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	<title>volontariato aziendale Archivi | VOLUS</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 20 Apr 2026 13:53:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>volontariato aziendale Archivi | VOLUS</title>
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		<title>Il volontariato migliora soddisfazione e performance lavorative</title>
		<link>https://volus.io/il-volontariato-migliora-soddisfazione-e-performance-lavorative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[WELFARE & BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più aziende scoprono che sostenere cause sociali ha un impatto diretto sul benessere e sui risultati dei propri team....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sempre più aziende scoprono che sostenere cause sociali ha un impatto diretto sul benessere e sui risultati dei propri team. Ma in che modo l&#8217;<strong>impegno sociale</strong> si traduce in benefici concreti per i lavoratori? Una recente revisione sistematica esplora proprio questa dinamica e rivela dati su come il <strong>volontariato</strong> influisce sulle performance lavorative e sulla soddisfazione dei dipendenti.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il legame tra volontariato e soddisfazione lavorativ</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong>a</h2>



<p>Il primo dato significativo emerso dallo <a href="https://doi.org/10.1007/s44202-025-00403-x" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> evidenzia come l&#8217;86% delle ricerche esaminate riporti un&#8217;associazione positiva e diretta tra il volontariato e la <strong>soddisfazione lavorativa</strong> dei dipendenti. Questo benessere psicologico è spesso alimentato da un forte senso di <strong>connessione sociale</strong> e dalla percezione di generare un impatto significativo.</p>



<p>Inoltre, quando le persone hanno l&#8217;opportunità di partecipare ad attività di <strong>volontariato aziendale</strong> in linea con le loro <strong>competenze specifiche</strong>, tendono a sentirsi molto più appagate sul posto di lavoro. </p>



<p>L&#8217;allineamento tra le abilità professionali e le attività solidali svolte rappresenta infatti uno dei principali fattori in grado di migliorare in modo tangibile l&#8217;<strong>engagement</strong> generale all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>L&#8217;impatto sulle performance lavorative e l&#8217;intensità della partecipazione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Per quanto riguarda la <strong>produttività</strong>, l&#8217;impatto del volontariato sulle <strong>performance e le prestazioni lavorative</strong> mostra dinamiche affascinanti e non del tutto lineari. Il 57% degli studi analizzati ha confermato un effetto positivo sulle prestazioni complessive dei lavoratori.</p>



<p>Tuttavia, la ricerca ha individuato un&#8217;interessante relazione a curva che dimostra come i livelli <strong>moderati di volontariato</strong> massimizzino i benefici sulle prestazioni dei dipendenti, mentre un coinvolgimento troppo scarso o, al contrario, eccessivamente intensivo possa persino ridurli.</p>



<p>Le aziende devono quindi prestare grande attenzione per calibrare l&#8217;impegno richiesto ed evitare un unico evento isolato nel tempo o il sovraccarico dei propri collaboratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Progettare programmi di volontariato strategici per le imprese</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Alla luce di questi risultati scientifici, diventa cruciale per le imprese sviluppare e offrire <a href="https://volus.io/programma-di-volontariato-aziendale-come-strutturarlo/" type="post" id="1789" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programmi</a> strutturati e mirati. Inserire efficacemente queste iniziative all&#8217;interno delle proprie strategie di <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong> e di <strong>well-being</strong> aziendale richiede un&#8217;attenta pianificazione per allineare gli obiettivi sociali con le aspettative del personale.</p>



<p>Infine, permettere ai dipendenti di imparare e acquisire <strong>nuove <a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500">c</a><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">o</a><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500">mpetenze</a></strong> tramite il volontariato si è rivelato un ulteriore acceleratore di performance ed una vera e propria leva di <strong>crescita professionale</strong>, a patto che l&#8217;apprendimento sia stimolante e ben progettato di concerto con le associazioni del Terzo Settore.</p>
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		<title>Volontariato d&#8217;impresa in crescita con 75 mila aziende attive</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-dimpresa-in-crescita-con-75-mila-aziende-attive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[WELFARE & BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR) è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong> è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando l&#8217;approccio filantropico tradizionale per abbracciare un metodo diretto, pratico e ad alto impatto sociale come il <strong>volontariato d’impresa</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Un impegno concreto per il territorio con il volontariato d’impresa nel 2026</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>L&#8217;ultimo <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/04/13/in-campo-nel-volontariato-75mila-imprese-cresce-il-prestito-di-dipendenti-a-onlus_e04c36fa-c2d9-4aef-b4a3-d3e80eddab1a.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevamento</a> evidenzia un traguardo storico per il nostro Paese: oggi sono ben <strong>75.000 le imprese italiane</strong> che hanno deciso di scendere in campo nel mondo del volontariato.</p>



<p>Non si tratta più solo di grandi multinazionali, ma di una rete capillare che coinvolge sempre più <strong>piccole e medie imprese (PMI)</strong>, le quali riconoscono l&#8217;importanza di generare un <strong>impatto positivo </strong>sul territorio.</p>



<p>Questo attivismo si traduce in progetti tangibili di tutela ambientale, inclusione sociale e supporto alle fasce più vulnerabili, trasformando di fatto i luoghi di lavoro in veri e propri hub di cittadinanza attiva permeati di <strong>senso solidale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il confronto con gli anni passati passando dalla donazione all&#8217;azione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Se si effettua un rigoroso <strong>confronto con gli anni precedenti</strong>, l&#8217;evoluzione del fenomeno risulta evidente. Fino al periodo pre-pandemico, l&#8217;aiuto aziendale alle realtà non profit si limitava quasi esclusivamente alle <strong>donazioni finanziarie</strong> o a sponsorizzazioni occasionali.</p>



<p>Già a partire dal biennio 2022-2023 si è però registrato un cambio di rotta definitivo, con tassi di crescita annui del <strong>volontariato aziendale</strong> a doppia cifra. </p>



