-2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UNI/PdR 103 2021</a> fornisce alle organizzazioni un modello per progettare, implementare e monitorare le politiche di benessere interno. Non si limita a elencare i servizi da offrire, ma si concentra sulla <strong>governance del welfare</strong>, richiedendo la mappatura precisa dei bisogni della popolazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per soddisfare i requisiti della norma, l&#8217;impresa deve strutturare un piano che tocchi diverse aree fondamentali, come la conciliazione vita-lavoro, il supporto alla genitorialità, la tutela della salute e lo sviluppo delle competenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio garantisce che le risorse investite si traducano in misure utili, evitando iniziative calate dall&#8217;alto che rischiano di rimanere inutilizzate dai dipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Misurazione dei risultati e miglioramento continuo del clima interno</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più innovativi dello standard riguarda l&#8217;obbligo di monitorare l&#8217;efficacia delle azioni intraprese attraverso <strong>indicatori di performance (KPI)</strong> specifici. Un piano di welfare a norma UNI non può essere statico, ma deve evolversi nel tempo basandosi sui dati raccolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende sono chiamate a misurare l&#8217;indice di gradimento dei servizi, il tasso di utilizzo delle misure e l&#8217;impatto sul <strong>clima aziendale</strong>. Inoltre, l&#8217;analisi dei dati aiuta a calcolare il ritorno sull&#8217;investimento (ROI).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa che un lavoratore più sereno e coinvolto nelle strategie di benessere societario riduce drasticamente i tassi di assenteismo e migliora la qualità del lavoro complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore della certificazione: attrazione dei talenti e impatto ESG</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Adottare questa prassi offre un vantaggio competitivo immediato sul mercato del lavoro. Come evidenziato da enti d&#8217;ispezione come <a href="https://www.dnv.it/training/welfare-aziendale-unipdr-1032021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DNV</a>, la verifica di conformità da parte di un organismo terzo permette di <a href="https://volus.io/certificazioni-esg-e-volontariato-iso-30415-srg-88088-e-pas-24000/" data-type="post" data-id="3803" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificare</a> ufficialmente l&#8217;impegno dell&#8217;azienda verso le proprie risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa certificazione diventa un marchio di qualità fondamentale per il <strong>recruiting dei giovani talenti</strong>, sempre più attenti all&#8217;equilibrio tra vita privata e professionale e alle tematiche sociali rispetto alle vecchie generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, un sistema di welfare certificato fornisce dati oggettivi e tracciabili che arricchiscono il <a href="https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/" data-type="post" data-id="1340" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bilancio di sostenibilità</a>. Ne consegue un miglioramento del <strong>rating ESG</strong> aziendale che posiziona l&#8217;impresa come un partner affidabile e moderno agli occhi degli stakeholders commerciali e finanziari.</p>
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		<item>
		<title>Certificazioni ESG e volontariato: ISO 30415, SRG 88088 e PAS 24000</title>
		<link>https://volus.io/certificazioni-esg-e-volontariato-iso-30415-srg-88088-e-pas-24000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[socialwashing]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama economico attuale, la responsabilità sociale d&#8217;impresa è diventata un pilastro strategico dove i programmi di volontariato d&#8217;impresa sono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama economico attuale, la responsabilità sociale d&#8217;impresa è diventata un pilastro strategico dove i programmi di volontariato d&#8217;impresa sono strumenti operativi fondamentali per raccogliere evidenze pratiche e ottenere certificazioni relative a fattori ambientali, sociali e di governance (ESG).</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le tre certificazioni ESG socialmente strategiche per le imprese</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La linea guida <a href="https://www.uni.com/diversita-e-inclusione-disponibile-in-italiano-la-uni-iso-30415-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UNI ISO 30415:2021</a> è lo standard di riferimento per la <strong>Diversity &amp; Inclusion</strong> nei luoghi di lavoro. Per ottenere questa validazione, un&#8217;azienda deve provare un impegno concreto nell&#8217;inclusione delle diversità. Attivare percorsi di volontariato a supporto di categorie fragili o emarginate permette di dimostrare agli auditor un reale approccio inclusivo promosso dalla direzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo standard <a href="https://www.srg88088.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SRG 88088</a> certifica invece il <strong>rating ESG delle organizzazioni</strong>. Il volontariato aziendale impatta in modo diretto sul pilastro sociale, innalzando il punteggio complessivo attraverso azioni solidali a favore della comunità. Inoltre, se l&#8217;impegno si rivolge alla tutela del verde e del territorio, si generano benefici tangibili anche per la valutazione della componente ecologica e ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, la specifica <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.bsigroup.com/it-IT/certificazioni/pas-24000-sistema-di-gestione-sociale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PAS 24000:2022</a> definisce i requisiti per un efficace <strong>sistema di gestione sociale</strong>. Questa certificazione richiede politiche a tutela dei diritti, della parità e del benessere collettivo. Inserire il volontariato all&#8217;interno del welfare aziendale conferma l&#8217;esistenza di un sistema gestionale proattivo e orientato al bene comune, facilitando enormemente i controlli ispettivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Dall&#8217;azione alla rendicontazione per misurare l&#8217;impatto sociale</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per