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	<title>ENGAGEMENT DIPENDENTI Archivi | VOLUS</title>
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	<title>ENGAGEMENT DIPENDENTI Archivi | VOLUS</title>
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		<title>Volontariato d&#8217;impresa in crescita con 75 mila aziende attive</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-dimpresa-in-crescita-con-75-mila-aziende-attive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[WELFARE & BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong> è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando l&#8217;approccio filantropico tradizionale per abbracciare un metodo diretto, pratico e ad alto impatto sociale come il <strong>volontariato d’impresa</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Un impegno concreto per il territorio con il volontariato d’impresa nel 2026</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>L&#8217;ultimo <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/04/13/in-campo-nel-volontariato-75mila-imprese-cresce-il-prestito-di-dipendenti-a-onlus_e04c36fa-c2d9-4aef-b4a3-d3e80eddab1a.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevamento</a> evidenzia un traguardo storico per il nostro Paese: oggi sono ben <strong>75.000 le imprese italiane</strong> che hanno deciso di scendere in campo nel mondo del volontariato.</p>



<p>Non si tratta più solo di grandi multinazionali, ma di una rete capillare che coinvolge sempre più <strong>piccole e medie imprese (PMI)</strong>, le quali riconoscono l&#8217;importanza di generare un <strong>impatto positivo </strong>sul territorio.</p>



<p>Questo attivismo si traduce in progetti tangibili di tutela ambientale, inclusione sociale e supporto alle fasce più vulnerabili, trasformando di fatto i luoghi di lavoro in veri e propri hub di cittadinanza attiva permeati di <strong>senso solidale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il confronto con gli anni passati passando dalla donazione all&#8217;azione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Se si effettua un rigoroso <strong>confronto con gli anni precedenti</strong>, l&#8217;evoluzione del fenomeno risulta evidente. Fino al periodo pre-pandemico, l&#8217;aiuto aziendale alle realtà non profit si limitava quasi esclusivamente alle <strong>donazioni finanziarie</strong> o a sponsorizzazioni occasionali.</p>



<p>Già a partire dal biennio 2022-2023 si è però registrato un cambio di rotta definitivo, con tassi di crescita annui del <strong>volontariato aziendale</strong> a doppia cifra. </p>



<p>Oggi l&#8217;impresa mette a disposizione<strong> tempo, energie e risorse umane</strong>, integrando queste buone pratiche direttamente nei propri <strong>bilanci di sostenibilità</strong> e nelle politiche di <strong>welfare aziendale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il prestito dei dipendenti e delle competenze al servizio degli ETS</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il dato in assoluto più innovativo di quest&#8217;anno è la diffusione del cosiddetto <strong>prestito di dipendenti agli ETS</strong>, una dinamica monitorata con attenzione anche dagli osservatore di settore come <a href="https://terzjus.it/argomenti/volontariato-di-competenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzjus</a>.</p>



<p>Si tratta di un trasferimento di <strong>competenze specialistiche</strong> (dal supporto legale e manageriale, al marketing e all&#8217;IT) che permette alle associazioni di professionalizzarsi. Al contempo, per le aziende è un potente strumento per aumentare l&#8217;<strong>engagement dei dipendenti</strong>, attrarre nuovi talenti sensibili alle tematiche etiche e sviluppare le skills.</p>



<p>In questo scenario di forte partecipazione, dove l&#8217;organizzazione, il coinvolgimento e la tracciabilità delle iniziative diventano un&#8217;esigenza primaria, nasce la piattaforma <a href="https://volus.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> per <strong>agevolare e misurare</strong> l&#8217;ecosistema del volontariato aziendale.</p>



<p>L’<strong>app</strong> consente di gestire con efficienza le adesioni agli eventi solidali, automatizzare le procedure e, soprattutto, fornire dati trasparenti e metriche precise sull&#8217;<strong>impatto sociale generato</strong>, valorizzando al massimo l&#8217;impegno collettivo di aziende, dipendenti e associazioni.</p>
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		<title>Il turismo rigenerativo come nuovo modo di viaggiare</title>
		<link>https://volus.io/il-turismo-rigenerativo-come-nuovo-modo-di-viaggiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[SDG]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal modello turistico tradizionale al concetto di turismo sostenibile, focalizzato sulla minimizzazione dei danni e sulla conservazione, che inizia a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal modello turistico tradizionale al concetto di turismo sostenibile, focalizzato sulla minimizzazione dei danni e sulla conservazione, che inizia a essere superato dalla necessità di interventi più incisivi. Come il <strong>turismo rigenerativo</strong>, un approccio che punta a lasciare la destinazione migliore di come è stata trovata.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Dal minore impatto alla restituzione attiva del turismo rigenerativo</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il turismo sostenibile nasce con lo scopo di contenere gli effetti negativi derivanti dai massicci flussi di visitatori. Il <strong>turismo rigenerativo</strong>, invece, mira a generare un bilancio netto positivo per il territorio. L&#8217;obiettivo primario diventa la <strong>restituzione attiva</strong> che cura e ripristina l&#8217;ecosistema ospitante.</p>



