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	<title>EMPLOYER BRANDING Archivi | Volus</title>
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	<title>EMPLOYER BRANDING Archivi | Volus</title>
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	<item>
		<title>UNI/PdR 103:2021 come guida del welfare aziendale</title>
		<link>https://volus.io/uni-pdr-103-2021-come-guida-del-welfare-aziendale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per aiutare le imprese a strutturare piani efficaci, l&#8217;Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la prassi UNI/PdR 103:2021, un documento...</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/uni-pdr-103-2021-come-guida-del-welfare-aziendale/">UNI/PdR 103:2021 come guida del welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per aiutare le imprese a strutturare piani efficaci, l&#8217;Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la prassi UNI/PdR 103:2021, un documento nato con l&#8217;obiettivo di definire linee guida chiare per la governance del benessere organizzativo.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cos&#8217;è la UNI/PdR 103:2021 e quali requisiti introduce nelle aziende</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prassi <a href="https://store.uni.com/uni-pdr-103-2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UNI/PdR 103 2021</a> fornisce alle organizzazioni un modello per progettare, implementare e monitorare le politiche di benessere interno. Non si limita a elencare i servizi da offrire, ma si concentra sulla <strong>governance del welfare</strong>, richiedendo la mappatura precisa dei bisogni della popolazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per soddisfare i requisiti della norma, l&#8217;impresa deve strutturare un piano che tocchi diverse aree fondamentali, come la conciliazione vita-lavoro, il supporto alla genitorialità, la tutela della salute e lo sviluppo delle competenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio garantisce che le risorse investite si traducano in misure utili, evitando iniziative calate dall&#8217;alto che rischiano di rimanere inutilizzate dai dipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Misurazione dei risultati e miglioramento continuo del clima interno</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più innovativi dello standard riguarda l&#8217;obbligo di monitorare l&#8217;efficacia delle azioni intraprese attraverso <strong>indicatori di performance (KPI)</strong> specifici. Un piano di welfare a norma UNI non può essere statico, ma deve evolversi nel tempo basandosi sui dati raccolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende sono chiamate a misurare l&#8217;indice di gradimento dei servizi, il tasso di utilizzo delle misure e l&#8217;impatto sul <strong>clima aziendale</strong>. Inoltre, l&#8217;analisi dei dati aiuta a calcolare il ritorno sull&#8217;investimento (ROI).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa che un lavoratore più sereno e coinvolto nelle strategie di benessere societario riduce drasticamente i tassi di assenteismo e migliora la qualità del lavoro complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore della certificazione: attrazione dei talenti e impatto ESG</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Adottare questa prassi offre un vantaggio competitivo immediato sul mercato del lavoro. Come evidenziato da enti d&#8217;ispezione come <a href="https://www.dnv.it/training/welfare-aziendale-unipdr-1032021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DNV</a>, la verifica di conformità da parte di un organismo terzo permette di <a href="https://volus.io/certificazioni-esg-e-volontariato-iso-30415-srg-88088-e-pas-24000/" data-type="post" data-id="3803" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificare</a> ufficialmente l&#8217;impegno dell&#8217;azienda verso le proprie risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa certificazione diventa un marchio di qualità fondamentale per il <strong>recruiting dei giovani talenti</strong>, sempre più attenti all&#8217;equilibrio tra vita privata e professionale e alle tematiche sociali rispetto alle vecchie generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, un sistema di welfare certificato fornisce dati oggettivi e tracciabili che arricchiscono il <a href="https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/" data-type="post" data-id="1340" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bilancio di sostenibilità</a>. Ne consegue un miglioramento del <strong>rating ESG</strong> aziendale che posiziona l&#8217;impresa come un partner affidabile e moderno agli occhi degli stakeholders commerciali e finanziari.</p>
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		<title>Trasformare la cassa integrazione con il volontariato</title>
		<link>https://volus.io/trasformare-la-cassa-integrazione-con-il-volontariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando un&#8217;azienda attraversa un periodo di crisi e deve ricorrere agli ammortizzatori sociali, il contraccolpo psicologico per i dipendenti può...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando un&#8217;azienda attraversa un periodo di crisi e deve ricorrere agli ammortizzatori sociali, il contraccolpo psicologico per i dipendenti può essere molto forte. La <strong>cassa integrazione</strong> protegge in parte il reddito, ma lascia spesso le persone in una condizione di inattività che rischia di logorare la motivazione e il senso di appartenenza all&#8217;organizzazione.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Cassa integrazione e volontariato aziendale</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista legale, i lavoratori sospesi o a orario ridotto possono dedicarsi ad attività solidali. Iniziative storiche come il progetto istituzionale <a href="https://www.linkiesta.it/2015/02/da-febbraio-i-cassintegrati-possono-fare-i-volontari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#diamociunamano</a> hanno chiarito che possono svolgere attività di <strong>volontariato</strong> senza perdere il diritto al sussidio, purché l&#8217;impegno sia del tutto gratuito e non ostacoli un&#8217;eventuale chiamata lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa compatibilità permette alle aziende in crisi di fungere da ponte, mettendo in contatto i lavoratori in <strong>cassa integrazione</strong> con le associazioni del territorio che necessitano di supporto operativo o di specifiche competenze professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Operativamente, si possono configurare due scenari distinti:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items3817_a27e88-bf kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-3817_01e7e8-e6"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_check kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><polyline points="20 6 9 17 4 12"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text">Il primo è il <strong>canale pubblico</strong> (regolato dal D.Lgs. 150/2015), scelto dalle aziende in reale difficoltà finanziaria. In questo caso, l&#8217;impresa attiva la Cassa Integrazione ordinaria per azzerare i costi salariali. Il lavoratore sospeso percepisce il sussidio dall&#8217;INPS, ma invece di restare inattivo viene impiegato in lavori di pubblica utilità presso enti o Comuni, i quali si fanno carico delle coperture assicurative Inail.