conseguire queste prestigiose certificazioni, le buone intenzioni devono trasformarsi in <a href="https://volus.io/" type="page" id="2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati misurabili</a>. L&#8217;attività di <strong>volontariato aziendale</strong> fornisce esattamente quel registro di prove oggettive indispensabile durante le ispezioni degli enti terzi certificatori. I registri presenze, gli accordi di partnership con il terzo settore e i questionari di feedback post-attività sono elementi essenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rendicontazione strutturata di questi dati alimenta direttamente il <strong>bilancio di sostenibilità</strong> dell&#8217;azienda. Attraverso la misurazione dell&#8217;impatto generato sul territorio, l&#8217;impegno solidale diventa un indicatore di performance chiave, soddisfacendo le rigide richieste documentali previste dai protocolli di certificazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Un vantaggio trasversale tra reputazione e bandi pubblici</strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a migliorare il clima aziendale e ad attrarre nuovi talenti sensibili alle tematiche sociali, possedere queste certificazioni garantisce ritorni economici e di posizionamento sul mercato. In ambito istituzionale, come spesso ricordato dalle linee guida dell&#8217;<a href="https://www.anticorruzione.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Autorità Nazionale Anticorruzione</a>, i <strong>bandi di gara</strong> premiano in misura sempre maggiore le imprese certificate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei contratti pubblici, infatti, le certificazioni sociali ed ESG consentono spesso di abbattere i costi delle garanzie fideiussorie e di ottenere <strong>punteggi tecnici premiali</strong>. Anche se l&#8217;obiettivo primario del percorso di certificazione resta la maturazione interna e la sostenibilità, l&#8217;accesso facilitato agli appalti della PA rappresenta un importante incentivo secondario per strutturare politiche di volontariato durature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, il volontariato aziendale rappresenta una <strong>leva strategica</strong> per lo sviluppo organizzativo, vincente sotto molteplici punti di vista. Investire tempo a favore della comunità non è solo un dovere morale, ma il percorso più solido per allinearsi alle normative vigenti, ottenere certificazioni di eccellenza e preparare l&#8217;azienda alle sfide etiche ed economiche del futuro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Diversity, Equity &#038; Inclusion con il volontariato</title>
		<link>https://volus.io/diversity-equity-inclusion-con-il-volontariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come trasformiamo i programmi di Diversity, Equity &#38; Inclusion in un&#8217;esperienza vissuta sistematicamente dai dipendenti? Il volontariato d&#8217;impresa è una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come trasformiamo i programmi di Diversity, Equity &amp; Inclusion in un&#8217;esperienza vissuta sistematicamente dai dipendenti? Il <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong> è una delle risposte più rilevanti sul tema.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Livellare le gerarchie e i silos aziendali</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto di ufficio tradizionale, i ruoli, i dipartimenti e le gerarchie creano confini invisibili ma solidissimi. In un&#8217;attività di <strong>volontariato aziendale</strong>, questi confini crollano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il CEO, lo stagista, l&#8217;ingegnere e il commerciale si trovano fianco a fianco a verniciare i muri di una scuola, a servire pasti in una mensa sociale o a progettare una campagna digitale per un&#8217;associazione, le dinamiche di potere si annullano. Questa interazione paritaria favorisce l&#8217;<strong>ascolto attivo</strong>, incoraggia la <strong>cross-fertilization</strong> tra generazioni diverse e crea un senso di <strong>appartenenza e sicurezza psicologica</strong> impossibile da replicare alla scrivania.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Sconfiggere i pregiudizi attraverso l&#8217;esperienza diretta</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo studi recenti come quello di <a href="https://cmr.berkeley.edu/2025/09/corporate-volunteering-can-increase-skills-intelligence-and-employability-in-the-era-of-ai/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">California Management Review</a>, l&#8217;<strong>Intelligenza Emotiva (EQ)</strong> e l&#8217;empatia sono abilità centrali per lo sviluppo aziendale, impossibili da automatizzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Incontrare e lavorare con persone provenienti da realtà vulnerabili <strong>disinnesca i pregiudizi</strong> inconsci (bias) e instaura i presupposti per una connessione sana e produttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto all’intelligenza emotiva, troviamo altri tipi di scenari di crescita del dipendente, come l’<strong>intelligenza adattiva, morale e sociale</strong>. Sono tutte forme sulle quali il volontariato può incidere positivamente a livello di etica e integrità sia personale che professionale, alla luce di un futuro che sarà sempre più dominato dall’intelligenza artificiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Diversity, Equity &amp; Inclusion per l&#8217;empowerment femminile e generazionale</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Integrare il volontariato nella vita aziendale significa anche supportare il <strong>cambiamento demografico</strong>. Come riportato dai <a href="https://volus.io/il-ruolo-del-digitale-per-arginare-il-calo-dei-volontari/" type="post" id="2842" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati ISTAT</a> sulla conformazione della società italiana, la spinta verso l&#8217;impegno sociale è oggi trainata in particolare dalle donne, che hanno colmato il divario storico di partecipazione, e dalle giovani generazioni (Gen Z).