<p>Oggi l&#8217;impresa mette a disposizione<strong> tempo, energie e risorse umane</strong>, integrando queste buone pratiche direttamente nei propri <strong>bilanci di sostenibilità</strong> e nelle politiche di <strong>welfare aziendale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il prestito dei dipendenti e delle competenze al servizio degli ETS</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il dato in assoluto più innovativo di quest&#8217;anno è la diffusione del cosiddetto <strong>prestito di dipendenti agli ETS</strong>, una dinamica monitorata con attenzione anche dagli osservatore di settore come <a href="https://terzjus.it/argomenti/volontariato-di-competenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzjus</a>.</p>



<p>Si tratta di un trasferimento di <strong>competenze specialistiche</strong> (dal supporto legale e manageriale, al marketing e all&#8217;IT) che permette alle associazioni di professionalizzarsi. Al contempo, per le aziende è un potente strumento per aumentare l&#8217;<strong>engagement dei dipendenti</strong>, attrarre nuovi talenti sensibili alle tematiche etiche e sviluppare le skills.</p>



<p>In questo scenario di forte partecipazione, dove l&#8217;organizzazione, il coinvolgimento e la tracciabilità delle iniziative diventano un&#8217;esigenza primaria, nasce la piattaforma <a href="https://volus.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> per <strong>agevolare e misurare</strong> l&#8217;ecosistema del volontariato aziendale.</p>



<p>L’<strong>app</strong> consente di gestire con efficienza le adesioni agli eventi solidali, automatizzare le procedure e, soprattutto, fornire dati trasparenti e metriche precise sull&#8217;<strong>impatto sociale generato</strong>, valorizzando al massimo l&#8217;impegno collettivo di aziende, dipendenti e associazioni.</p>
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		<item>
		<title>Programma di volontariato aziendale: come strutturarlo?</title>
		<link>https://volus.io/programma-di-volontariato-aziendale-come-strutturarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volontariato aziendale rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>volontariato aziendale</strong> rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano <strong>ESG</strong>. Ma come si passa dalle buone intenzioni a un programma strutturato, continuativo e capace di generare vero valore?</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mappare interessi e obiettivi per creare un programma di volontariato aziendale</strong></h2>



<p>Il primo passo per un&#8217;iniziativa di successo è l&#8217;<strong>ascolto attivo</strong> delle proprie persone. Un programma calato dall&#8217;alto, per quanto nobile, rischia di generare scarsa partecipazione. È fondamentale utilizzare sondaggi e momenti di confronto interni per comprendere quali cause sociali o ambientali stanno più a cuore ai dipendenti. </p>



<p>Oltre alle preferenze individuali, la strategia deve rispecchiare fedelmente la <strong><a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cultura aziendale</a></strong> e il <em>core business</em>. Se un&#8217;impresa opera nel settore tecnologico, iniziative volte a ridurre il <em>digital divide</em> nelle scuole potrebbero essere la scelta più coerente. Questa fase di valutazione iniziale permette di definire <strong>obiettivi chiari e misurabili</strong>, ponendo le basi per un programma autentico e a valore aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Progettazione e partnership con il Terzo Settore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Una volta definita la rotta, è il momento di individuare i giusti compagni di viaggio. Collaborare con gli <strong>Enti del Terzo Settore (ETS)</strong> richiede cura: non si tratta solo di donare tempo o risorse, ma di costruire relazioni di mutuo beneficio. Le organizzazioni non profit conoscono i bisogni urgenti del territorio e possono indirizzare l&#8217;azienda verso attività ad alto impatto. Diventa utile esplorare diverse formule: dal <strong>volontariato fisico</strong> <strong>sul campo</strong> (come la riqualificazione di spazi verdi o la preparazione di pasti) al <strong><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato di competenza</a></strong> (<em>skills-based volunteering</em>), dove i dipendenti mettono a disposizione le proprie competenze professionali (legal, IT, comunicazione).</p>



<p>Parallelamente, è essenziale formalizzare tutto attraverso una chiara <strong>policy aziendale</strong>. Quante ore retribuite annue vengono concesse a ciascun dipendente per fare volontariato? Come si organizza una giornata di team building e come si gestiscono le modalità e le tempistiche di richiesta permessi? Implementare un sistema di <em>Volunteer Time Off (VTO)</em> con regole trasparenti legittima l&#8217;attività e abbassa drasticamente le barriere organizzative alla partecipazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore dei dati per misurare l’impatto e raccontare la storia</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Un programma di volontariato aziendale strutturato non si conclude con la foto di rito alla fine dell&#8217;evento solidale, ma prosegue con l&#8217;analisi dei risultati. La <strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> è lo scoglio su cui molte imprese si arenano, ma è anche il passaggio più cruciale per dimostrare il valore dell&#8217;iniziativa. Raccogliere dati <strong>quantitativi</strong>, come ore donate, tassi di adesione, output generati, e <strong>qualitativi</strong>, come feedback e sondaggi di gradimento, è vitale per ottimizzare gli eventi futuri e giustificare gli investimenti.</p>



<p>Questi dati, inoltre, diventano il cuore pulsante della <strong>rendicontazione di sostenibilità</strong>. Come richiesto dalle direttive europee e dagli standard globali come il <a href="https://www.globalreporting.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global Reporting Initiative (GRI)</a>, documentare il coinvolgimento sociale dell&#8217;impresa rafforza la trasparenza verso gli stakeholder e consente di ottenere <a href="https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/" type="post" id="1658" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificazioni</a> tra cui la <strong>B-Corp</strong> ed altre emergenti.</p>