<p>Questo cambio di paradigma implica che le destinazioni non vengano più concepite come meri bacini di consumo, ma come reti viventi complesse. Secondo i principi delineati per l&#8217;<a href="https://news.simtur.eu/simtur/editoriali/benvenuti-nell-era-del-turismo-rigenerativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estensione del turismo sostenibile</a>, l&#8217;economia generata dalle visite deve rivitalizzare il <strong>capitale naturale e sociale </strong>locale, al contrario dell&#8217;economia estrattiva.</p>



<p>Il risultato che si intende quantificare analiticamente è quanto la <strong>presenza turistica</strong> riesca a far prosperare la biodiversità, a ristabilire gli equilibri ambientali e a incrementare la resilienza del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il ruolo centrale delle comunità locali</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>La pianificazione dei flussi e delle <strong>esperienze</strong>, così come lo sviluppo delle infrastrutture devono necessariamente partire dai dati demografici e dalle necessità sociali ed economiche della <strong>popolazione locale</strong>.</p>



<p>Applicare questo modello gestionale in aree geografiche marginali, montane o rurali, diventa anche uno strumento per contrastare l&#8217;esodo abitativo. Si crea un&#8217;<strong>economia circolare comunitaria</strong> che integra l&#8217;esperienza di viaggio diretta a supportare le filiere corte, l&#8217;agricoltura locale e l&#8217;artigianato autoctono.</p>



<p>In questo quadro strategico, la <strong>cooperazione</strong> strutturale sostituisce la competizione al ribasso. I margini di profitto così vanno a finanziare servizi essenziali, manutenzione urbana e formazione professionale. L&#8217;industria dell&#8217;ospitalità si trasforma in un vettore di <strong>welfare locale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Applicazioni pratiche e soluzioni sul territorio</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>La validità di questo modello teorico si misura esclusivamente attraverso azioni concrete sul campo. Le <strong>strutture ricettive</strong> orientate alla rigenerazione abbandonano i format isolati e scollegati dal contesto per integrare le proprie attività con le necessità fisiche dell&#8217;ambiente circostante.</p>



<p>Tra gli esempi di immediata applicazione figurano i format di soggiorno che prevedono la <strong>partecipazione</strong> pratica dei viaggiatori a progetti scientifici o di conservazione, alla stregua di vere e proprie attività di <a href="https://volus.io/come-il-volontariato-e-connesso-con-gli-sdg/" type="post" id="1607" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato</a>, dove il turista è un valore aggiunto per il territorio. </p>



<p>Questo include <a href="https://www.marketing-italia.eu/blog/turismo/turismo-sostenibile-turismo-rigenerativo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">interventi</a> di riforestazione, la tutela delle risorse naturali e il ripristino materiale di ecosistemi danneggiati, come le barriere coralline o i terreni agricoli degradati dalle monocolture, oppure la pulizia di spiagge.</p>



<p>Ecco che le organizzazioni turistiche hanno l’opportunità di certificare l&#8217;<strong>impatto misurabile</strong> delle ore di lavoro investite nell&#8217;aumento del valore della destinazione e del beneficio comune.</p>
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		<title>Programma di volontariato aziendale: come strutturarlo?</title>
		<link>https://volus.io/programma-di-volontariato-aziendale-come-strutturarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volontariato aziendale rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>volontariato aziendale</strong> rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano <strong>ESG</strong>. Ma come si passa dalle buone intenzioni a un programma strutturato, continuativo e capace di generare vero valore?</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mappare interessi e obiettivi per creare un programma di volontariato aziendale</strong></h2>



<p>Il primo passo per un&#8217;iniziativa di successo è l&#8217;<strong>ascolto attivo</strong> delle proprie persone. Un programma calato dall&#8217;alto, per quanto nobile, rischia di generare scarsa partecipazione. È fondamentale utilizzare sondaggi e momenti di confronto interni per comprendere quali cause sociali o ambientali stanno più a cuore ai dipendenti. </p>