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidare a giovani talenti o a figure femminili l&#8217;organizzazione e la leadership di progetti solidali all&#8217;interno dell&#8217;azienda è un formidabile strumento di <strong>empowerment</strong>. Significa dare voce a chi spesso, nelle dinamiche aziendali canoniche, rischia di essere meno visibile, enfatizzando i <strong>valori etici e solidali</strong> per velocizzare il cambiamento e scardinare il paradigma tradizionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Metriche ESG per comunicare il piano DE&amp;I</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un piano DE&amp;I maturo ha bisogno di essere attuato in modo strategico e misurato anche ai fini del <a href="https://www.sipotra.it/wp-content/uploads/2025/02/COME-MONITORARE-E-MISURARE-LA-DIVERSITY-EQUITY-INCLUSION.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bilancio di Sostenibilità</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poter rendicontare quante ore di volontariato sono state donate, quanti dipendenti hanno aderito volontariamente alle iniziative e quali sono i benefici apportati alla comunità, permette all&#8217;azienda di inserire <strong>metriche chiare e tracciabili</strong> all&#8217;interno del proprio framework ESG.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I corsi di formazione sono fondamentali per porre le basi, ma l&#8217;esposizione al <strong>mondo reale</strong> restituisce concretezza e gratificazione allo stesso tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come puoi introdurre questi elementi nella tua strategia ESG?</strong> Con l&#8217;App <strong><a href="https://volus.io/" type="page" id="2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a></strong>, puoi costruire programmi di volontariato aziendale <em>tailor-made</em>, permettendo ai tuoi dipendenti di scegliere le cause sociali in cui credono di più e certificando l&#8217;impatto generato delle loro azioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Team building tradizionale vs team building solidale</title>
		<link>https://volus.io/team-building-tradizionale-vs-team-building-solidale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per anni, la ricetta del team building aziendale ha seguito spesso lo stesso canovaccio: una giornata fuori ufficio, un’attività ludica...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per anni, la ricetta del <strong>team building aziendale</strong> ha seguito spesso lo stesso canovaccio: una giornata fuori ufficio, un’attività ludica &#8211; dall’escape room al go-kart &#8211; e una cena conviviale. Ma nel <strong>2026</strong>, in un mercato del lavoro dominato dalla ricerca di <strong>senso (purpose)</strong> e dalla <strong>responsabilità sociale</strong>, si può fare molto di più in un’ottica di coinvolgimento e di impatto.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>I limiti del team building tradizionale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività puramente ludiche possono generare un picco di entusiasmo episodico, ma spesso falliscono nel creare un cambiamento duraturo fatto di momenti memorabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, le attività di team building che si limitano al puro intrattenimento spesso vengono percepite come <strong>&#8220;Mandatory Fun&#8221;</strong> (divertimento obbligatorio). Questo fenomeno rende insoddisfatti i<strong> dipendenti</strong> che percepiscono l&#8217;investimento come superficiale e il mancato allineamento dei propri valori rispetto a quelli aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza, il team building tradizionale manca di quella <strong>dimensione etica</strong> che innalza l&#8217;engagement e la coesione di un gruppo di colleghi che generano un&#8217;<strong>impatto sociale</strong> effettivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La forza del team building solidale</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>team building solidale</strong> è un&#8217;idea che trasforma l&#8217;attività di gruppo in un’azione concreta per il territorio. Non si tratta solo di &#8220;stare insieme&#8221;, ma di <strong>generare benefici </strong>a vantaggio di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il <a href="https://www.purpose.jobs/blog/purpose-at-work-building-job-satisfaction" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte Global Gen Z and Millennial Survey 2025</a>, oltre l&#8217;<strong>89% della Gen Z</strong> e il <strong>92% dei Millennial</strong> considera fondamentale sentire che il proprio lavoro contribuisce a uno scopo sociale superiore. Il volontariato d&#8217;impresa risponde esattamente a questo bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vantaggi principali del <strong>Social Impact</strong> sono:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items2057_743d73-57 kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_434b34-25"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Sviluppo di Soft Skills:</strong> partecipare a progetti sociali sviluppa <strong>empatia</strong>, <strong>problem solving</strong> in contesti critici e <strong>leadership diffusa</strong>. Dati dell&#8217;<a href="https://www.aiccon.it/evoluzione-volontariato-agire-gratuito-anticipazioni-nuovo-osservatorio-aiccon/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio AICCON</a> confermano che il <strong>78% dei volontari</strong> acquisisce nuove competenze attraverso queste esperienze.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_4a0976-28"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Retention e orgoglio di appartenenza:</strong> vedere la propria azienda impegnata concretamente nel sociale riduce drasticamente il <strong>turnover</strong>.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_dba577-cd"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Salute mentale:</strong> contribuire al benessere altrui migliora la <strong>sicurezza psicologica</strong> e riduce lo stress correlato al lavoro, con un conseguente aumento di produttività.