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-3817_0243ca-d3"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_check kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><polyline points="20 6 9 17 4 12"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text">Il secondo è il <strong>canale privato</strong> (o distacco solidale), preferito dalle aziende sane che affrontano solo un momentaneo calo di commesse. Qui l&#8217;azienda continua a pagare il 100% dello stipendio e &#8220;distacca&#8221; i dipendenti presso le associazioni per fare volontariato. Inoltre l’azienda gode del <strong>vantaggio fiscale</strong> dell&#8217;articolo 100 del TUIR, in forza del quale le spese del personale sono deducibili fino al 5 per mille del costo totale a bilancio.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>I benefici psicologici e il mantenimento delle soft skill</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impatto più immediato di queste iniziative riguarda il benessere psicofisico della persona. Rimanere a casa per mesi può generare isolamento sociale e perdita di autostima. L&#8217;inserimento in un contesto di <strong>volontariato civico</strong> restituisce al dipendente una sana routine quotidiana e un obiettivo chiaro da raggiungere insieme ad altre persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, operare in contesti come le mense solidali, la tutela dell&#8217;ambiente o l&#8217;assistenza alle fasce deboli funge da vera e propria palestra per le <strong>competenze trasversali</strong>. L&#8217;intelligenza emotiva, l&#8217;empatia e la risoluzione dei problemi vengono costantemente sollecitate e mantenute allenate sul campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aspetto è vitale per tutelare l&#8217;occupabilità futura. Quando il periodo di sospensione termina, il lavoratore rientra in azienda non annichilito dall&#8217;inattività, ma arricchito da un&#8217;esperienza formativa che lo ha reso più flessibile e proattivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il valore strategico per l&#8217;impresa e il sostegno al terzo settore</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per l&#8217;impresa, promuovere la solidarietà durante l&#8217;uso degli ammortizzatori sociali genera un <strong>triplice vantaggio</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, permette di mantenere vivo il <strong>rapporto di comunicazione </strong>con il personale, dimostrando una sincera attenzione al lato umano della risorsa e non solo a quello puramente contabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In secondo luogo, si rafforza enormemente la <strong>reputazione aziendale</strong>. Un&#8217;impresa che, pur affrontando una crisi interna, incoraggia i propri dipendenti a sostenere la comunità locale, dimostra una reale aderenza ai principi di sostenibilità. In tal modo, invia un segnale positivo agli investitori e ai clienti e contribuisce a creare un ecosistema solidale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, l&#8217;aiuto offerto agli enti del <strong>terzo settore</strong> genera un impatto vitale sul territorio. Le associazioni locali ricevono tempo, energia e competenze qualificate per portare avanti le proprie missioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo del digitale per arginare il calo dei volontari</title>
		<link>https://volus.io/il-ruolo-del-digitale-per-arginare-il-calo-dei-volontari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;Italia ha registrato una tendenza che preoccupa le istituzioni e gli ETS: una diminuzione costante del numero...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, l&#8217;Italia ha registrato una tendenza che preoccupa le istituzioni e gli ETS: una diminuzione costante del numero di volontari attivi che può trovare un rimedio nella transizione digitale. </p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Perché le persone smettono di fare volontariato?</strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli ultimi dati <strong><a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Trenta-anni-di-vita-quotidiana-Ebook.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ISTAT</a></strong>, il Terzo Settore ha perso migliaia di partecipanti, un fenomeno che mette a rischio la tenuta del welfare sussidiario nel nostro Paese. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma siamo davvero di fronte a una crisi di generosità? O è piuttosto un problema di <strong>modelli organizzativi obsoleti</strong> che non riescono più a intercettare i cittadini del 2026? La risposta risiede anche nella <strong>trasformazione digitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è la voglia di aiutare a mancare, ma il <strong>tempo</strong> e la <strong>complessità</strong>. Spesso, trovare un&#8217;opportunità di volontariato che si incastri con i ritmi di vita frenetici o con le proprie competenze specifiche è disagevole. Come evidenziato da <strong><a href="https://csvnet.it/component/content/article/144-notizie/5214-il-volontariato-e-il-cuore-pulsante-del-non-profit-ecco-il-nuovo-censimento-istat?Itemid=893" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CSVnet</a></strong>, il volontariato sta cambiando pelle, spostandosi verso forme più <strong>fluide, occasionali e meno vincolanti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone oggi cercano:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items2842_8089ca-4c kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2842_536f88-ae"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRightCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><circle cx="12" cy="12" r="10"/><polyline points="12 16 16 12 12 8"/><line x1="8" y1="12" x2="16" y2="12"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>rilevanza:</strong> fare qualcosa che valorizzi il proprio contributo;</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2842_856271-2a"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRightCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><circle cx="12" cy="12" r="10"/><polyline points="12 16 16 12 12 8"/><line x1="8" y1="12" x2="16" y2="12"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>immediatezza:</strong> meno moduli cartacei, più risposte rapide;</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2842_917997-ef"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRightCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><circle cx="12" cy="12" r="10"/><polyline points="12 16 16 12 12 8"/><line x1="8" y1="12" x2="16" y2="12"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>flessibilità:</strong> la possibilità di donare anche solo poche ore in modo diretto e non organizzato.