<p>Infine, trasformare i numeri in storie reali è un formidabile strumento di <strong>employer branding</strong>: comunicare internamente ed esternamente l&#8217;impatto raggiunto alimenta l&#8217;<strong>orgoglio del team</strong> e il <strong>senso di appartenenza</strong>, posizionando il brand come un attore realmente responsabile e impegnato, in pieno stile Volus.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il calo dei volontari in Italia e il confronto con l’Europa</title>
		<link>https://volus.io/il-calo-dei-volontari-in-italia-e-il-confronto-con-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se prendiamo a riferimento i dati ISTAT, riscontriamo un calo dei volontari rispetto a qualche anno fa. Analizziamo le motivazioni,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se prendiamo a riferimento i dati ISTAT, riscontriamo un calo dei volontari rispetto a qualche anno fa. Analizziamo le motivazioni, confrontandoli con gli altri paesi europei, e come la <strong>tecnologia</strong> e il <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong> possono invertire la rotta.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>I numeri del calo dei volontari e le nuove tendenze</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>L&#8217;ultimo <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/il-volontariato-in-italia-anno-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report</a> ISTAT sull&#8217;impegno sociale ci restituisce un dato su cui riflettere: nel 2023 i volontari in Italia sono scesi a <strong>4,7 milioni</strong>, pari al <strong>9,1% della popolazione</strong>. Un calo netto rispetto al 12,6% registrato nel 2013.</p>



<p>Tuttavia, fermarsi al dato negativo sarebbe un errore. Se da un lato il volontariato &#8220;classico&#8221; e organizzato diminuisce, cresce una nuova figura: il <strong>volontario &#8220;ibrido&#8221;</strong>. Cittadini che non si legano a una singola associazione per la vita, ma che scelgono di attivarsi su progetti specifici e variopinti. </p>



<p>Inoltre, è cresciuta la fascia d’età <strong><a href="https://csvnet.it/component/content/article/144-notizie/5381-il-tempo-del-volontariato-che-cambia-meno-persone-piu-partecipazione-ibrida?Itemid=893" target="_blank" rel="noreferrer noopener">over 65</a></strong>, mentre i <strong>giovani</strong> chiedono modalità diverse di ingaggio e di partecipazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Italia vs Europa: un gap da colmare</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Se allarghiamo lo sguardo oltre confine, il confronto diventa una <em>call to action</em> per il nostro sistema Paese. Mentre l&#8217;Italia fatica a raggiungere la doppia cifra percentuale, la <a href="https://csvnet.it/csv/storia/144-notizie/3237-italia-tra-i-paesi-con-meno-volontari-e-con-il-piu-alto-tasso-di-solitudine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">media europea</a> della partecipazione al volontariato si attesta intorno al <strong>22-25%</strong>.</p>



<p>I modelli del Nord Europa, in particolare, mostrano tassi di coinvolgimento nettamente superiori:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Paesi Bassi e Scandinavia</strong>: storicamente sopra il 30-40%, grazie a un forte legame tra welfare e partecipazione civica.</li>



<li><strong>Francia</strong>: <a href="https://www.associatheque.fr/fr/association-et-benevoles/chiffre-cle-benevolat.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">circa il 23,6%</a> dei francesi dichiara di essere attivo in un&#8217;associazione. Mentre cala l&#8217;impegno dei &#8220;senior&#8221;, i giovani tra i 15 e i 34 anni sono in forte aumento (+7% dal 2010).</li>



<li><strong>Germania</strong>: resta uno dei giganti del settore. Anche se il dato 2024 (36,7%) segna un leggero calo rispetto al picco del 2019 (39,7%), il numero di cittadini attivi resta massiccio: quasi <a href="https://www.bundesregierung.de/breg-de/bundesregierung/bundeskanzleramt/startseite-staatsministerin-fuer-sport-und-ehrenamt/bericht-zur-lage-von-engagement-und-ehrenamt-veroeffentlicht-2393064" target="_blank" rel="noreferrer noopener">27 milioni di persone</a>.</li>
</ul>



<p>In tale scenario, in <strong>Italia</strong> la burocrazia e la difficoltà di trovare l&#8217;associazione giusta sono barriere enormi, alle quali si aggiunge anche l’inefficacia di alcuni metodi comunicativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Quali possono essere i rimedi?</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Probabilmente la risposta non sta nel &#8220;cercare più volontari&#8221; alla vecchia maniera, ma nel <strong>cambiare il modo di fare volontariato</strong>, rendendolo accessibile, misurabile e compatibile con i ritmi di vita moderni. </p>



<p>Occorre un <strong><a href="https://volus.io/associazioni/" type="page" id="297" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ecosistema digitale</a></strong> che connetta domanda e offerta in pochi istanti, attraverso funzionalità come la geolocalizzazione delle opportunità e la facilità d’iscrizione, solo per fare degli esempi.</p>



<p>Il cambio di prospettiva coinvolge anche le <strong>aziende</strong>, che possono colmare il vuoto dei volontari integrando programmi di volontariato aziendale come parte di una strategia <strong>ESG</strong> vincente.</p>



<p>Per l&#8217;impresa comporta i seguenti vantaggi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aumento dell&#8217;<strong>Employee Engagement</strong></li>



<li>miglioramento della <strong>Brand Reputation</strong></li>



<li>sviluppo di <strong>soft skills</strong> nei dipendenti.</li>
</ul>



<p>Anche gli aiuti economici sono importanti, come dimostra questa <a href="https://www.lanazione.it/cronaca/terzo-settore-mezzo-miliardo-per-69bb9268" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iniziativa</a> a livello regionale volta a finanziare le migliori <strong>idee di volontariato </strong>provenienti dalle associazioni del Terzo Settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/il-calo-dei-volontari-in-italia-e-il-confronto-con-leuropa/">Il calo dei volontari in Italia e il confronto con l’Europa</a> proviene da <a href="https://volus.io">VOLUS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La reputazione ESG come driver strategico di valore e di prestigio</title>
		<link>https://volus.io/la-reputazione-esg-come-driver-strategico-di-valore-e-di-prestigio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se fino a pochi anni fa l&#8217;acronimo ESG (Environmental, Social, Governance) rappresentava per molte realtà una parentesi dedicata alla compliance...</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/la-reputazione-esg-come-driver-strategico-di-valore-e-di-prestigio/">La reputazione ESG come driver strategico di valore e di prestigio</a> proviene da <a href="https://volus.io">VOLUS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se fino a pochi anni fa l&#8217;acronimo ESG (Environmental, Social, Governance) rappresentava per molte realtà una parentesi dedicata alla compliance o alla filantropia, oggi si configura come una leva imprescindibile per la continuità del business e per la reputazione aziendale.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il peso della sostenibilità sulla reputazione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Secondo il <a href="https://www.reptrak.com/globalreptrak" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global RepTrak 100 Report 2024</a>, uno degli studi più autorevoli sulla reputazione aziendale, i fattori legati alla sostenibilità pesano per oltre il <strong>50%</strong> sulla formazione della reputazione complessiva di un&#8217;organizzazione.</p>