<p>Oltre alle preferenze individuali, la strategia deve rispecchiare fedelmente la <strong><a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cultura aziendale</a></strong> e il <em>core business</em>. Se un&#8217;impresa opera nel settore tecnologico, iniziative volte a ridurre il <em>digital divide</em> nelle scuole potrebbero essere la scelta più coerente. Questa fase di valutazione iniziale permette di definire <strong>obiettivi chiari e misurabili</strong>, ponendo le basi per un programma autentico e a valore aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Progettazione e partnership con il Terzo Settore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Una volta definita la rotta, è il momento di individuare i giusti compagni di viaggio. Collaborare con gli <strong>Enti del Terzo Settore (ETS)</strong> richiede cura: non si tratta solo di donare tempo o risorse, ma di costruire relazioni di mutuo beneficio. Le organizzazioni non profit conoscono i bisogni urgenti del territorio e possono indirizzare l&#8217;azienda verso attività ad alto impatto. Diventa utile esplorare diverse formule: dal <strong>volontariato fisico</strong> <strong>sul campo</strong> (come la riqualificazione di spazi verdi o la preparazione di pasti) al <strong><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato di competenza</a></strong> (<em>skills-based volunteering</em>), dove i dipendenti mettono a disposizione le proprie competenze professionali (legal, IT, comunicazione).</p>



<p>Parallelamente, è essenziale formalizzare tutto attraverso una chiara <strong>policy aziendale</strong>. Quante ore retribuite annue vengono concesse a ciascun dipendente per fare volontariato? Come si organizza una giornata di team building e come si gestiscono le modalità e le tempistiche di richiesta permessi? Implementare un sistema di <em>Volunteer Time Off (VTO)</em> con regole trasparenti legittima l&#8217;attività e abbassa drasticamente le barriere organizzative alla partecipazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore dei dati per misurare l’impatto e raccontare la storia</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Un programma di volontariato aziendale strutturato non si conclude con la foto di rito alla fine dell&#8217;evento solidale, ma prosegue con l&#8217;analisi dei risultati. La <strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> è lo scoglio su cui molte imprese si arenano, ma è anche il passaggio più cruciale per dimostrare il valore dell&#8217;iniziativa. Raccogliere dati <strong>quantitativi</strong>, come ore donate, tassi di adesione, output generati, e <strong>qualitativi</strong>, come feedback e sondaggi di gradimento, è vitale per ottimizzare gli eventi futuri e giustificare gli investimenti.</p>



<p>Questi dati, inoltre, diventano il cuore pulsante della <strong>rendicontazione di sostenibilità</strong>. Come richiesto dalle direttive europee e dagli standard globali come il <a href="https://www.globalreporting.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global Reporting Initiative (GRI)</a>, documentare il coinvolgimento sociale dell&#8217;impresa rafforza la trasparenza verso gli stakeholder e consente di ottenere <a href="https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/" type="post" id="1658" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificazioni</a> tra cui la <strong>B-Corp</strong> ed altre emergenti.</p>



<p>Infine, trasformare i numeri in storie reali è un formidabile strumento di <strong>employer branding</strong>: comunicare internamente ed esternamente l&#8217;impatto raggiunto alimenta l&#8217;<strong>orgoglio del team</strong> e il <strong>senso di appartenenza</strong>, posizionando il brand come un attore realmente responsabile e impegnato, in pieno stile Volus.</p>
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		<item>
		<title>Il welfare aziendale oltre i fringe benefits</title>
		<link>https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 10:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il concetto di welfare aziendale sta cambiando pelle: il benessere dei dipendenti non si misura più solo in termini di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il concetto di <strong>welfare aziendale</strong> sta cambiando pelle: il benessere dei dipendenti non si misura più solo in termini di potere d&#8217;acquisto, ma di <strong>valore, scopo e appartenenza</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Dai benefit al &#8220;wellbeing&#8221; integrato</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Le aziende che oggi attraggono e trattengono i migliori talenti non sono quelle che offrono semplicemente &#8220;di più&#8221;, ma quelle che offrono &#8220;meglio&#8221;. Il welfare moderno deve rispondere a un bisogno fondamentale delle persone: <strong>sentirsi parte di qualcosa di più grande.</strong></p>