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La tecnologia digitale come ponte verso il Terzo Settore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che l&#8217;innovazione digitale gioca un ruolo decisivo. La correlazione istantanea che può essere creata attraverso un’<strong>app</strong> tra le attività di volontariato e le persone che vi possono partecipare, è un elemento abilitante che abbatte le barriere all&#8217;ingresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne possono derivare alcune funzionalità come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>matching intelligente:</strong> proprio come accade per i servizi di mobilità o food delivery, le app moderne permettono di visualizzare le necessità del territorio in tempo reale. Grazie alla <strong>geolocalizzazione</strong>, un potenziale volontario può scoprire un&#8217;iniziativa locale, rendendo l&#8217;azione sociale parte naturale della propria routine.</li>



<li><strong>micro-volontariato:</strong> la tecnologia permette di capillarizzare l&#8217;impegno veicolandolo nel mondo più utile per entrambe le parti. Diversi <a href="https://wearesocial.com/it/blog/2025/02/digital-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studi</a> sottolineano come la <strong>digitalizzazione</strong> sia la chiave per coinvolgere la <strong>Gen Z</strong> e i <strong>Millennial</strong>, abituati a interazioni veloci e trasparenti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Engagement e condivisione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso piattaforme dedicate, un esperto di marketing, un avvocato o un programmatore può offrire il suo supporto professionale da remoto, aiutando le associazioni a professionalizzarsi con un conseguente aumento di <strong>engagement del volontario</strong>, che percepisce ancora più chiaramente la valenza del proprio contributo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ciò si collega uno dei motivi del disimpegno, vale a dire la percezione di inefficacia: <em>&#8220;La mia attività serve davvero?&#8221;</em>. La tecnologia risponde con la <strong>trasparenza</strong>. Poter visualizzare, tramite una dashboard personale, quante ore sono state donate e quali obiettivi sono stati raggiunti, trasforma la &#8220;buona azione isolata&#8221; in un <strong>cambiamento sistemico dimostrabile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strumenti come <strong>Volus</strong> nascono esattamente per questo: <strong>semplificare l&#8217;incontro</strong>, eliminare la burocrazia inutile e consegnare alle persone un nuovo modo di donare il proprio tempo, con la stessa facilità con cui si va a fare la spesa al supermercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La tua associazione è pronta per il salto digitale?</strong> <a href="https://volus.io/network/" type="link" id="https://volus.io/network/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scopri</a> come la nostra tecnologia può aiutarti a costruire e fidelizzare la tua rete di volontari e a misurarne l&#8217;impatto reale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Team building tradizionale vs team building solidale</title>
		<link>https://volus.io/team-building-tradizionale-vs-team-building-solidale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per anni, la ricetta del team building aziendale ha seguito spesso lo stesso canovaccio: una giornata fuori ufficio, un’attività ludica...</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/team-building-tradizionale-vs-team-building-solidale/">Team building tradizionale vs team building solidale</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per anni, la ricetta del <strong>team building aziendale</strong> ha seguito spesso lo stesso canovaccio: una giornata fuori ufficio, un’attività ludica &#8211; dall’escape room al go-kart &#8211; e una cena conviviale. Ma nel <strong>2026</strong>, in un mercato del lavoro dominato dalla ricerca di <strong>senso (purpose)</strong> e dalla <strong>responsabilità sociale</strong>, si può fare molto di più in un’ottica di coinvolgimento e di impatto.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>I limiti del team building tradizionale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività puramente ludiche possono generare un picco di entusiasmo episodico, ma spesso falliscono nel creare un cambiamento duraturo fatto di momenti memorabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, le attività di team building che si limitano al puro intrattenimento spesso vengono percepite come <strong>&#8220;Mandatory Fun&#8221;</strong> (divertimento obbligatorio). Questo fenomeno rende insoddisfatti i<strong> dipendenti</strong> che percepiscono l&#8217;investimento come superficiale e il mancato allineamento dei propri valori rispetto a quelli aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza, il team building tradizionale manca di quella <strong>dimensione etica</strong> che innalza l&#8217;engagement e la coesione di un gruppo di colleghi che generano un&#8217;<strong>impatto sociale</strong> effettivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La forza del team building solidale</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>team building solidale</strong> è un&#8217;idea che trasforma l&#8217;attività di gruppo in un’azione concreta per il territorio. Non si tratta solo di &#8220;stare insieme&#8221;, ma di <strong>generare benefici </strong>a vantaggio di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il <a href="https://www.purpose.jobs/blog/purpose-at-work-building-job-satisfaction" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte Global Gen Z and Millennial Survey 2025</a>, oltre l&#8217;<strong>89% della Gen Z</strong> e il <strong>92% dei Millennial</strong> considera fondamentale sentire che il proprio lavoro contribuisce a uno scopo sociale superiore. Il volontariato d&#8217;impresa risponde esattamente a questo bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vantaggi principali del <strong>Social Impact</strong> sono:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items2057_743d73-57 kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_434b34-25"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Sviluppo di Soft Skills:</strong> partecipare a progetti sociali sviluppa <strong>empatia</strong>, <strong>problem solving</strong> in contesti critici e <strong>leadership diffusa</strong>. Dati dell&#8217;<a href="https://www.aiccon.it/evoluzione-volontariato-agire-gratuito-anticipazioni-nuovo-osservatorio-aiccon/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio AICCON</a> confermano che il <strong>78% dei volontari</strong> acquisisce nuove competenze attraverso queste esperienze.