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Misurazione e ESG: il vero valore aggiunto</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra differenza sostanziale che eleva il <a href="https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/" type="post" id="1340" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato aziendale</a> rispetto al team building tradizionale è che rappresenta un <strong>investimento misurabile</strong>, e non una spesa a fondo perduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;entrata in vigore delle nuove normative sulla <strong>trasparenza ESG</strong>, le ore dedicate al volontariato dai dipendenti diventano dati preziosi per il <a href="https://a.storyblok.com/f/322433/x/81a16aa8bb/unitcredit_foundation_itl_interactive-20-03-30-compressed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bilancio di Sostenibilità</a>. Utilizzare una piattaforma digitale permette di trasformare l&#8217;impatto sociale in <strong>metriche oggettive</strong>, semplificando la gestione e la rendicontazione per i <strong>CSR Manager</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, se l&#8217;obiettivo è costruire una <strong>cultura aziendale </strong>solida, che attrae i talenti e migliora la <strong>reputazione del brand</strong>, il team building solidale è l&#8217;unica scelta strategica per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vuoi trasformare il tuo prossimo evento aziendale in una storia di impatto?</strong> Scopri come la tecnologia di <a href="https://volus.io/" type="page" id="2" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Volus</strong></a> può aiutarti a connettere il tuo team con le migliori cause sociali del territorio, in modo fluido e sistemico, e con metriche oggettive che semplificano e valorizzano la rendicontazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/team-building-tradizionale-vs-team-building-solidale/">Team building tradizionale vs team building solidale</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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		<title>Volontariato d&#8217;impresa in crescita con 75 mila aziende attive</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-dimpresa-in-crescita-con-75-mila-aziende-attive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR) è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong> è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando l&#8217;approccio filantropico tradizionale per abbracciare un metodo diretto, pratico e ad alto impatto sociale come il <strong>volontariato d’impresa</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Un impegno concreto per il territorio con il volontariato d’impresa nel 2026</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultimo <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/04/13/in-campo-nel-volontariato-75mila-imprese-cresce-il-prestito-di-dipendenti-a-onlus_e04c36fa-c2d9-4aef-b4a3-d3e80eddab1a.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevamento</a> evidenzia un traguardo storico per il nostro Paese: oggi sono ben <strong>75.000 le imprese italiane</strong> che hanno deciso di scendere in campo nel mondo del volontariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta più solo di grandi multinazionali, ma di una rete capillare che coinvolge sempre più <strong>piccole e medie imprese (PMI)</strong>, le quali riconoscono l&#8217;importanza di generare un <strong>impatto positivo </strong>sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo attivismo si traduce in progetti tangibili di tutela ambientale, inclusione sociale e supporto alle fasce più vulnerabili, trasformando di fatto i luoghi di lavoro in veri e propri hub di cittadinanza attiva permeati di <strong>senso solidale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il confronto con gli anni passati passando dalla donazione all&#8217;azione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se si effettua un rigoroso <strong>confronto con gli anni precedenti</strong>, l&#8217;evoluzione del fenomeno risulta evidente. Fino al periodo pre-pandemico, l&#8217;aiuto aziendale alle realtà non profit si limitava quasi esclusivamente alle <strong>donazioni finanziarie</strong> o a sponsorizzazioni occasionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già a partire dal biennio 2022-2023 si è però registrato un cambio di rotta definitivo, con tassi di crescita annui del <strong>volontariato aziendale</strong> a doppia cifra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi l&#8217;impresa mette a disposizione<strong> tempo, energie e risorse umane</strong>, integrando queste buone pratiche direttamente nei propri <strong>bilanci di sostenibilità</strong> e nelle politiche di <strong>welfare aziendale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il prestito dei dipendenti e delle competenze al servizio degli ETS</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato in assoluto più innovativo di quest&#8217;anno è la diffusione del cosiddetto <strong>prestito di dipendenti agli ETS</strong>, una dinamica monitorata con attenzione anche dagli osservatore di settore come <a href="https://terzjus.it/argomenti/volontariato-di-competenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzjus</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un trasferimento di <strong>competenze specialistiche</strong> (dal supporto legale e manageriale, al marketing e all&#8217;IT) che permette alle associazioni di professionalizzarsi. Al contempo, per le aziende è un potente strumento per aumentare l&#8217;<strong>engagement dei dipendenti</strong>, attrarre nuovi talenti sensibili alle tematiche etiche e sviluppare le skills.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario di forte partecipazione, dove l&#8217;organizzazione, il coinvolgimento e la tracciabilità delle iniziative diventano un&#8217;esigenza primaria, nasce la piattaforma <a href="https://volus.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> per <strong>agevolare e misurare</strong> l&#8217;ecosistema del volontariato aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>app</strong> consente di gestire con efficienza le adesioni agli eventi solidali, automatizzare le procedure e, soprattutto, fornire dati trasparenti e metriche precise sull&#8217;<strong>impatto sociale generato</strong>, valorizzando al massimo l&#8217;impegno collettivo di aziende, dipendenti e associazioni.</p>
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		<title>Il turismo rigenerativo come nuovo modo di viaggiare</title>