<p>Ciò significa che la qualità di prodotti e servizi, da sola, non è più sufficiente a garantire la fiducia degli stakeholder. Il report evidenzia un <strong>aumento dei punteggi ESG a livello globale</strong> (+1.7 punti rispetto al 2023). </p>



<p>Le aziende stanno investendo maggiormente, ma anche che le <strong>aspettative </strong>del pubblico sono cresciute di pari passo. Occorre dimostrare coerenza verso gli stakeholders, inclini a premiare le aziende che integrano la sostenibilità nel <em>core business</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>L&#8217;aspettativa di responsabilità attiva in chiave reputazione ESG</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>A rafforzare questo scenario interviene il <a href="https://www.osservatoriobilancisostenibilita.it/global-esg-monitor-2024-sec-newgate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SEC Newgate ESG Monitor 2024</a>, che ha sondato l&#8217;opinione pubblica in 13 paesi. Il dato che emerge è netto: il <strong>77%</strong> degli intervistati ritiene importante che le aziende agiscano <strong>responsabilmente </strong>e giochino un ruolo più attivo nella società.</p>



<p>In tale contesto, assume rilevanza la fiducia nella <strong>comunicazione aziendale</strong>, dato che cittadini e consumatori faticano ancora a distinguere l&#8217;impegno reale dalle operazioni di facciata.</p>



<p>La <strong>trasparenza</strong> diventa l&#8217;unico antidoto allo scetticismo. Comunicare i propri limiti e i percorsi di miglioramento paga più che presentare scenari irrealisticamente perfetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La &#8220;S&#8221; di Sociale come fattore decisivo per la Talent Attraction</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>In sostanza, la reputazione ESG non si costruisce con gli slogan, ma con la misurabilità dell&#8217;impatto. Che si tratti di ridurre l&#8217;impronta carbonica o di generare valore per la comunità locale, le aziende sono chiamate a un passaggio culturale: dall&#8217;<a href="https://volus.io/employer-branding-2-0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Employer Branding</a> all&#8217;<strong>Employer Acting</strong>.</p>



<p>La <a href="https://www.deloitte.com/global/en/about/press-room/deloitte-2025-gen-z-and-millennial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte 2025 Gen Z and Millennial Survey</a> offre uno spaccato chiarissimo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>circa il <strong>90% dei giovani</strong> intervistati considera il senso di purpose essenziale per la propria soddisfazione lavorativa;</li>



<li>oltre l&#8217;<strong>80% dei giovani</strong> lavoratori crede che le soft skill — come l&#8217;empatia e la leadership umana — siano oggi più determinanti delle competenze tecniche per crescere in azienda.</li>
</ul>



<p>Un&#8217;organizzazione con una solida<strong> reputazione ESG</strong> è percepita come l&#8217;ambiente ideale dove queste qualità umane possono fiorire, rendendo il brand non solo <em>good</em>, ma tecnicamente a prova di futuro.</p>



<p>Strutturare <strong>piani di <a href="https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">welfare </a>e di <a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">formazione</a></strong>, tra cui iniziative di coinvolgimento sociale come il volontariato d&#8217;impresa, eleva l&#8217;azienda ad un <strong>polo di attrazione</strong> e di <em>retention</em> dei propri dipendenti.</p>
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		<item>
		<title>Volontariato di competenza: impatto sociale con le proprie skills</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 17:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[skills]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre il team building inteso nel senso più tradizionale: il volontariato di competenza <em>(Skill-Based Volunteering)</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Cos&#8217;è il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il volontariato di competenza è la <strong>donazione strutturata e mirata delle competenze professionali dei dipendenti</strong> a organizzazioni non-profit. Non si tratta del classico volontariato d’opera, come imbiancare un muro, ma di iniziative dove un <em>project manager</em> gestisce la riorganizzazione delle attività di una ONG o un <em>data analyst</em> ottimizza il loro sistema di raccolta fondi di un’associazione.</p>



<p>Questa modalità trasforma il volontariato in uno <strong>strumento di retention</strong> <strong>aziendale</strong> che amplifica e potenzia le <strong>abilità</strong> di ciascun membro del personale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Affiancamento e leadership:</strong> i dipendenti, spesso in autonomia o in piccoli team interfunzionali, gestiscono un progetto dall&#8217;inizio alla fine, sviluppando <em>leadership</em>, <em>problem solving</em> e intelligenza emotiva.</li>



<li><strong>Esposizione interfunzionale:</strong> il volontariato di competenza spesso richiede la collaborazione tra dipartimenti diversi, migliorando la comunicazione interna e la comprensione dei ruoli aziendali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cosa dicono e cosa cercano i giovani</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>I dipendenti, in particolare i <em>Millennial</em> e la <em>Generazione Z</em>, cercano un senso profondo nel loro lavoro. Secondo questa <a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2025/04/Analisi-e-innovazione-dei-processi-formativi-del-Terzo-settore_Cop-con-marchi-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a>, <strong>più del 75% </strong>afferma che fare volontariato ha cambiato profondamente il proprio modo di pensare.</p>