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_4a0976-28"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Retention e orgoglio di appartenenza:</strong> vedere la propria azienda impegnata concretamente nel sociale riduce drasticamente il <strong>turnover</strong>.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_dba577-cd"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Salute mentale:</strong> contribuire al benessere altrui migliora la <strong>sicurezza psicologica</strong> e riduce lo stress correlato al lavoro, con un conseguente aumento di produttività.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Misurazione e ESG: il vero valore aggiunto</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra differenza sostanziale che eleva il <a href="https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/" type="post" id="1340" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato aziendale</a> rispetto al team building tradizionale è che rappresenta un <strong>investimento misurabile</strong>, e non una spesa a fondo perduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;entrata in vigore delle nuove normative sulla <strong>trasparenza ESG</strong>, le ore dedicate al volontariato dai dipendenti diventano dati preziosi per il <a href="https://a.storyblok.com/f/322433/x/81a16aa8bb/unitcredit_foundation_itl_interactive-20-03-30-compressed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bilancio di Sostenibilità</a>. Utilizzare una piattaforma digitale permette di trasformare l&#8217;impatto sociale in <strong>metriche oggettive</strong>, semplificando la gestione e la rendicontazione per i <strong>CSR Manager</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, se l&#8217;obiettivo è costruire una <strong>cultura aziendale </strong>solida, che attrae i talenti e migliora la <strong>reputazione del brand</strong>, il team building solidale è l&#8217;unica scelta strategica per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vuoi trasformare il tuo prossimo evento aziendale in una storia di impatto?</strong> Scopri come la tecnologia di <a href="https://volus.io/" type="page" id="2" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Volus</strong></a> può aiutarti a connettere il tuo team con le migliori cause sociali del territorio, in modo fluido e sistemico, e con metriche oggettive che semplificano e valorizzano la rendicontazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/team-building-tradizionale-vs-team-building-solidale/">Team building tradizionale vs team building solidale</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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		<title>Volontariato d&#8217;impresa in crescita con 75 mila aziende attive</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-dimpresa-in-crescita-con-75-mila-aziende-attive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR) è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong> è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando l&#8217;approccio filantropico tradizionale per abbracciare un metodo diretto, pratico e ad alto impatto sociale come il <strong>volontariato d’impresa</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Un impegno concreto per il territorio con il volontariato d’impresa nel 2026</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultimo <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/04/13/in-campo-nel-volontariato-75mila-imprese-cresce-il-prestito-di-dipendenti-a-onlus_e04c36fa-c2d9-4aef-b4a3-d3e80eddab1a.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevamento</a> evidenzia un traguardo storico per il nostro Paese: oggi sono ben <strong>75.000 le imprese italiane</strong> che hanno deciso di scendere in campo nel mondo del volontariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta più solo di grandi multinazionali, ma di una rete capillare che coinvolge sempre più <strong>piccole e medie imprese (PMI)</strong>, le quali riconoscono l&#8217;importanza di generare un <strong>impatto positivo </strong>sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo attivismo si traduce in progetti tangibili di tutela ambientale, inclusione sociale e supporto alle fasce più vulnerabili, trasformando di fatto i luoghi di lavoro in veri e propri hub di cittadinanza attiva permeati di <strong>senso solidale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il confronto con gli anni passati passando dalla donazione all&#8217;azione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se si effettua un rigoroso <strong>confronto con gli anni precedenti</strong>, l&#8217;evoluzione del fenomeno risulta evidente. Fino al periodo pre-pandemico, l&#8217;aiuto aziendale alle realtà non profit si limitava quasi esclusivamente alle <strong>donazioni finanziarie</strong> o a sponsorizzazioni occasionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già a partire dal biennio 2022-2023 si è però registrato un cambio di rotta definitivo, con tassi di crescita annui del <strong>volontariato aziendale</strong> a doppia cifra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi l&#8217;impresa mette a disposizione<strong> tempo, energie e risorse umane</strong>, integrando queste buone pratiche direttamente nei propri <strong>bilanci di sostenibilità</strong> e nelle politiche di <strong>welfare aziendale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il prestito dei dipendenti e delle competenze al servizio degli ETS</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato in assoluto più innovativo di quest&#8217;anno è la diffusione del cosiddetto <strong>prestito di dipendenti agli ETS</strong>, una dinamica monitorata con attenzione anche dagli osservatore di settore come <a href="https://terzjus.it/argomenti/volontariato-di-competenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzjus</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un trasferimento di <strong>competenze specialistiche</strong> (dal supporto legale e manageriale, al marketing e all&#8217;IT) che permette alle associazioni di professionalizzarsi. Al contempo, per le aziende è un potente strumento per aumentare l&#8217;<strong>engagement dei dipendenti</strong>, attrarre nuovi talenti sensibili alle tematiche etiche e sviluppare le skills.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario di forte partecipazione, dove l&#8217;organizzazione, il coinvolgimento e la tracciabilità delle iniziative diventano un&#8217;esigenza primaria, nasce la piattaforma <a href="https://volus.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> per <strong>agevolare e misurare</strong> l&#8217;ecosistema del volontariato aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>app</strong> consente di gestire con efficienza le adesioni agli eventi solidali, automatizzare le procedure e, soprattutto, fornire dati trasparenti e metriche precise sull&#8217;<strong>impatto sociale generato</strong>, valorizzando al massimo l&#8217;impegno collettivo di aziende, dipendenti e associazioni.</p>
