Il volontariato secondo i dati Istat
Ecco tre trend fondamentali che aziende ed enti devono conoscere per ingaggiare i cittadini del presente e del futuro con il volontariato.
Il sorpasso rosa nel volontariato e la spinta delle nuove generazioni
Se storicamente alcune forme di associazionismo (come quelle sindacali o partitiche) hanno sempre avuto una prevalenza maschile, il volontariato racconta una storia completamente diversa.
I dati mostrano un crescente protagonismo femminile, che nel tempo ha colmato del tutto il divario storico con gli uomini. Questa spinta è guidata soprattutto dalle più giovani: a trainare l’impegno sociale sono oggi in particolare le ragazze tra i 14 e i 24 anni.
Inoltre, nell’ultimo decennio, anche i tassi di partecipazione delle donne tra i 25-34 anni e tra i 35-44 hanno superato quelli maschili.
Per le aziende che fanno Employer Branding, il messaggio è chiaro: per attrarre e trattenere i giovani talenti, in particolare femminili, l’impegno sociale concreto è un requisito fondamentale e il volontariato diventa uno strumento importante per sostenere la parità di genere.
Un collante sociale universale e resiliente
Negli ultimi tre decenni l’appeal dei partiti politici tra i laureati è crollato drasticamente passando dall’11,7% del 1993 ad appena il 3,3% del 2023.
Al contrario, il volontariato si è dimostrato l’ambito più resiliente del Terzo Settore. Pur avendo subito a sua volta un fisiologico calo negli ultimi anni, resta la forma di partecipazione capace di mantenere numeri più stabili e, soprattutto, di coinvolgere trasversalmente tutte le fasce sociali.
Geografia e digitale nel volontariato
La mappa della solidarietà in Italia continua a riflettere i divari storici del Paese. I dati Istat confermano che la partecipazione sociale è sempre stata più diffusa nel Nord. In particolare, il volontariato è un tratto che da sempre caratterizza fortemente le regioni del Nord-est, dove il tessuto connettivo risulta più coeso e proattivo.
Tuttavia, le tecnologie dell’informazione hanno ampliato le possibilità di partecipazione, permettendo ai cittadini di abbattere le barriere geografiche e temporali, senza il vincolo di dover aderire a rigide strutture organizzate o di presenziare obbligatoriamente a eventi fisici. Non a caso, il rapporto evidenzia che la quota di chi partecipa alla vita sociale in forma “esclusivamente online” è raddoppiata, passando dal 6,1% del 2011 al 14,6% del 2023.
I dati Istat restituiscono la fotografia di un Paese in cui la voglia di impegnarsi c’è, ma richiede nuove modalità di accesso. Le vecchie dinamiche burocratiche stanno lasciando spazio a un volontariato più fluido e digitalizzato.