<p>Offrire l&#8217;opportunità di utilizzare le proprie <em>skills</em> per il bene sociale conduce ad un allineamento con i valori personali ed etici del lavoratore, che si traducono in maggiore <strong>lealtà</strong>, <strong>produttività</strong> ed <strong>orgoglio aziendale</strong>.</p>



<p>In questa direzione, il dipendente diventa anche un <strong>ambasciatore</strong>, migliorando anche l&#8217;immagine dell’impresa secondo le logiche dell’<em>employer branding</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Come strutturare il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Con l’<a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>app</strong> <strong>Volus</strong></a> è possibile implementare un programma efficace e creare attività personalizzate per tutte le necessità che si basano sui seguenti pilastri:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Mappatura delle competenze:</strong> identificare le <em>skills</em> più richieste (es. IT, Finanza, Marketing, HR).</li>



<li><strong>Definizione del formato:</strong> optare per progetti di varia durata nel rispetto del monte ore annuale assegnato a ciascun dipendente.</li>



<li><strong>Misurazione e riconoscimento:</strong> tracciare l&#8217;impatto del progetto e determinare il valore economico delle ore donate permette di celebrare il successo dell’iniziativa sia internamente che esternamente.</li>
</ol>



<p>Il <strong>volontariato di competenza</strong> è la mossa vincente per allineare gli <strong>obiettivi HR</strong> e la <strong>strategia CSR</strong> allo sviluppo dei talenti e alla comunicazione trasparente dei risultati raggiunti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La rilevanza legislativa delle competenze acquisite</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il <strong>decreto interministeriale del 31 luglio 2025</strong> nobilita il volontariato di competenza con il relativo <a href="https://www.cantiereterzosettore.it/volontariato-riconosciute-le-competenze-acquisite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconoscimento ufficiale</a> come <strong>esperienza di apprendimento permanente</strong>. Ciò significa che le <strong>competenze</strong> maturate dai dipendenti possono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Formalmente riconosciute:</strong> gli Enti del Terzo Settore (ETS) accreditati possono rilasciare un <strong>Documento di Trasparenza</strong> che attesta le <em>skills</em> acquisite, a condizione che il progetto abbia una durata minima di 60 ore in dodici mesi e sia accompagnato da tutoraggio.</li>



<li><strong>Spendibili a livello lavorativo:</strong> tali attestazioni sono <strong>portabili</strong> e possono essere considerate nei processi di selezione del personale.</li>
</ul>



<p>Per l&#8217;ufficio HR, questo tipo di volontariato si evolve in un vero e proprio <strong>percorso di formazione</strong> validato sul campo.</p>
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		<title>La Giornata Internazionale del Volontariato al suo 40° anniversario</title>
		<link>https://volus.io/la-giornata-internazionale-del-volontariato-al-suo-40-anniversario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 15:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[SDG]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 5 dicembre si celebra la Giornata Internazionale del Volontariato, istituita dalle Nazioni Unite nel 1985 e giunta al suo 40° anniversario. Il tema del 2025 è stato <strong><em>“Every Contribution Matters”</em> </strong>(“Ogni contributo conta”), che sottolinea come ogni gesto di solidarietà, grande o piccolo, abbia un impatto positivo sulla comunità.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il significato del volontariato</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>In un’epoca segnata da crisi globali, dalle emergenze ambientali alle tensioni sociali, il volontariato si conferma una risorsa vitale per costruire comunità più forti e inclusive.</p>



<p>Il volontariato non è soltanto un’attività di supporto, ma rappresenta una vera e propria <strong>forma di cittadinanza attiva</strong>. Attraverso l’impegno dei volontari, si rafforzano i legami sociali all&#8217;insegna di una cultura che va oltre l’assistenza immediata.</p>



<p>In Italia, secondo gli ultimi dati ISTAT, quasi <strong>5 milioni di persone</strong> sono impegnate in attività di volontariato, contribuendo in settori che spaziano dal sociale alla cultura, dall’ambiente alla protezione civile. Questo impegno quotidiano, spesso affetto da ingiusta <a href="https://volus.io/associazioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invisibilità</a>, è ciò che permette a molte realtà di sopravvivere e prosperare, facendo valere anche il principio di <strong>sussidiarietà</strong> rispetto ai servizi pubblici. </p>



<p>Il volontariato, inoltre, ha un <strong>valore educativo</strong>: insegna ai giovani l’importanza della responsabilità collettiva e offre agli adulti la possibilità di restituire alla comunità parte delle proprie competenze e del proprio tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Esempi concreti in Italia</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>La celebrazione del 5 dicembre è accompagnata da numerose iniziative locali che testimoniano la vitalità del volontariato nel nostro Paese.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.ravennanotizie.it/societa/2025/12/03/giornata-del-volontariato-online-i-video-delle-associazioni-ravennati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ravenna</a></strong>: venti associazioni hanno realizzato brevi video per raccontare il loro impegno quotidiano, dando voce a storie di solidarietà che spesso rimangono nell’ombra.</li>



<li><strong><a href="https://caritas.bz.it/it/attualita/news/dettaglio/la-caritas-ringrazia-i-volontari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alto Adige</a></strong>: la Caritas ha ringraziato oltre 1.200 volontari attivi nei servizi sociali e parrocchiali, sottolineando come il loro lavoro sia essenziale per garantire vicinanza e sostegno alle persone più fragili.</li>



<li><strong><a href="https://www.csvbrindisilecce.it/2025/12/01/giornata-internazionale-del-volontariato-a-lecce-due-giorni-di-gioco-visioni-e-cittadinanza-attiva/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lecce</a></strong>: è nato <em>GenV – Generazione Volontariato</em>, un laboratorio civile che coinvolge i giovani e li avvicina a esperienze di cittadinanza attiva, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di cittadini consapevoli.</li>