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		<title>Il turismo rigenerativo come nuovo modo di viaggiare</title>
		<link>https://volus.io/il-turismo-rigenerativo-come-nuovo-modo-di-viaggiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[SDG]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal modello turistico tradizionale al concetto di turismo sostenibile, focalizzato sulla minimizzazione dei danni e sulla conservazione, che inizia a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal modello turistico tradizionale al concetto di turismo sostenibile, focalizzato sulla minimizzazione dei danni e sulla conservazione, che inizia a essere superato dalla necessità di interventi più incisivi. Come il <strong>turismo rigenerativo</strong>, un approccio che punta a lasciare la destinazione migliore di come è stata trovata.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Dal minore impatto alla restituzione attiva del turismo rigenerativo</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il turismo sostenibile nasce con lo scopo di contenere gli effetti negativi derivanti dai massicci flussi di visitatori. Il <strong>turismo rigenerativo</strong>, invece, mira a generare un bilancio netto positivo per il territorio. L&#8217;obiettivo primario diventa la <strong>restituzione attiva</strong> che cura e ripristina l&#8217;ecosistema ospitante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo cambio di paradigma implica che le destinazioni non vengano più concepite come meri bacini di consumo, ma come reti viventi complesse. Secondo i principi delineati per l&#8217;<a href="https://news.simtur.eu/simtur/editoriali/benvenuti-nell-era-del-turismo-rigenerativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estensione del turismo sostenibile</a>, l&#8217;economia generata dalle visite deve rivitalizzare il <strong>capitale naturale e sociale </strong>locale, al contrario dell&#8217;economia estrattiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato che si intende quantificare analiticamente è quanto la <strong>presenza turistica</strong> riesca a far prosperare la biodiversità, a ristabilire gli equilibri ambientali e a incrementare la resilienza del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il ruolo centrale delle comunità locali</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La pianificazione dei flussi e delle <strong>esperienze</strong>, così come lo sviluppo delle infrastrutture devono necessariamente partire dai dati demografici e dalle necessità sociali ed economiche della <strong>popolazione locale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Applicare questo modello gestionale in aree geografiche marginali, montane o rurali, diventa anche uno strumento per contrastare l&#8217;esodo abitativo. Si crea un&#8217;<strong>economia circolare comunitaria</strong> che integra l&#8217;esperienza di viaggio diretta a supportare le filiere corte, l&#8217;agricoltura locale e l&#8217;artigianato autoctono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo quadro strategico, la <strong>cooperazione</strong> strutturale sostituisce la competizione al ribasso. I margini di profitto così vanno a finanziare servizi essenziali, manutenzione urbana e formazione professionale. L&#8217;industria dell&#8217;ospitalità si trasforma in un vettore di <strong>welfare locale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Applicazioni pratiche e soluzioni sul territorio</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La validità di questo modello teorico si misura esclusivamente attraverso azioni concrete sul campo. Le <strong>strutture ricettive</strong> orientate alla rigenerazione abbandonano i format isolati e scollegati dal contesto per integrare le proprie attività con le necessità fisiche dell&#8217;ambiente circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli esempi di immediata applicazione figurano i format di soggiorno che prevedono la <strong>partecipazione</strong> pratica dei viaggiatori a progetti scientifici o di conservazione, alla stregua di vere e proprie attività di <a href="https://volus.io/come-il-volontariato-e-connesso-con-gli-sdg/" type="post" id="1607" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato</a>, dove il turista è un valore aggiunto per il territorio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo include <a href="https://www.marketing-italia.eu/blog/turismo/turismo-sostenibile-turismo-rigenerativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">interventi</a> di riforestazione, la tutela delle risorse naturali e il ripristino materiale di ecosistemi danneggiati, come le barriere coralline o i terreni agricoli degradati dalle monocolture, oppure la pulizia di spiagge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco che le organizzazioni turistiche hanno l’opportunità di certificare l&#8217;<strong>impatto misurabile</strong> delle ore di lavoro investite nell&#8217;aumento del valore della destinazione e del beneficio comune.</p>
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		<item>
		<title>Programma di volontariato aziendale: come strutturarlo?</title>
		<link>https://volus.io/programma-di-volontariato-aziendale-come-strutturarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volontariato aziendale rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>volontariato aziendale</strong> rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano <strong>ESG</strong>. Ma come si passa dalle buone intenzioni a un programma strutturato, continuativo e capace di generare vero valore?</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mappare interessi e obiettivi per creare un programma di volontariato aziendale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo per un&#8217;iniziativa di successo è l&#8217;<strong>ascolto attivo</strong> delle proprie persone. Un programma calato dall&#8217;alto, per quanto nobile, rischia di generare scarsa partecipazione. È fondamentale utilizzare sondaggi e momenti di confronto interni per comprendere quali cause sociali o ambientali stanno più a cuore ai dipendenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle preferenze individuali, la strategia deve rispecchiare fedelmente la <strong><a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cultura aziendale</a></strong> e il <em>core business</em>. Se un&#8217;impresa opera nel settore tecnologico, iniziative volte a ridurre il <em>digital divide</em> nelle scuole potrebbero essere la scelta più coerente. Questa fase di valutazione iniziale permette di definire <strong>obiettivi chiari e misurabili</strong>, ponendo le basi per un programma autentico e a valore aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Progettazione e partnership con il Terzo