La cultura dell’impatto è la nuova frontiera del lavoro in azienda
Oltre il welfare aziendale: la guida sulla cultura dell’impatto sociale per aumentare coinvolgimento, fiducia e produttività in azienda.
Il richiamo dei valori: cosa cercano i talenti europei
Secondo gli ultimi report delle Nazioni In un mercato del lavoro sempre più frammentato, lo stipendio non è più l’unico metro di giudizio. Per le nuove generazioni europee, il purpose (scopo) è diventato un criterio di selezione imprescindibile.
I dati della Deloitte Gen Z and Millennial Survey 2024 affermano che oltre il 70% dei giovani professionisti considera l’impegno sociale dell’azienda un fattore decisivo nella scelta del datore di lavoro.
Tuttavia, esiste ancora un divario significativo tra aspettative e realtà. Secondo il recente Social Sustainability Monitor 2025 della SDA Bocconi, solo 4 dipendenti europei su 10 ritengono che la propria azienda sia realmente sostenibile dal punto di vista sociale.
Questo scetticismo diffuso rappresenta un rischio enorme per le imprese che non riescono a integrare l’impatto sociale nel loro DNA operativo, dove la “cultura dell’impatto” si trasforma da slogan a pratica quotidiana.
Trattenere le persone attraverso la cultura dell’impatto sociale
La situazione del coinvolgimento lavorativo nel nostro continente è critica e richiede azioni immediate. Il rapporto State of the Global Workplace 2024 di Gallup evidenzia un dato allarmante: in Europa, solo il 13% dei dipendenti si sente “ingaggiato” nel proprio lavoro, la percentuale più bassa a livello globale, contro una media mondiale del 23%. Questo distacco emotivo non solo frena la produttività, ma alimenta alti livelli di stress quotidiano, segnalati dal 39% della forza lavoro europea.
Per invertire la rotta, le aziende devono ripensare il concetto di benefit, estendendolo a scelte etiche e sostenibili che tocchino la vita di tutti i giorni. Un esempio concreto emerge dalla ricerca Arval Mobility Observatory 2024 condotta con Ipsos, secondo la quale il 62% dei dipendenti considera le soluzioni di mobilità sostenibile offerte dall’azienda, come il car sharing o incentivi green, un fattore chiave per la propria soddisfazione.
Creare una cultura dell’impatto significa quindi agire su leve tangibili che dimostrino cura per le persone e per l’ambiente, riducendo così il rischio di abbandono.
Fiducia e responsabilità: il nuovo ruolo sociale dell’impresa
In un’epoca di incertezza istituzionale, l’azienda è diventata, forse inaspettatamente, un porto sicuro. L’Edelman Trust Barometer 2024 rivela che “il mio datore di lavoro” è l’istituzione più fidata in assoluto (79%), superando governi e media.
Questa fiducia crea l’aspettativa che i CEO e i leader aziendali siano un motore di cambiamento positivo che alimenta un attivismo aziendale dove i dipendenti si sentono parte di una soluzione più grande.
Costruire una cultura dell’impatto, dunque, non è solo una strategia HR, ma una risposta necessaria alla domanda di stabilità e senso che attraversa l’intera società europea: Volus favorisce la creazione di una cultura dell’impatto basata sul volontariato fornendo gli strumenti digitali che rendono fluido il processo di adozione e di messa in pratica.