		<link>https://volus.io/il-turismo-rigenerativo-come-nuovo-modo-di-viaggiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[SDG]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal modello turistico tradizionale al concetto di turismo sostenibile, focalizzato sulla minimizzazione dei danni e sulla conservazione, che inizia a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal modello turistico tradizionale al concetto di turismo sostenibile, focalizzato sulla minimizzazione dei danni e sulla conservazione, che inizia a essere superato dalla necessità di interventi più incisivi. Come il <strong>turismo rigenerativo</strong>, un approccio che punta a lasciare la destinazione migliore di come è stata trovata.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Dal minore impatto alla restituzione attiva del turismo rigenerativo</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il turismo sostenibile nasce con lo scopo di contenere gli effetti negativi derivanti dai massicci flussi di visitatori. Il <strong>turismo rigenerativo</strong>, invece, mira a generare un bilancio netto positivo per il territorio. L&#8217;obiettivo primario diventa la <strong>restituzione attiva</strong> che cura e ripristina l&#8217;ecosistema ospitante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo cambio di paradigma implica che le destinazioni non vengano più concepite come meri bacini di consumo, ma come reti viventi complesse. Secondo i principi delineati per l&#8217;<a href="https://news.simtur.eu/simtur/editoriali/benvenuti-nell-era-del-turismo-rigenerativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estensione del turismo sostenibile</a>, l&#8217;economia generata dalle visite deve rivitalizzare il <strong>capitale naturale e sociale </strong>locale, al contrario dell&#8217;economia estrattiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato che si intende quantificare analiticamente è quanto la <strong>presenza turistica</strong> riesca a far prosperare la biodiversità, a ristabilire gli equilibri ambientali e a incrementare la resilienza del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il ruolo centrale delle comunità locali</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La pianificazione dei flussi e delle <strong>esperienze</strong>, così come lo sviluppo delle infrastrutture devono necessariamente partire dai dati demografici e dalle necessità sociali ed economiche della <strong>popolazione locale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Applicare questo modello gestionale in aree geografiche marginali, montane o rurali, diventa anche uno strumento per contrastare l&#8217;esodo abitativo. Si crea un&#8217;<strong>economia circolare comunitaria</strong> che integra l&#8217;esperienza di viaggio diretta a supportare le filiere corte, l&#8217;agricoltura locale e l&#8217;artigianato autoctono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo quadro strategico, la <strong>cooperazione</strong> strutturale sostituisce la competizione al ribasso. I margini di profitto così vanno a finanziare servizi essenziali, manutenzione urbana e formazione professionale. L&#8217;industria dell&#8217;ospitalità si trasforma in un vettore di <strong>welfare locale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Applicazioni pratiche e soluzioni sul territorio</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La validità di questo modello teorico si misura esclusivamente attraverso azioni concrete sul campo. Le <strong>strutture ricettive</strong> orientate alla rigenerazione abbandonano i format isolati e scollegati dal contesto per integrare le proprie attività con le necessità fisiche dell&#8217;ambiente circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli esempi di immediata applicazione figurano i format di soggiorno che prevedono la <strong>partecipazione</strong> pratica dei viaggiatori a progetti scientifici o di conservazione, alla stregua di vere e proprie attività di <a href="https://volus.io/come-il-volontariato-e-connesso-con-gli-sdg/" type="post" id="1607" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato</a>, dove il turista è un valore aggiunto per il territorio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo include <a href="https://www.marketing-italia.eu/blog/turismo/turismo-sostenibile-turismo-rigenerativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">interventi</a> di riforestazione, la tutela delle risorse naturali e il ripristino materiale di ecosistemi danneggiati, come le barriere coralline o i terreni agricoli degradati dalle monocolture, oppure la pulizia di spiagge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco che le organizzazioni turistiche hanno l’opportunità di certificare l&#8217;<strong>impatto misurabile</strong> delle ore di lavoro investite nell&#8217;aumento del valore della destinazione e del beneficio comune.</p>
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		<item>
		<title>Programma di volontariato aziendale: come strutturarlo?</title>
		<link>https://volus.io/programma-di-volontariato-aziendale-come-strutturarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volontariato aziendale rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>volontariato aziendale</strong> rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano <strong>ESG</strong>. Ma come si passa dalle buone intenzioni a un programma strutturato, continuativo e capace di generare vero valore?</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mappare interessi e obiettivi per creare un programma di volontariato aziendale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo per un&#8217;iniziativa di successo è l&#8217;<strong>ascolto attivo</strong> delle proprie persone. Un programma calato dall&#8217;alto, per quanto nobile, rischia di generare scarsa partecipazione. È fondamentale utilizzare sondaggi e momenti di confronto interni per comprendere quali cause sociali o ambientali stanno più a cuore ai dipendenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle preferenze individuali, la strategia deve rispecchiare fedelmente la <strong><a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cultura aziendale</a></strong> e il <em>core business</em>. Se un&#8217;impresa opera nel settore tecnologico, iniziative volte a ridurre il <em>digital divide</em> nelle scuole potrebbero essere la scelta più coerente. Questa fase di valutazione iniziale permette di definire <strong>obiettivi chiari e misurabili</strong>, ponendo le basi per un programma autentico e a valore aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Progettazione e partnership con il Terzo Settore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta definita la rotta, è il momento di individuare i giusti compagni di viaggio. Collaborare con gli <strong>Enti del Terzo Settore (ETS)</strong> richiede cura: non si tratta solo di donare tempo o risorse, ma