Settore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta definita la rotta, è il momento di individuare i giusti compagni di viaggio. Collaborare con gli <strong>Enti del Terzo Settore (ETS)</strong> richiede cura: non si tratta solo di donare tempo o risorse, ma di costruire relazioni di mutuo beneficio. Le organizzazioni non profit conoscono i bisogni urgenti del territorio e possono indirizzare l&#8217;azienda verso attività ad alto impatto. Diventa utile esplorare diverse formule: dal <strong>volontariato fisico</strong> <strong>sul campo</strong> (come la riqualificazione di spazi verdi o la preparazione di pasti) al <strong><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato di competenza</a></strong> (<em>skills-based volunteering</em>), dove i dipendenti mettono a disposizione le proprie competenze professionali (legal, IT, comunicazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, è essenziale formalizzare tutto attraverso una chiara <strong>policy aziendale</strong>. Quante ore retribuite annue vengono concesse a ciascun dipendente per fare volontariato? Come si organizza una giornata di team building e come si gestiscono le modalità e le tempistiche di richiesta permessi? Implementare un sistema di <em>Volunteer Time Off (VTO)</em> con regole trasparenti legittima l&#8217;attività e abbassa drasticamente le barriere organizzative alla partecipazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore dei dati per misurare l’impatto e raccontare la storia</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un programma di volontariato aziendale strutturato non si conclude con la foto di rito alla fine dell&#8217;evento solidale, ma prosegue con l&#8217;analisi dei risultati. La <strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> è lo scoglio su cui molte imprese si arenano, ma è anche il passaggio più cruciale per dimostrare il valore dell&#8217;iniziativa. Raccogliere dati <strong>quantitativi</strong>, come ore donate, tassi di adesione, output generati, e <strong>qualitativi</strong>, come feedback e sondaggi di gradimento, è vitale per ottimizzare gli eventi futuri e giustificare gli investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati, inoltre, diventano il cuore pulsante della <strong>rendicontazione di sostenibilità</strong>. Come richiesto dalle direttive europee e dagli standard globali come il <a href="https://www.globalreporting.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global Reporting Initiative (GRI)</a>, documentare il coinvolgimento sociale dell&#8217;impresa rafforza la trasparenza verso gli stakeholder e consente di ottenere <a href="https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/" type="post" id="1658" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificazioni</a> tra cui la <strong>B-Corp</strong> ed altre emergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, trasformare i numeri in storie reali è un formidabile strumento di <strong>employer branding</strong>: comunicare internamente ed esternamente l&#8217;impatto raggiunto alimenta l&#8217;<strong>orgoglio del team</strong> e il <strong>senso di appartenenza</strong>, posizionando il brand come un attore realmente responsabile e impegnato, in pieno stile Volus.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il welfare aziendale oltre i fringe benefits</title>
		<link>https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 10:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://volus.io/?p=1545</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il concetto di welfare aziendale sta cambiando pelle: il benessere dei dipendenti non si misura più solo in termini di...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di <strong>welfare aziendale</strong> sta cambiando pelle: il benessere dei dipendenti non si misura più solo in termini di potere d&#8217;acquisto, ma di <strong>valore, scopo e appartenenza</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Dai benefit al &#8220;wellbeing&#8221; integrato</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende che oggi attraggono e trattengono i migliori talenti non sono quelle che offrono semplicemente &#8220;di più&#8221;, ma quelle che offrono &#8220;meglio&#8221;. Il welfare moderno deve rispondere a un bisogno fondamentale delle persone: <strong>sentirsi parte di qualcosa di più grande.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che il <strong>volontariato aziendale</strong> entra a pieno titolo nelle strategie di <em>wellbeing</em>. Non è più un&#8217;attività &#8220;extra&#8221; o sporadica, ma diventa un pilastro strutturale per:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items1545_3d30d5-eb kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_da2a6e-12"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>attrarre la Gen Z:</strong> come confermano le ricerche di <a href="https://www.deloitte.com/global/en/issues/work/genz-millennial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte sulle nuove generazioni</a>, i giovani talenti scelgono aziende con valori solidi e tangibili.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_f46345-f4"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>migliorare il clima aziendale:</strong> rafforzare i legami tra colleghi fuori dalle gerarchie dell&#8217;ufficio attraverso esperienze condivise.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_8b2168-a6"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>combattere il burnout:</strong> offrire momenti gratificanti che staccano dalla routine e riducono lo stress.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il welfare aziendale che fa bene a tutti</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Integrare attività ad impatto sociale nel piano di welfare significa trasformare l&#8217;azienda in un ecosistema per il sociale, allineandosi agli obiettivi dell&#8217;<a href="https://unric.org/it/agenda-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile</a>. I vantaggi sono misurabili e concreti:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items1545_5655b4-6f kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_5ea8b3-bf"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRight kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><line x1="5" y1="12" x2="19" y2="12"/><polyline points="12 5 19 12 12 19"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>sviluppo di soft skills:</strong> il volontariato è una palestra naturale per la leadership, il problem solving e l&#8217;empatia, quali competenze trasversali oggi richieste dal mercato.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_9136b8-8d"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRight kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><line x1="5" y1="12" x2="19" y2="12"/><polyline points="12 5 19 12 12 19"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>engagement e retention:</strong> un dipendente orgoglioso della propria azienda è un dipendente che resta, perché partecipare attivamente a cause sociali aumenta il senso di appartenenza.