Ambiente aziendale dove si forma un piano di welfare.

Il welfare aziendale oltre i fringe benefits

Il concetto di welfare aziendale sta cambiando pelle: il benessere dei dipendenti non si misura più solo in termini di potere d’acquisto, ma di valore, scopo e appartenenza.

Dai benefit al “wellbeing” integrato

Le aziende che oggi attraggono e trattengono i migliori talenti non sono quelle che offrono semplicemente “di più”, ma quelle che offrono “meglio”. Il welfare moderno deve rispondere a un bisogno fondamentale delle persone: sentirsi parte di qualcosa di più grande.

È qui che il volontariato aziendale entra a pieno titolo nelle strategie di wellbeing. Non è più un’attività “extra” o sporadica, ma diventa un pilastro strutturale per:

  • attrarre la Gen Z: come confermano le ricerche di Deloitte sulle nuove generazioni, i giovani talenti scelgono aziende con valori solidi e tangibili.
  • migliorare il clima aziendale: rafforzare i legami tra colleghi fuori dalle gerarchie dell’ufficio attraverso esperienze condivise.
  • combattere il burnout: offrire momenti gratificanti che staccano dalla routine e riducono lo stress.

Il welfare aziendale che fa bene a tutti

Integrare attività ad impatto sociale nel piano di welfare significa trasformare l’azienda in un ecosistema per il sociale, allineandosi agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. I vantaggi sono misurabili e concreti:

  • sviluppo di soft skills: il volontariato è una palestra naturale per la leadership, il problem solving e l’empatia, quali competenze trasversali oggi richieste dal mercato.
  • engagement e retention: un dipendente orgoglioso della propria azienda è un dipendente che resta, perché partecipare attivamente a cause sociali aumenta il senso di appartenenza.
  • employer branding: fare del bene comunica all’esterno un’immagine aziendale solida, etica e attenta al territorio, un fattore sempre più decisivo per la reputazione.

La tecnologia come abilitatore di valore

Perché il “welfare sociale” funzioni, deve essere semplice e accessibile, proprio come utilizzare un buono digitale. Attraverso la nostra app Volus, rendiamo il volontariato un’esperienza fluida, piacevole e coinvolgente grazie a:

  • matching tra azienda e associazioni del territorio;
  • gestione semplificata degli eventi e delle adesioni;
  • misurazione dell’impatto generato a favore dei beneficiari;
  • calcolo dello SROI (Social Return On Investment), l’indicatore che determina i benefici economico-sociali rispetto al budget investito.

Il futuro è “Let’s Good”.

Il welfare del futuro non chiederà solo “cosa può fare l’azienda per me?”, ma anche “cosa possiamo fare insieme per il mondo?”. Passare da un welfare passivo a un welfare attivo e partecipativo è la chiave per le organizzazioni che vogliono crescere in modo sostenibile, seguendo i criteri ESG.

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