di costruire relazioni di mutuo beneficio. Le organizzazioni non profit conoscono i bisogni urgenti del territorio e possono indirizzare l&#8217;azienda verso attività ad alto impatto. Diventa utile esplorare diverse formule: dal <strong>volontariato fisico</strong> <strong>sul campo</strong> (come la riqualificazione di spazi verdi o la preparazione di pasti) al <strong><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato di competenza</a></strong> (<em>skills-based volunteering</em>), dove i dipendenti mettono a disposizione le proprie competenze professionali (legal, IT, comunicazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, è essenziale formalizzare tutto attraverso una chiara <strong>policy aziendale</strong>. Quante ore retribuite annue vengono concesse a ciascun dipendente per fare volontariato? Come si organizza una giornata di team building e come si gestiscono le modalità e le tempistiche di richiesta permessi? Implementare un sistema di <em>Volunteer Time Off (VTO)</em> con regole trasparenti legittima l&#8217;attività e abbassa drasticamente le barriere organizzative alla partecipazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore dei dati per misurare l’impatto e raccontare la storia</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un programma di volontariato aziendale strutturato non si conclude con la foto di rito alla fine dell&#8217;evento solidale, ma prosegue con l&#8217;analisi dei risultati. La <strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> è lo scoglio su cui molte imprese si arenano, ma è anche il passaggio più cruciale per dimostrare il valore dell&#8217;iniziativa. Raccogliere dati <strong>quantitativi</strong>, come ore donate, tassi di adesione, output generati, e <strong>qualitativi</strong>, come feedback e sondaggi di gradimento, è vitale per ottimizzare gli eventi futuri e giustificare gli investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati, inoltre, diventano il cuore pulsante della <strong>rendicontazione di sostenibilità</strong>. Come richiesto dalle direttive europee e dagli standard globali come il <a href="https://www.globalreporting.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global Reporting Initiative (GRI)</a>, documentare il coinvolgimento sociale dell&#8217;impresa rafforza la trasparenza verso gli stakeholder e consente di ottenere <a href="https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/" type="post" id="1658" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificazioni</a> tra cui la <strong>B-Corp</strong> ed altre emergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, trasformare i numeri in storie reali è un formidabile strumento di <strong>employer branding</strong>: comunicare internamente ed esternamente l&#8217;impatto raggiunto alimenta l&#8217;<strong>orgoglio del team</strong> e il <strong>senso di appartenenza</strong>, posizionando il brand come un attore realmente responsabile e impegnato, in pieno stile Volus.</p>
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		<item>
		<title>Fiducia e rendicontazione ESG: due facce della stessa medaglia</title>
		<link>https://volus.io/fiducia-e-rendicontazione-esg-due-facce-della-stessa-medaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione ecologica e sociale richiede un cambio di paradigma dove la misurazione, la trasparenza e l&#8217;oggettività diventano l&#8217;unica moneta...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>transizione ecologica e sociale </strong>richiede un cambio di paradigma dove la misurazione, la trasparenza e l&#8217;oggettività diventano l&#8217;unica moneta di scambio valida per certificare il proprio impegno ESG.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il peso del rischio climatico nell&#8217;accesso al credito</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nei processi decisionali delle <strong>banche </strong>sta ridefinendo le regole dell&#8217;accesso ai finanziamenti. Le autorità di vigilanza europee impongono agli istituti di credito di valutare con estrema attenzione il <strong>rischio climatico</strong> e ambientale associato ai propri portafogli prestiti, spostando l&#8217;onere della prova sulle imprese richiedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <a href="https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/rischio-climatico-nei-prestiti-perche-ora-servono-dati-esg-verificabili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi sulle dinamiche dell&#8217;innovazione e del credito</a> sottolineano la necessità di dimostrare la resilienza del proprio <strong>modello di business </strong>di fronte agli shock climatici e alle transizioni normative. Il merito creditizio si integra con la componente del &#8220;merito sostenibile&#8221; proiettato verso il futuro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un&#8217;<strong>azienda </strong>non è in grado di tracciare le proprie performance ecologiche e sociali in modo chiaro, rischia non solo di vedersi negare i <strong>fondi</strong>, ma anche di subire <strong>tassi di interesse </strong>fortemente penalizzanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>L&#8217;urgenza di dati ESG verificabili</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta strutturale a questa crescente pressione da parte del settore creditizio risiede nella raccolta e nella condivisione di <strong>dati ESG verificabili</strong>. Il mercato ha imparato a proprie spese quanto possa essere dannoso, sia per l&#8217;ambiente che per la reputazione, il fenomeno del <strong>greenwashing</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare queste pratiche e tutelare la <strong>trasparenza finanziaria</strong>, la <a href="https://finance.ec.europa.eu/capital-markets-union-and-financial-markets/company-reporting-and-auditing/company-reporting/corporate-sustainability-reporting_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)</a> ha innalzato l&#8217;asticella della compliance. La <strong>rendicontazione di sostenibilità </strong>è stata di fatto equiparata a quella contabile: le informazioni divulgate devono superare audit di terze parti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché i dati possano fregiarsi dell&#8217;attributo di &#8220;verificabilità&#8221;, devono rispondere a precisi criteri di accuratezza, tempestività e coerenza. La maggior parte delle imprese non deve redigere la <strong>reportistica rigorosa</strong> imposta dalla CSRD, ma è comunque coinvolta &#8220;a cascata&#8221; nel processo di reperimento e analisi dei dati necessari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Dalla teoria alla pratica: misurare l&#8217;impatto a 360 gradi</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla sfera ambientale, rendicontare in maniera esatta l&#8217;<strong>impatto sociale</strong> generato dalle <a href="https://volus.io/la-reputazione-esg-come-driver-strategico-di-valore-e-di-prestigio/" type="post" id="1580" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politiche aziendali</a> nei confronti dei dipendenti e del territorio è un tassello imprescindibile. Il <strong>benessere </strong>organizzativo, l&#8217;inclusione, la fidelizzazione dei talenti e il supporto attivo alle comunità locali si traducono in indicatori di performance essenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio in questo snodo cruciale che la tecnologia si rivela un alleato indispensabile. L&#8217;adozione di<strong> strumenti digitali </strong>capaci di tracciare, certificare e standardizzare le iniziative di <a href="https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/" type="post" id="1545" target="_blank" rel="noreferrer noopener">welfare</a> e di responsabilità sociale permette di alimentare il <strong>report di sostenibilità</strong> con dati reali e inoppugnabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Riuscire a mappare con esattezza queste dinamiche umane e relazionali rappresenta la grande sfida dei prossimi anni. Che si tratti di dimostrare la conformità ai criteri ambientali o di rendicontare i risultati misurabili del <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong>, ogni azione virtuosa deve lasciare un&#8217;impronta tracciabile.</p>
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		<title>Società Benefit e B-Corp come nuovo paradigma</title>
		<link>https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;emergere delle Società Benefit e della certificazione B-Corp segnala che il mercato sta iniziando a prezzare non solo il <strong>quanto</strong> un&#8217;azienda guadagna, ma <strong>come</strong> lo guadagna. Si tratta di una trasformazione strutturale del <strong>DNA aziendale</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Lo stato dell&#8217;arte e la differenza sostanziale tra Società Benefit e B-Corp</strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Società Benefit&#8221; e &#8220;B-Corp&#8221; indicano due concetti correlati ma distinti, che rappresentano l&#8217;attuale stato dell&#8217;arte della <strong>responsabilità d&#8217;impresa</strong>. L&#8217;Italia è stata il primo Paese in Europa, e il secondo al mondo dopo gli USA, ad introdurre la forma giuridica di <strong>Società Benefit</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Società Benefit è uno status legale. Un&#8217;azienda modifica il proprio statuto per impegnarsi formalmente a perseguire, oltre al profitto, una o più <strong>finalità di beneficio comune</strong>. Questo impegno diventa vincolante e protegge la missione aziendale nel lungo termine, anche in caso di cambi di management o di proprietà. Non è un &#8220;bollino&#8221;, ma una modifica genetica dell&#8217;impresa che la obbliga alla <strong>trasparenza</strong> e alla <strong>rendicontazione annuale</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>B-Corp (Certified B Corporation)</strong>, invece, è una certificazione rilasciata dall&#8217;ente non-profit <a href="https://italy.bcorporation.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B Lab</a>. Essa attesta che l&#8217;azienda rispetta <strong>elevati standard volontari</strong> di performance sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cosa serve per la trasformazione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Diventare una Società Benefit o ottenere la certificazione B-Corp non è un esercizio di stile, ma un percorso rigoroso che richiede analisi dei dati e revisione dei processi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per assumere la veste giuridica di <strong>Società Benefit</strong>, l&#8217;azienda deve agire su due fronti: statutario e organizzativo. Nello statuto va inserito l&#8217;<strong>oggetto sociale</strong> specifico di beneficio comune e va nominato un <strong>responsabile dell&#8217;impatto </strong>che monitori i progressi, da riportare in una relazione annuale allegata al bilancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la certificazione <strong>B-Corp</strong>, l&#8217;asticella si alza ulteriormente. Il cuore del processo è il <a href="https://bimpactassessment.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B Impact Assessment (BIA)</a>, uno strumento di valutazione che analizza l&#8217;azienda a 360 gradi su cinque aree: Governance, Lavoratori, Comunità, Ambiente e Clienti. Per ottenere la certificazione è necessario superare la soglia degli <strong>80 punti su 200</strong>, un traguardo che la media delle aziende tradizionali (che si attesta solitamente intorno ai 50 punti) non raggiunge al primo tentativo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il processo richiede di &#8220;aprire i libri&#8221; a B Lab, fornendo prove documentali delle pratiche virtuose. Bisogna dimostrare, dati alla mano, la differenza salariale tra il manager più pagato e l&#8217;ultimo assunto, le politiche di diversità, le azioni sostenibili poste in essere e i tassi di ritenzione. È un <strong>audit della sostenibilità</strong> che trasforma le buone intenzioni in KPI monitorabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il dividendo dell&#8217;impatto che conferisce vantaggi competitivi</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché un&#8217;azienda dovrebbe imbarcarsi in questo percorso complesso? Il primo vantaggio tangibile è l&#8217;<strong>attrazione dei talenti</strong>. Studi recenti confermano che le nuove generazioni di professionisti non cercano solo uno stipendio, ma uno scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende con una forte vocazione sociale registrano tassi di <a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>turnover</strong></a> inferiori e un engagement più alto, riducendo drasticamente i costi HR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte del mercato, l&#8217;impatto sociale si traduce in <strong>resilienza</strong> e <strong>preferenza del consumatore</strong>. Le B-Corp hanno dimostrato una maggiore capacità di resistenza durante le crisi economiche rispetto alle aziende tradizionali, grazie a filiere più corte, etiche e controllate. Inoltre, l&#8217;<strong>accesso ai capitali</strong> sta cambiando: i fondi di investimento e le banche guardano con sempre maggiore interesse ai <strong>criteri ESG</strong> (Environmental, Social, Governance) per valutare il rischio di credito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, c&#8217;è il <strong>vantaggio dell&#8217;ecosistema</strong>. Entrare in questo network significa accedere a partnership commerciali con altre aziende che parlano la stessa lingua, quella della sostenibilità concreta. L&#8217;<strong>impatto sociale </strong>non è più una voce di costo, ma un moltiplicatore di valore che distingue chi ha una visione di lungo periodo da chi cerca solo il profitto trimestrale.</p>