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_bd2cde-9c"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRight kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><line x1="5" y1="12" x2="19" y2="12"/><polyline points="12 5 19 12 12 19"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>employer branding:</strong> fare del bene comunica all&#8217;esterno un&#8217;immagine aziendale solida, etica e attenta al territorio, un fattore sempre più decisivo per la reputazione.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La tecnologia come abilitatore di valore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il &#8220;welfare sociale&#8221; funzioni, deve essere <strong>semplice</strong> e <strong>accessibile</strong>, proprio come utilizzare un buono digitale. Attraverso la nostra app <strong><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a></strong>, rendiamo il volontariato un&#8217;esperienza fluida, piacevole e coinvolgente grazie a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>matching </strong>tra azienda e associazioni del territorio;</li>



<li><strong>gestione semplificata</strong> degli eventi e delle adesioni;</li>



<li><strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> generato a favore dei beneficiari;</li>



<li><strong>calcolo dello <a href="https://ollum.it/blog/sroi-social-return-on-investment/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SROI</a></strong><em> (Social Return On Investment)</em>, l&#8217;indicatore che determina i benefici economico-sociali rispetto al budget investito.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il welfare del futuro non chiederà solo &#8220;cosa può fare l&#8217;azienda per me?&#8221;, ma anche &#8220;cosa possiamo fare insieme per il mondo?&#8221;. Passare da un welfare passivo a un welfare attivo e partecipativo è la chiave per le organizzazioni che vogliono crescere in modo sostenibile, seguendo i criteri ESG.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vuoi trasformare il welfare della tua azienda in una sorgente di <strong>impatto sociale</strong>?<a href="https://calendar.google.com/calendar/appointments/schedules/AcZssZ39kG2h76IU4EZ7bjxbpxjLIdReDXhc91fKvHHD_CZVNFGi034gQK7YWKmXWSXXYpaw9JCY31GO" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Prenota</a> una demo per scoprire la nostra app.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/">Il welfare aziendale oltre i fringe benefits</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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		<item>
		<title>La cultura dell&#8217;impatto è la nuova frontiera del lavoro in azienda</title>
		<link>https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 16:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://volus.io/?p=1516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre il welfare aziendale: la guida sulla cultura dell&#8217;impatto sociale per aumentare coinvolgimento, fiducia e produttività in azienda. Il richiamo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oltre il welfare aziendale: la guida sulla cultura dell&#8217;impatto sociale per aumentare coinvolgimento, fiducia e produttività in azienda.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il richiamo dei valori: cosa cercano i talenti europei</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli ultimi <a href="https://unstats.un.org/sdgs/report/2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report</a> delle Nazioni In un mercato del lavoro sempre più frammentato, lo stipendio non è più l&#8217;unico metro di giudizio. Per le nuove generazioni europee, il <em>purpose</em> (scopo) è diventato un criterio di selezione imprescindibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati della <a href="https://www.deloitte.com/it/it/issues/work/2024-deloitte-global-gen-z-and-millenial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte Gen Z and Millennial Survey 2024</a> affermano che oltre il 70% dei giovani professionisti considera l&#8217;impegno sociale dell&#8217;azienda un fattore decisivo nella scelta del datore di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, esiste ancora un divario significativo tra aspettative e realtà. Secondo il recente <strong>Social Sustainability Monitor 2025</strong> della <a href="https://academy.leonardoambiente.com/sostenibilita-benessere-e-inclusione-la-sfida-delle-imprese-europee/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SDA Bocconi</a>, solo 4 dipendenti europei su 10 ritengono che la propria azienda sia realmente sostenibile dal punto di vista sociale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo scetticismo diffuso rappresenta un rischio enorme per le imprese che non riescono a integrare l&#8217;impatto sociale nel loro DNA operativo, dove la &#8220;cultura dell&#8217;impatto&#8221; si trasforma da slogan a pratica quotidiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Trattenere le persone attraverso la cultura dell’impatto sociale</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione del coinvolgimento lavorativo nel nostro continente è critica e richiede azioni immediate. Il rapporto <a href="https://www.gallup.com/workplace/349484/state-of-the-global-workplace.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">State of the Global Workplace 2024 di Gallup</a> evidenzia un dato allarmante: in Europa, solo il <strong>13% dei dipendenti</strong> si sente &#8220;ingaggiato&#8221; nel proprio lavoro, la percentuale più bassa a livello globale, contro una media mondiale del 23%. Questo distacco emotivo non solo frena la produttività, ma alimenta alti livelli di <strong>stress quotidiano</strong>, segnalati dal 39% della forza lavoro europea. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per invertire la rotta, le aziende devono ripensare il concetto di <em>benefit</em>, estendendolo a scelte etiche e sostenibili che tocchino la vita di tutti i giorni. Un esempio concreto emerge dalla ricerca <a href="https://www.arval.com/amo/arval-mobility-observatory-ipsos-on-employees-mobility-amo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arval Mobility Observatory 2024</a> condotta con Ipsos, secondo la quale il <strong>62% dei dipendenti</strong> considera le soluzioni di mobilità sostenibile offerte dall&#8217;azienda, come il car sharing o incentivi green, un fattore chiave per la propria soddisfazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Creare una cultura dell&#8217;impatto significa quindi agire su leve tangibili che dimostrino cura per le persone e per l&#8217;ambiente, riducendo così il rischio di abbandono.