<p>È qui che il <strong>volontariato aziendale</strong> entra a pieno titolo nelle strategie di <em>wellbeing</em>. Non è più un&#8217;attività &#8220;extra&#8221; o sporadica, ma diventa un pilastro strutturale per:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items1545_3d30d5-eb kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_da2a6e-12"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>attrarre la Gen Z:</strong> come confermano le ricerche di <a href="https://www.deloitte.com/global/en/issues/work/genz-millennial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte sulle nuove generazioni</a>, i giovani talenti scelgono aziende con valori solidi e tangibili.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_f46345-f4"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>migliorare il clima aziendale:</strong> rafforzare i legami tra colleghi fuori dalle gerarchie dell&#8217;ufficio attraverso esperienze condivise.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_8b2168-a6"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>combattere il burnout:</strong> offrire momenti gratificanti che staccano dalla routine e riducono lo stress.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il welfare aziendale che fa bene a tutti</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Integrare attività ad impatto sociale nel piano di welfare significa trasformare l&#8217;azienda in un ecosistema per il sociale, allineandosi agli obiettivi dell&#8217;<a href="https://unric.org/it/agenda-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile</a>. I vantaggi sono misurabili e concreti:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items1545_5655b4-6f kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_5ea8b3-bf"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRight kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><line x1="5" y1="12" x2="19" y2="12"/><polyline points="12 5 19 12 12 19"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>sviluppo di soft skills:</strong> il volontariato è una palestra naturale per la leadership, il problem solving e l&#8217;empatia, quali competenze trasversali oggi richieste dal mercato.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_9136b8-8d"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRight kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><line x1="5" y1="12" x2="19" y2="12"/><polyline points="12 5 19 12 12 19"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>engagement e retention:</strong> un dipendente orgoglioso della propria azienda è un dipendente che resta, perché partecipare attivamente a cause sociali aumenta il senso di appartenenza.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1545_bd2cde-9c"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_arrowRight kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><line x1="5" y1="12" x2="19" y2="12"/><polyline points="12 5 19 12 12 19"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>employer branding:</strong> fare del bene comunica all&#8217;esterno un&#8217;immagine aziendale solida, etica e attenta al territorio, un fattore sempre più decisivo per la reputazione.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La tecnologia come abilitatore di valore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Perché il &#8220;welfare sociale&#8221; funzioni, deve essere <strong>semplice</strong> e <strong>accessibile</strong>, proprio come utilizzare un buono digitale. Attraverso la nostra app <strong><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a></strong>, rendiamo il volontariato un&#8217;esperienza fluida, piacevole e coinvolgente grazie a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>matching </strong>tra azienda e associazioni del territorio;</li>



<li><strong>gestione semplificata</strong> degli eventi e delle adesioni;</li>



<li><strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> generato a favore dei beneficiari;</li>



<li><strong>calcolo dello <a href="https://ollum.it/blog/sroi-social-return-on-investment/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SROI</a></strong><em> (Social Return On Investment)</em>, l&#8217;indicatore che determina i benefici economico-sociali rispetto al budget investito.</li>
</ul>



<p>Il futuro è <strong>&#8220;Let&#8217;s Good&#8221;</strong>.</p>



<p>Il welfare del futuro non chiederà solo &#8220;cosa può fare l&#8217;azienda per me?&#8221;, ma anche &#8220;cosa possiamo fare insieme per il mondo?&#8221;. Passare da un welfare passivo a un welfare attivo e partecipativo è la chiave per le organizzazioni che vogliono crescere in modo sostenibile, seguendo i criteri <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.ilsole24ore.com/art/esg-cosa-sono-e-perche-sono-importanti-le-aziende-AEx3uWkB" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ESG</a>.</p>



<p>Vuoi trasformare il welfare della tua azienda in una sorgente di <strong>impatto sociale</strong>?<a href="https://calendar.google.com/calendar/appointments/schedules/AcZssZ39kG2h76IU4EZ7bjxbpxjLIdReDXhc91fKvHHD_CZVNFGi034gQK7YWKmXWSXXYpaw9JCY31GO" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Prenota</a> una demo per scoprire la nostra app.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/">Il welfare aziendale oltre i fringe benefits</a> proviene da <a href="https://volus.io">VOLUS</a>.</p>
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		<title>La cultura dell&#8217;impatto è la nuova frontiera del lavoro in azienda</title>
		<link>https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 16:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://volus.io/?p=1516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre il welfare aziendale: la guida sulla cultura dell&#8217;impatto sociale per aumentare coinvolgimento, fiducia e produttività in azienda. Il richiamo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oltre il welfare aziendale: la guida sulla cultura dell&#8217;impatto sociale per aumentare coinvolgimento, fiducia e produttività in azienda.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il richiamo dei valori: cosa cercano i talenti europei</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Secondo gli ultimi <a href="https://unstats.un.org/sdgs/report/2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report</a> delle Nazioni In un mercato del lavoro sempre più frammentato, lo stipendio non è più l&#8217;unico metro di giudizio. Per le nuove generazioni europee, il <em>purpose</em> (scopo) è diventato un criterio di selezione imprescindibile.</p>