<li><strong><a href="https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Attivati!-arriva-la-campagna-di-promozione-del-volontariato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trento</a></strong>: è stata lanciata la campagna <em>Attivati! 2026</em>, che mira a promuovere la partecipazione civica e a rafforzare il senso di comunità in vista dei grandi eventi internazionali.</li>



<li><strong><a href="https://www.buildnews.it/articolo/giornata-internazionale-del-volontariato-hilti-rafforza-il-suo-impegno-con-il-programma-engaged-beyond-business" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volontariato aziendale</a></strong>: Hilti Italia ha coinvolto 185 dipendenti in oltre 1.400 ore di attività, dimostrando come anche le imprese possano giocare un ruolo importante nel sostenere il tessuto sociale.</li>
</ul>



<p>Questi esempi mettono in mostra le abilità camaleontiche del volontariato e la capacità di adattarsi ai bisogni specifici dei territori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il messaggio della giornata internazionale del volontariato</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il volontariato è un linguaggio universale che non conosce confini. Ogni contributo, anche minimo, ha valore: dal tempo donato a un’associazione al sostegno a un vicino in difficoltà, fino alla partecipazione a campagne di sensibilizzazione.</p>



<p>Non si tratta solo di “fare del bene”, ma di <strong>forgiare comunità resilienti</strong>, capaci di affrontare sfide globali come i cambiamenti climatici, le migrazioni e le disuguaglianze sociali. E di costruire un <strong>ponte tra culture e generazioni</strong> che mette in contatto persone diverse, favorisce l’inclusione e rafforza la fiducia reciproca.</p>



<p>In un mondo che spesso esalta l’individualismo, il volontariato ricorda che la vera forza nasce dalla collaborazione e dalla predisposizione a rispondere ad esigenze comuni con saggezza e lungimiranza.</p>



<p>In questa direzione, si inserisce la proclamazione dell’<strong>Anno Internazionale dei Volontari per lo Sviluppo Sostenibile (IVY 2026)</strong>, elevando il volontariato a fattore essenziale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile&nbsp;(<strong>SDGs</strong>) dell’Agenda 2030, con un ruolo fondamentale nella definizione delle future politiche governative.</p>
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		<title>Employer branding 2.0</title>
		<link>https://volus.io/employer-branding-2-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 10:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jeff Bezos ha detto notoriamente: &#8220;Il tuo brand è quello che la gente dice di te quando non sei nella...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Jeff Bezos ha detto notoriamente: <em>&#8220;Il tuo brand è quello che la gente dice di te quando non sei nella stanza.&#8221;</em></p>



<p>L&#8217;<strong>Employer Branding</strong> è esattamente questo, non è ciò che è scritto nella pagina &#8220;Lavora con noi&#8221; del sito web. È la percezione emotiva e razionale che i dipendenti attuali e i potenziali candidati hanno dell’azienda.</p>



<p>È la risposta alla domanda: <strong>&#8220;Perché dovrei investire 8 ore della mia vita ogni giorno per lavorare proprio qui?&#8221;</strong></p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>I 3 pilastri dell&#8217;Employer Branding moderno</strong></strong></strong></h2>



<p><strong>Purpose (scopo):</strong> il 44% della Generazione Z e il 45% dei Millennial hanno lasciato un ruolo che ritenevano privo di significato, e circa <a href="https://www.deloitte.com/us/en/insights/topics/talent/2025-gen-z-millennial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il 40% di entrambi i gruppi</a> ha rifiutato un incarico o persino un potenziale datore di lavoro sulla base della propria etica o delle proprie convinzioni personali. Desiderano sentirsi parte di una <a href="https://www.ipsoa.it/magazine/trend-people-culture-2025-progetti-iniziative-attraction-retention" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soluzione</a>, non di un ingranaggio.</p>



<p><strong>Autenticità:</strong> la promozione di valori come la &#8220;sostenibilità&#8221; e la &#8220;cura delle persone&#8221; sui social media, non supportata da un clima interno di reale soddisfazione e gratificazione, farà crollare l’Employer Branding come un castello di carte.</p>



<p><strong>Azione:</strong> dire &#8220;siamo un&#8217;azienda etica&#8221; non basta. Bisogna dimostrarlo, ed è qui che molte strategie di branding falliscono.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il volontariato aziendale è un potente strumento di Employer Branding</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Ecco che entra in gioco il <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong>. Non è solo beneficenza, ma è un elemento di assoluto rilievo perché:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Rende tangibili i valori:</strong> quando un&#8217;azienda paga le ore ai propri dipendenti per pulire una spiaggia o servire in una mensa sociale, sta dicendo: <em>&#8220;I nostri valori contano più del fatturato di queste 4 ore&#8221;</em>.</li>



<li><strong>Crea ambasciatori naturali:</strong> un dipendente che vive un&#8217;esperienza di volontariato appagante con i colleghi racconterà quanto è orgoglioso della sua azienda.</li>



<li><strong>Contenuti autentici per i social:</strong> dimentica le foto stock di persone che sorridono in riunione o negli uffici. Le foto dei tuoi team che realizzano un’attività benefica sul campo, scoprendo un nuovo modo di interagire e di creare valore, trasmettono umanità, calore e verità.</li>
</ul>



<p>Investire in una strategia di Employer Branding basata sulla CSR porta <a href="https://it.wyser-search.com/knowledge-center/employer-branding/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risultati concreti</a>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>-50% costi di assunzione:</strong> le aziende con un brand forte attraggono talenti più facilmente, ottimizzando il processo di recruiting.</li>



<li><strong>-28% di turnover:</strong> i dipendenti che sentono di lavorare per un&#8217;azienda con uno scopo hanno molte meno probabilità di andarsene.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Come iniziare a costruire un brand magnetico</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Non serve essere una multinazionale per avere un brand granitico, ancorché sia rilevante a prescindere dal fattore dimensionale. È sufficiente seguire alcuni semplici passaggi:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Ascolta i tuoi dipendenti:</strong> cosa amano della tua azienda? Cosa vorrebbero cambiare? Il brand nasce dall&#8217;interno.</li>