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		<title>La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) tra SA8000 e ISO 26000</title>
		<link>https://volus.io/la-responsabilita-sociale-dimpresa-csr-tra-sa8000-e-iso-26000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[socialwashing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uno scenario dove le aziende sono sempre più coinvolte nei report di sostenibilità e nell’analisi della catena del valore,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In uno scenario dove le aziende sono sempre più coinvolte nei report di sostenibilità e nell’analisi della catena del valore, la <strong>SA8000</strong> e la <strong>ISO 26000 </strong>sono, tra gli altri, dei punti di riferimento per la Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) volta a tradurre l&#8217;etica in azioni concrete.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>SA8000: lo standard etico per la CSR</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://sa-intl.org/programs/sa8000/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SA8000 (Social Accountability 8000)</strong></a> è lo standard internazionale di riferimento per chi vuole dimostrare, carte alla mano, il proprio impegno verso i diritti dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creata dal <strong>Social Accountability International (SAI)</strong>, è una norma tecnica certificabile: ciò significa che un ente esterno verifica periodicamente che l’azienda rispetti requisiti rigorosi, che vanno dal divieto di lavoro infantile alla garanzia di un salario dignitoso e di un ambiente sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente è stata rilasciata la versione aggiornata <strong>SA8000:2026</strong>, che rafforza ulteriormente i criteri di <em>due diligence</em> sui diritti umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grande vantaggio della SA8000 risiede nella natura operativa. Non si limita a dichiarazioni d&#8217;intenti, ma impone un vero e proprio sistema di gestione. Per un’azienda, ottenere questa <strong>certificazione</strong> attraverso enti accreditati significa ridurre i rischi legali e reputazionali, e creare un ambiente di lavoro più equo e trasparente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>ISO 26000: la bussola per una visione olistica</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza della prima, la <a href="https://www.iso.org/iso-26000-social-responsibility.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ISO 26000</strong></a> non è una certificazione ma una linea guida volontaria pubblicata dall&#8217;<strong>International Organization for Standardization (ISO)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adottare la ISO 26000 significa abbracciare un approccio multidimensionale. L’azienda non guarda solo all&#8217;interno delle proprie mura, ma analizza l&#8217;intero ecosistema in cui opera attraverso i suoi <strong>7 Temi Fondamentali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come indicato dal <a href="https://iso26k.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">network ufficiale</a> ISO 26000 SGN, questo è lo strumento ideale per le organizzazioni che vogliono costruire un <strong>bilancio di sostenibilità</strong> solido o che desiderano integrare la <strong>responsabilità sociale</strong> <strong>d&#8217;impresa (CSR) </strong>nel proprio DNA decisionale, andando oltre il semplice rispetto delle norme giuslavoristiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Sinergia o strategia: quale percorso intraprendere per la Responsabilità Sociale d&#8217;Impresa?</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quale delle due adottare? Non si tratta di strumenti alternativi, ma complementari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre la <strong>SA8000</strong> è perfetta per dare garanzie immediate e verificabili alla <em>supply chain</em> e ai partner commerciali, la <strong>ISO 26000</strong> è fondamentale per strutturare una cultura della sostenibilità a lungo termine che coinvolga tutti gli stakeholder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, enti come il <a href="https://www.ciseonweb.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>CISE (Centro per l&#8217;Innovazione e lo Sviluppo Economico)</strong></a> offrono supporto specifico per chi vuole intraprendere questo percorso etico, in qualità di ente accreditato dal <a href="http://www.saasaccreditation.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SAAS – Social Accountability Accreditation Services</a> (nel mondo sono solo qualche decina!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti casi, il <strong>modello vincente</strong> consiste nell&#8217;utilizzare la ISO 26000 come quadro di riferimento per definire i valori e la direzione aziendale, implementando poi la SA8000 come strumento tecnico per valorizzare la gestione delle risorse umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa combinazione permette di creare un <strong>vantaggio competitivo</strong> che posiziona l&#8217;azienda come leader consapevole e responsabile per vocazione nel proprio settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/la-responsabilita-sociale-dimpresa-csr-tra-sa8000-e-iso-26000/">La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) tra SA8000 e ISO 26000</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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