<p>I dati della <a href="https://www.deloitte.com/it/it/issues/work/2024-deloitte-global-gen-z-and-millenial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte Gen Z and Millennial Survey 2024</a> affermano che oltre il 70% dei giovani professionisti considera l&#8217;impegno sociale dell&#8217;azienda un fattore decisivo nella scelta del datore di lavoro.</p>



<p>Tuttavia, esiste ancora un divario significativo tra aspettative e realtà. Secondo il recente <strong>Social Sustainability Monitor 2025</strong> della <a href="https://academy.leonardoambiente.com/sostenibilita-benessere-e-inclusione-la-sfida-delle-imprese-europee/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SDA Bocconi</a>, solo 4 dipendenti europei su 10 ritengono che la propria azienda sia realmente sostenibile dal punto di vista sociale. </p>



<p>Questo scetticismo diffuso rappresenta un rischio enorme per le imprese che non riescono a integrare l&#8217;impatto sociale nel loro DNA operativo, dove la &#8220;cultura dell&#8217;impatto&#8221; si trasforma da slogan a pratica quotidiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Trattenere le persone attraverso la cultura dell’impatto sociale</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>La situazione del coinvolgimento lavorativo nel nostro continente è critica e richiede azioni immediate. Il rapporto <a href="https://www.gallup.com/workplace/349484/state-of-the-global-workplace.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">State of the Global Workplace 2024 di Gallup</a> evidenzia un dato allarmante: in Europa, solo il <strong>13% dei dipendenti</strong> si sente &#8220;ingaggiato&#8221; nel proprio lavoro, la percentuale più bassa a livello globale, contro una media mondiale del 23%. Questo distacco emotivo non solo frena la produttività, ma alimenta alti livelli di <strong>stress quotidiano</strong>, segnalati dal 39% della forza lavoro europea. </p>



<p>Per invertire la rotta, le aziende devono ripensare il concetto di <em>benefit</em>, estendendolo a scelte etiche e sostenibili che tocchino la vita di tutti i giorni. Un esempio concreto emerge dalla ricerca <a href="https://www.arval.com/amo/arval-mobility-observatory-ipsos-on-employees-mobility-amo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arval Mobility Observatory 2024</a> condotta con Ipsos, secondo la quale il <strong>62% dei dipendenti</strong> considera le soluzioni di mobilità sostenibile offerte dall&#8217;azienda, come il car sharing o incentivi green, un fattore chiave per la propria soddisfazione. </p>



<p>Creare una cultura dell&#8217;impatto significa quindi agire su leve tangibili che dimostrino cura per le persone e per l&#8217;ambiente, riducendo così il rischio di abbandono.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Fiducia e responsabilità: il nuovo ruolo sociale dell&#8217;impresa</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>In un&#8217;epoca di incertezza istituzionale, l&#8217;azienda è diventata, forse inaspettatamente, un porto sicuro. L&#8217;<a href="https://www.google.com/search?q=https://www.edelman.it/trust-barometer-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Edelman Trust Barometer 2024</a> rivela che &#8220;il mio datore di lavoro&#8221; è l&#8217;istituzione più fidata in assoluto (79%), superando governi e media.</p>



<p>Questa fiducia crea l&#8217;aspettativa che i <strong>CEO e i leader aziendali</strong> siano un motore di cambiamento positivo che alimenta un attivismo aziendale dove i dipendenti si sentono parte di una soluzione più grande.</p>



<p>Costruire una cultura dell&#8217;impatto, dunque, non è solo una strategia HR, ma una risposta necessaria alla <strong>domanda di stabilità e senso </strong>che attraversa l&#8217;intera società europea: <strong><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> </strong>favorisce la creazione di una cultura dell&#8217;impatto basata sul <strong>volontariato</strong> fornendo gli strumenti digitali che rendono fluido il processo di adozione e di messa in pratica.</p>
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		<title>Volontariato di competenza: impatto sociale con le proprie skills</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 17:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[skills]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre il team building inteso nel senso più tradizionale: il volontariato di competenza <em>(Skill-Based Volunteering)</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Cos&#8217;è il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il volontariato di competenza è la <strong>donazione strutturata e mirata delle competenze professionali dei dipendenti</strong> a organizzazioni non-profit. Non si tratta del classico volontariato d’opera, come imbiancare un muro, ma di iniziative dove un <em>project manager</em> gestisce la riorganizzazione delle attività di una ONG o un <em>data analyst</em> ottimizza il loro sistema di raccolta fondi di un’associazione.</p>