<li><strong>Definisci la tua EVP (Employee Value Proposition):</strong> cosa offrire oltre allo stipendio? Crescita? Flessibilità? Impatto sociale?</li>



<li><strong>Racconta le storie, non i numeri:</strong> i canali social vanno usati per mostrare le persone, le emozioni e l&#8217;impatto del team, non solo i grafici di crescita.</li>
</ol>



<p>L&#8217;Employer Branding eleva il <strong>professionista</strong> e, al tempo stesso, l’<strong>essere umano</strong>.</p>



<p>Crea un <strong>vantaggio competitivo</strong> insieme a <a href="https://volus.io/">V</a><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ol</a><a href="https://volus.io/">us</a> per farti trovare dai <strong>talenti</strong>: un programma di <strong>volontariato aziendale</strong> potenzia considerevolmente la tua EVP.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Volontariato aziendale nel report di sostenibilità</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[socialwashing]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://volus.io/?p=1340</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il volontariato d&#8217;impresa ha un spazio dedicato in un documento tecnico come il report di sostenibilità? La risposta è sì,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/">Volontariato aziendale nel report di sostenibilità</a> proviene da <a href="https://volus.io">VOLUS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il volontariato d&#8217;impresa ha un spazio dedicato in un documento tecnico come il report di sostenibilità? La risposta è sì, ma per inserirlo correttamente bisogna sapere a quali standard internazionali fare riferimento: ecco una breve guida.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>I riferimenti normativi: GRI, ESRS e VSME a confronto</strong></strong></h2>



<p>Non esiste un capitolo &#8220;Volontariato&#8221;, ma esistono standard precisi che disciplinano il rapporto con le persone e il territorio. A seconda della finalità dell&#8217;attività, nel report di sostenibilità non semplificato vi sono due aree specifiche:</p>



<h3 class="wp-block-heading has-theme-palette-6-color has-text-color has-link-color wp-elements-aa820fa40bf61db11d4b84698e7e64ea">Impatto sul territorio &#8211; GRI 413 ed ESRS S3</h3>



<p>Nell&#8217;ambito della generazione di valore per la collettività, i riferimenti sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>GRI 413 (Local Communities):</strong> è lo standard globale che disciplina il coinvolgimento delle comunità locali. Richiede di rendicontare le operazioni che hanno incluso programmi di sviluppo e valutazioni d&#8217;impatto sulla zona circostante.</li>



<li><strong>ESRS S3 (Affected Communities):</strong> è il nuovo standard europeo, obbligatorio per chi è soggetto a CSRD, che si occupa delle &#8220;Comunità interessate&#8221;. A differenza del GRI, l&#8217;ESRS S3 pone un accento fortissimo sui rischi e sugli impatti positivi e negativi che l&#8217;azienda genera sulle popolazioni locali. Il volontariato qui è visto come un&#8217;azione di mitigazione o di impatto positivo diretto.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading has-theme-palette-6-color has-text-color has-link-color wp-elements-1a1671b1a9e69d7267655c7ef658d2af">Formazione interna &#8211; GRI 404 ed ESRS S1</h3>



<p>Se il volontariato è <em>skill-based</em> (es. un finance manager che fa un business plan per un&#8217;associazione), rientra nello sviluppo del capitale umano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>GRI 404 (Training and Education):</strong> disciplina la formazione dei dipendenti. Il volontariato di competenza può essere conteggiato come ore di formazione esperienziale.</li>



<li><strong>ESRS S1 (Own Workforce):</strong> è lo standard europeo sulla &#8220;Forza lavoro propria&#8221;. Includere qui il volontariato dimostra l&#8217;impegno per il benessere, il coinvolgimento (<em>engagement</em>) e la crescita personale dei dipendenti.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading has-theme-palette-6-color has-text-color has-link-color wp-elements-2e08d1c89324bad3db0d7422f91b4f40">Azione sociale PMI &#8211; VSME</h3>



<p>Se la tua azienda utilizza lo standard semplificato VSME, non troverai una casella predisposta per il volontariato nel &#8220;Modulo Base&#8221;. </p>



<p>Tuttavia, sia nell&#8217;ottica di promuovere il benessere dei dipendenti, che di supportare la comunità locale, è possibile inserire tale attività come &#8220;azione sociale&#8221; nel <strong><a href="https://www.teamsystem.com/magazine/fintech/principi-voluntary-pmi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Modulo Narrativo (N-PAT)</a></strong>, che collega la sostenibilità agli obiettivi di crescita aziendali, favorendo la pianificazione di iniziative volte a migliorare le <strong>performance ESG</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>I KPI giusti per evitare il &#8220;socialwashing&#8221;</strong></strong></strong></h2>



<p>Inserire una foto di gruppo con le pettorine colorate non basta. Gli standard GRI ed ESRS richiedono dati, non solo narrazione. Per dare credibilità al report, trasforma le azioni in <strong>KPI </strong>(<em>Key Performance Indicators</em>):</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Ore donate:</strong> il totale delle ore lavorative che l&#8217;azienda ha investito nel sociale.</li>



<li><strong>Partecipazione:</strong> la percentuale di dipendenti che ha aderito, che rappresenta un ottimo indicatore di clima aziendale per l&#8217;ESRS S1.</li>



<li><strong>Valore economico figurativo:</strong> moltiplica le <em>ore donate</em> per la <em>retribuzione oraria media</em>. Questo mostra l&#8217;investimento economico reale dell&#8217;azienda, rendendo il dato finanziariamente rilevante.</li>