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Fiducia e responsabilità: il nuovo ruolo sociale dell&#8217;impresa</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;epoca di incertezza istituzionale, l&#8217;azienda è diventata, forse inaspettatamente, un porto sicuro. L&#8217;<a href="https://www.google.com/search?q=https://www.edelman.it/trust-barometer-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Edelman Trust Barometer 2024</a> rivela che &#8220;il mio datore di lavoro&#8221; è l&#8217;istituzione più fidata in assoluto (79%), superando governi e media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa fiducia crea l&#8217;aspettativa che i <strong>CEO e i leader aziendali</strong> siano un motore di cambiamento positivo che alimenta un attivismo aziendale dove i dipendenti si sentono parte di una soluzione più grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire una cultura dell&#8217;impatto, dunque, non è solo una strategia HR, ma una risposta necessaria alla <strong>domanda di stabilità e senso </strong>che attraversa l&#8217;intera società europea: <strong><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> </strong>favorisce la creazione di una cultura dell&#8217;impatto basata sul <strong>volontariato</strong> fornendo gli strumenti digitali che rendono fluido il processo di adozione e di messa in pratica.</p>
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		<item>
		<title>Volontariato di competenza: impatto sociale con le proprie skills</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 17:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[skills]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre...</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/">Volontariato di competenza: impatto sociale con le proprie skills</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre il team building inteso nel senso più tradizionale: il volontariato di competenza <em>(Skill-Based Volunteering)</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Cos&#8217;è il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il volontariato di competenza è la <strong>donazione strutturata e mirata delle competenze professionali dei dipendenti</strong> a organizzazioni non-profit. Non si tratta del classico volontariato d’opera, come imbiancare un muro, ma di iniziative dove un <em>project manager</em> gestisce la riorganizzazione delle attività di una ONG o un <em>data analyst</em> ottimizza il loro sistema di raccolta fondi di un’associazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa modalità trasforma il volontariato in uno <strong>strumento di retention</strong> <strong>aziendale</strong> che amplifica e potenzia le <strong>abilità</strong> di ciascun membro del personale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Affiancamento e leadership:</strong> i dipendenti, spesso in autonomia o in piccoli team interfunzionali, gestiscono un progetto dall&#8217;inizio alla fine, sviluppando <em>leadership</em>, <em>problem solving</em> e intelligenza emotiva.</li>



<li><strong>Esposizione interfunzionale:</strong> il volontariato di competenza spesso richiede la collaborazione tra dipartimenti diversi, migliorando la comunicazione interna e la comprensione dei ruoli aziendali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cosa dicono e cosa cercano i giovani</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I dipendenti, in particolare i <em>Millennial</em> e la <em>Generazione Z</em>, cercano un senso profondo nel loro lavoro. Secondo questa <a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2025/04/Analisi-e-innovazione-dei-processi-formativi-del-Terzo-settore_Cop-con-marchi-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a>, <strong>più del 75% </strong>afferma che fare volontariato ha cambiato profondamente il proprio modo di pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Offrire l&#8217;opportunità di utilizzare le proprie <em>skills</em> per il bene sociale conduce ad un allineamento con i valori personali ed etici del lavoratore, che si traducono in maggiore <strong>lealtà</strong>, <strong>produttività</strong> ed <strong>orgoglio aziendale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa direzione, il dipendente diventa anche un <strong>ambasciatore</strong>, migliorando anche l&#8217;immagine dell’impresa secondo le logiche dell’<em>employer branding</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Come strutturare il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’<a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>app</strong> <strong>Volus</strong></a> è possibile implementare un programma efficace e creare attività personalizzate per tutte le necessità che si basano sui seguenti pilastri:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Mappatura delle competenze:</strong> identificare le <em>skills</em> più richieste (es. IT, Finanza, Marketing, HR).</li>



<li><strong>Definizione del formato:</strong> optare per progetti di varia durata nel rispetto del monte ore annuale assegnato a ciascun dipendente.</li>



<li><strong>Misurazione e riconoscimento:</strong> tracciare l&#8217;impatto del progetto e determinare il valore economico delle ore donate permette di celebrare il successo dell’iniziativa sia internamente che esternamente.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>volontariato di competenza</strong> è la mossa vincente per allineare gli <strong>obiettivi HR</strong> e la <strong>strategia CSR</strong> allo sviluppo dei talenti e alla comunicazione trasparente dei risultati raggiunti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La rilevanza legislativa delle competenze acquisite</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>decreto interministeriale del 31 luglio 2025</strong> nobilita il volontariato di competenza con il relativo <a href="https://www.cantiereterzosettore.it/volontariato-riconosciute-le-competenze-acquisite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconoscimento ufficiale</a> come <strong>esperienza di apprendimento permanente</strong>. Ciò significa che le <strong>competenze</strong> maturate dai dipendenti possono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Formalmente riconosciute:</strong> gli Enti del Terzo Settore (ETS) accreditati possono rilasciare un <strong>Documento di Trasparenza</strong> che attesta le <em>skills</em> acquisite, a condizione che il progetto abbia una durata minima di 60 ore in dodici mesi e sia accompagnato da tutoraggio.</li>



<li><strong>Spendibili a livello lavorativo:</strong> tali attestazioni sono <strong>portabili</strong> e possono essere considerate nei processi di selezione del personale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;ufficio HR, questo tipo di volontariato si evolve in un vero e proprio <strong>percorso di formazione</strong> validato sul campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/">Volontariato di competenza: impatto sociale con le proprie skills</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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