<p>Questa modalità trasforma il volontariato in uno <strong>strumento di retention</strong> <strong>aziendale</strong> che amplifica e potenzia le <strong>abilità</strong> di ciascun membro del personale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Affiancamento e leadership:</strong> i dipendenti, spesso in autonomia o in piccoli team interfunzionali, gestiscono un progetto dall&#8217;inizio alla fine, sviluppando <em>leadership</em>, <em>problem solving</em> e intelligenza emotiva.</li>



<li><strong>Esposizione interfunzionale:</strong> il volontariato di competenza spesso richiede la collaborazione tra dipartimenti diversi, migliorando la comunicazione interna e la comprensione dei ruoli aziendali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cosa dicono e cosa cercano i giovani</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>I dipendenti, in particolare i <em>Millennial</em> e la <em>Generazione Z</em>, cercano un senso profondo nel loro lavoro. Secondo questa <a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2025/04/Analisi-e-innovazione-dei-processi-formativi-del-Terzo-settore_Cop-con-marchi-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a>, <strong>più del 75% </strong>afferma che fare volontariato ha cambiato profondamente il proprio modo di pensare.</p>



<p>Offrire l&#8217;opportunità di utilizzare le proprie <em>skills</em> per il bene sociale conduce ad un allineamento con i valori personali ed etici del lavoratore, che si traducono in maggiore <strong>lealtà</strong>, <strong>produttività</strong> ed <strong>orgoglio aziendale</strong>.</p>



<p>In questa direzione, il dipendente diventa anche un <strong>ambasciatore</strong>, migliorando anche l&#8217;immagine dell’impresa secondo le logiche dell’<em>employer branding</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Come strutturare il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Con l’<a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>app</strong> <strong>Volus</strong></a> è possibile implementare un programma efficace e creare attività personalizzate per tutte le necessità che si basano sui seguenti pilastri:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Mappatura delle competenze:</strong> identificare le <em>skills</em> più richieste (es. IT, Finanza, Marketing, HR).</li>



<li><strong>Definizione del formato:</strong> optare per progetti di varia durata nel rispetto del monte ore annuale assegnato a ciascun dipendente.</li>



<li><strong>Misurazione e riconoscimento:</strong> tracciare l&#8217;impatto del progetto e determinare il valore economico delle ore donate permette di celebrare il successo dell’iniziativa sia internamente che esternamente.</li>
</ol>



<p>Il <strong>volontariato di competenza</strong> è la mossa vincente per allineare gli <strong>obiettivi HR</strong> e la <strong>strategia CSR</strong> allo sviluppo dei talenti e alla comunicazione trasparente dei risultati raggiunti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La rilevanza legislativa delle competenze acquisite</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il <strong>decreto interministeriale del 31 luglio 2025</strong> nobilita il volontariato di competenza con il relativo <a href="https://www.cantiereterzosettore.it/volontariato-riconosciute-le-competenze-acquisite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconoscimento ufficiale</a> come <strong>esperienza di apprendimento permanente</strong>. Ciò significa che le <strong>competenze</strong> maturate dai dipendenti possono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Formalmente riconosciute:</strong> gli Enti del Terzo Settore (ETS) accreditati possono rilasciare un <strong>Documento di Trasparenza</strong> che attesta le <em>skills</em> acquisite, a condizione che il progetto abbia una durata minima di 60 ore in dodici mesi e sia accompagnato da tutoraggio.</li>



<li><strong>Spendibili a livello lavorativo:</strong> tali attestazioni sono <strong>portabili</strong> e possono essere considerate nei processi di selezione del personale.</li>
</ul>



<p>Per l&#8217;ufficio HR, questo tipo di volontariato si evolve in un vero e proprio <strong>percorso di formazione</strong> validato sul campo.</p>
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		<item>
		<title>Employer branding 2.0</title>
		<link>https://volus.io/employer-branding-2-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 10:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jeff Bezos ha detto notoriamente: &#8220;Il tuo brand è quello che la gente dice di te quando non sei nella...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Jeff Bezos ha detto notoriamente: <em>&#8220;Il tuo brand è quello che la gente dice di te quando non sei nella stanza.&#8221;</em></p>



<p>L&#8217;<strong>Employer Branding</strong> è esattamente questo, non è ciò che è scritto nella pagina &#8220;Lavora con noi&#8221; del sito web. È la percezione emotiva e razionale che i dipendenti attuali e i potenziali candidati hanno dell’azienda.</p>