<li><strong>Link agli SDGs:</strong> collega ogni attività a un Obiettivo dell&#8217;Agenda 2030 (es. SDG 11 Città e Comunità Sostenibili) per mostrare l&#8217;allineamento agli obiettivi globali.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il doppio valore: reputazione e strategia</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Inserire il volontariato nel report trasforma un&#8217;attività benefica in un asset strategico, migliorando la <strong>reputazione del brand</strong> sul territorio e l&#8217;<strong>attrattività verso i talenti</strong>: oggi le persone vogliono lavorare per aziende che hanno uno scopo <strong><em>(purpose)</em></strong> oltre al profitto.</p>



<p>Raccontare bene il volontariato significa <strong>trasmettere</strong> <strong>l&#8217;impegno e il valore condiviso</strong>, sia internamente ai <strong>dipendenti </strong>che esternamente al <strong>mercato</strong>: scopri il nostro software <a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>VOLUS</strong></a> che aiuta a creare, gestire e rendicontare le attività di volontariato.</p>
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		<title>Dimissioni e stipendi: cause, conseguenze e soluzioni</title>
		<link>https://volus.io/dimissioni-e-stipendi-cause-conseguenze-e-soluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 18:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[WELFARE & BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://volus.io/?p=898</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stipendi bassi e stagnazione salariale causano le dimissioni in Italia. Analizziamo cause, conseguenze e soluzioni HR: welfare, flessibilità e volontariato...</p>
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<p>Stipendi bassi e stagnazione salariale causano le dimissioni in Italia. Analizziamo cause, conseguenze e soluzioni HR: welfare, flessibilità e volontariato aziendale.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dimissioni volontarie e recessione salariale</strong></h2>



<p>Il mercato del lavoro italiano si trova ad affrontare un&#8217;ondata di <strong>dimissioni volontarie</strong> che ha raggiunto livelli record negli ultimi anni. Questo fenomeno globale, chiamato <em>Great Resignation</em>, assume in Italia contorni particolari a causa di una profonda e storica <strong>stagnazione salariale</strong>. La <strong>RAL</strong> è rimasta ferma per decenni, in netto contrasto con l&#8217;incremento osservato nella maggior parte dei Paesi OCSE e dell&#8217;Eurozona.</p>



<p>Questa paralisi salariale non è casuale: è l&#8217;esito di un sistema produttivo dominato da <strong>piccole imprese</strong> che spesso operano con margini di profitto ridotti e competono prevalentemente sul contenimento dei costi.</p>



<p>A ciò si aggiunge l&#8217;elevato <strong>cuneo fiscale</strong>, che rende oneroso per le aziende tradurre un aumento di costo del lavoro in un aumento significativo in busta paga. </p>



<p>I lavoratori, pertanto, si dimettono principalmente perché la <strong>retribuzione</strong> non risulta più adeguata al livello di istruzione, alle responsabilità ed al crescente <strong>costo della vita</strong> dovuto all&#8217;inflazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Conseguenze di stipendi bassi: turnover, quiet quitting e fuga di talenti</strong></strong></h2>



<p>Il primo effetto è un elevato <strong>tasso di turnover</strong>: le <strong>dimissioni</strong> frequenti generano <strong>costi ingenti</strong> per la continua selezione, l&#8217;assunzione e la formazione del nuovo personale. In aggiunta, si verifica una costante <strong>perdita di <em>know-how</em></strong> e di esperienza specifica, che rallenta la produttività e l&#8217;innovazione interna.</p>



<p>Un <a href="https://www.quotidiano.net/cronaca/inchieste/grandi-dimissioni-italia-numeri-jme0zgw5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fenomeno</a> correlato e altrettanto dannoso è la crescita del <strong>&#8220;Quiet Quitting&#8221;</strong> (dimissioni silenziose), dove i dipendenti, non potendo o non volendo lasciare l&#8217;impiego, decidono di limitarsi a svolgere le mansioni strettamente necessarie.</p>



<p>La conseguenza più grave è la <strong>fuga di talenti</strong> qualificati verso Paesi europei dove le prospettive retributive, i percorsi di crescita professionale e la ragion d&#8217;essere a livello organizzativo sono molto più chiari e vantaggiosi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>Evitare le dimissioni con aumento stipendi, welfare e senso di scopo</strong></strong></strong></h2>



<p>Per contrastare efficacemente la crisi del valore e riattivare l&#8217;attrattività del mercato del lavoro, le aziende devono adottare urgentemente un approccio proattivo e olistico alla <strong>retention</strong>.</p>



<p>La prima strategia è l&#8217;<strong>innalzamento degli stipendi base</strong> per allinearli ai <em>benchmark</em> di mercato, un&#8217;azione che deve essere sostenuta dalla riduzione del cuneo fiscale.</p>



<p>A livello strutturale, è fondamentale <strong>investire nella Produttività Totale dei Fattori (PTF)</strong>, attraverso innovazione e digitalizzazione, per incidere sulla produttività e aumentare la profittabilità. </p>



<p>Inoltre, occorre <strong>rafforzare la contrattazione di secondo livello</strong>, legando gli aumenti salariali ai risultati specifici dell&#8217;azienda e alla performance.</p>



<p>Cruciale è l&#8217;utilizzo di strumenti di <strong>welfare aziendale</strong> (sanità integrativa, rimborsi per istruzione, buoni spesa), che offrono un beneficio economico diretto al dipendente.</p>



<p>Parallelamente, è indispensabile investire sulla <strong>qualità della vita lavorativa</strong>, offrendo maggiore flessibilità oraria e <strong>smart working</strong>. </p>



<p>Infine, le aziende dovrebbero integrare iniziative di <strong>well-being e cultura aziendale</strong>, come la promozione del <strong><a href="https://volus.io/il-volontariato-aziendale-come-investimento-per-la-crescita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato aziendale</a></strong>. Questa attività non solo rafforza l&#8217;immagine etica del brand, ma cementa anche il senso di <strong>appartenenza </strong>e la coesione del <strong>team</strong>, ricostruendo quel patto di fiducia e riconoscimento che rappresenta un antidoto duraturo alla frammentazione dell’anima e dell’orgoglio lavorativo.</p>
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