<p>È la risposta alla domanda: <strong>&#8220;Perché dovrei investire 8 ore della mia vita ogni giorno per lavorare proprio qui?&#8221;</strong></p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>I 3 pilastri dell&#8217;Employer Branding moderno</strong></strong></strong></h2>



<p><strong>Purpose (scopo):</strong> il 44% della Generazione Z e il 45% dei Millennial hanno lasciato un ruolo che ritenevano privo di significato, e circa <a href="https://www.deloitte.com/us/en/insights/topics/talent/2025-gen-z-millennial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il 40% di entrambi i gruppi</a> ha rifiutato un incarico o persino un potenziale datore di lavoro sulla base della propria etica o delle proprie convinzioni personali. Desiderano sentirsi parte di una <a href="https://www.ipsoa.it/magazine/trend-people-culture-2025-progetti-iniziative-attraction-retention" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soluzione</a>, non di un ingranaggio.</p>



<p><strong>Autenticità:</strong> la promozione di valori come la &#8220;sostenibilità&#8221; e la &#8220;cura delle persone&#8221; sui social media, non supportata da un clima interno di reale soddisfazione e gratificazione, farà crollare l’Employer Branding come un castello di carte.</p>



<p><strong>Azione:</strong> dire &#8220;siamo un&#8217;azienda etica&#8221; non basta. Bisogna dimostrarlo, ed è qui che molte strategie di branding falliscono.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il volontariato aziendale è un potente strumento di Employer Branding</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Ecco che entra in gioco il <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong>. Non è solo beneficenza, ma è un elemento di assoluto rilievo perché:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Rende tangibili i valori:</strong> quando un&#8217;azienda paga le ore ai propri dipendenti per pulire una spiaggia o servire in una mensa sociale, sta dicendo: <em>&#8220;I nostri valori contano più del fatturato di queste 4 ore&#8221;</em>.</li>



<li><strong>Crea ambasciatori naturali:</strong> un dipendente che vive un&#8217;esperienza di volontariato appagante con i colleghi racconterà quanto è orgoglioso della sua azienda.</li>



<li><strong>Contenuti autentici per i social:</strong> dimentica le foto stock di persone che sorridono in riunione o negli uffici. Le foto dei tuoi team che realizzano un’attività benefica sul campo, scoprendo un nuovo modo di interagire e di creare valore, trasmettono umanità, calore e verità.</li>
</ul>



<p>Investire in una strategia di Employer Branding basata sulla CSR porta <a href="https://it.wyser-search.com/knowledge-center/employer-branding/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risultati concreti</a>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>-50% costi di assunzione:</strong> le aziende con un brand forte attraggono talenti più facilmente, ottimizzando il processo di recruiting.</li>



<li><strong>-28% di turnover:</strong> i dipendenti che sentono di lavorare per un&#8217;azienda con uno scopo hanno molte meno probabilità di andarsene.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Come iniziare a costruire un brand magnetico</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Non serve essere una multinazionale per avere un brand granitico, ancorché sia rilevante a prescindere dal fattore dimensionale. È sufficiente seguire alcuni semplici passaggi:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Ascolta i tuoi dipendenti:</strong> cosa amano della tua azienda? Cosa vorrebbero cambiare? Il brand nasce dall&#8217;interno.</li>



<li><strong>Definisci la tua EVP (Employee Value Proposition):</strong> cosa offrire oltre allo stipendio? Crescita? Flessibilità? Impatto sociale?</li>



<li><strong>Racconta le storie, non i numeri:</strong> i canali social vanno usati per mostrare le persone, le emozioni e l&#8217;impatto del team, non solo i grafici di crescita.</li>
</ol>



<p>L&#8217;Employer Branding eleva il <strong>professionista</strong> e, al tempo stesso, l’<strong>essere umano</strong>.</p>



<p>Crea un <strong>vantaggio competitivo</strong> insieme a <a href="https://volus.io/">V</a><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ol</a><a href="https://volus.io/">us</a> per farti trovare dai <strong>talenti</strong>: un programma di <strong>volontariato aziendale</strong> potenzia considerevolmente la tua EVP.</p>
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		<title>Dimissioni e stipendi: cause, conseguenze e soluzioni</title>
		<link>https://volus.io/dimissioni-e-stipendi-cause-conseguenze-e-soluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 18:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[WELFARE & BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stipendi bassi e stagnazione salariale causano le dimissioni in Italia. Analizziamo cause, conseguenze e soluzioni HR: welfare, flessibilità e volontariato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Stipendi bassi e stagnazione salariale causano le dimissioni in Italia. Analizziamo cause, conseguenze e soluzioni HR: welfare, flessibilità e volontariato aziendale.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dimissioni volontarie e recessione salariale</strong></h2>



<p>Il mercato del lavoro italiano si trova ad affrontare un&#8217;ondata di <strong>dimissioni volontarie</strong> che ha raggiunto livelli record negli ultimi anni. Questo fenomeno globale, chiamato <em>Great Resignation</em>, assume in Italia contorni particolari a causa di una profonda e storica <strong>stagnazione salariale</strong>. La <strong>RAL</strong> è rimasta ferma per decenni, in netto contrasto con l&#8217;incremento osservato nella maggior parte dei Paesi OCSE e dell&#8217;Eurozona.</p>



<p>Questa paralisi salariale non è casuale: è l&#8217;esito di un sistema produttivo dominato da <strong>piccole imprese</strong> che spesso operano con margini di profitto ridotti e competono prevalentemente sul contenimento dei costi.</p>



<p>A ciò si aggiunge l&#8217;elevato <strong>cuneo fiscale</strong>, che rende oneroso per le aziende tradurre un aumento di costo del lavoro in un aumento significativo in busta paga. </p>



<p>I lavoratori, pertanto, si dimettono principalmente perché la <strong>retribuzione</strong> non risulta più adeguata al livello di istruzione, alle responsabilità ed al crescente <strong>costo della vita</strong> dovuto all&#8217;inflazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Conseguenze di stipendi bassi: turnover, quiet quitting e fuga di talenti</strong></strong></h2>



<p>Il primo effetto è un elevato <strong>tasso di turnover</strong>: le <strong>dimissioni</strong> frequenti generano <strong>costi ingenti</strong> per la continua selezione, l&#8217;assunzione e la formazione del nuovo personale. In aggiunta, si verifica una costante <strong>perdita di <em>know-how</em></strong> e di esperienza specifica, che rallenta la produttività e l&#8217;innovazione interna.</p>



<p>Un <a href="https://www.quotidiano.net/cronaca/inchieste/grandi-dimissioni-italia-numeri-jme0zgw5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fenomeno</a> correlato e altrettanto dannoso è la crescita del <strong>&#8220;Quiet Quitting&#8221;</strong> (dimissioni silenziose), dove i dipendenti, non potendo o non volendo lasciare l&#8217;impiego, decidono di limitarsi a svolgere le mansioni strettamente necessarie.</p>



<p>La conseguenza più grave è la <strong>fuga di talenti</strong> qualificati verso Paesi europei dove le prospettive retributive, i percorsi di crescita professionale e la ragion d&#8217;essere a livello organizzativo sono molto più chiari e vantaggiosi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>Evitare le dimissioni con aumento stipendi, welfare e senso di scopo</strong></strong></strong></h2>



<p>Per contrastare efficacemente la crisi del valore e riattivare l&#8217;attrattività del mercato del lavoro, le aziende devono adottare urgentemente un approccio proattivo e olistico alla <strong>retention</strong>.</p>



<p>La prima strategia è l&#8217;<strong>innalzamento degli stipendi base</strong> per allinearli ai <em>benchmark</em> di mercato, un&#8217;azione che deve essere sostenuta dalla riduzione del cuneo fiscale.</p>



<p>A livello strutturale, è fondamentale <strong>investire nella Produttività Totale dei Fattori (PTF)</strong>, attraverso innovazione e digitalizzazione, per incidere sulla produttività e aumentare la profittabilità. </p>



<p>Inoltre, occorre <strong>rafforzare la contrattazione di secondo livello</strong>, legando gli aumenti salariali ai risultati specifici dell&#8217;azienda e alla performance.</p>



<p>Cruciale è l&#8217;utilizzo di strumenti di <strong>welfare aziendale</strong> (sanità integrativa, rimborsi per istruzione, buoni spesa), che offrono un beneficio economico diretto al dipendente.</p>



<p>Parallelamente, è indispensabile investire sulla <strong>qualità della vita lavorativa</strong>, offrendo maggiore flessibilità oraria e <strong>smart working</strong>. </p>



<p>Infine, le aziende dovrebbero integrare iniziative di <strong>well-being e cultura aziendale</strong>, come la promozione del <strong><a href="https://volus.io/il-volontariato-aziendale-come-investimento-per-la-crescita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato aziendale</a></strong>. Questa attività non solo rafforza l&#8217;immagine etica del brand, ma cementa anche il senso di <strong>appartenenza </strong>e la coesione del <strong>team</strong>, ricostruendo quel patto di fiducia e riconoscimento che rappresenta un antidoto duraturo alla frammentazione dell’anima e dell’orgoglio lavorativo.</p>
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