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	<title>brand reputation Archivi | VOLUS</title>
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	<title>brand reputation Archivi | VOLUS</title>
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		<title>Volontariato d&#8217;impresa in crescita con 75 mila aziende attive</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-dimpresa-in-crescita-con-75-mila-aziende-attive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
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		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR) è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong> è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando l&#8217;approccio filantropico tradizionale per abbracciare un metodo diretto, pratico e ad alto impatto sociale come il <strong>volontariato d’impresa</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Un impegno concreto per il territorio con il volontariato d’impresa nel 2026</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>L&#8217;ultimo <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/04/13/in-campo-nel-volontariato-75mila-imprese-cresce-il-prestito-di-dipendenti-a-onlus_e04c36fa-c2d9-4aef-b4a3-d3e80eddab1a.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevamento</a> evidenzia un traguardo storico per il nostro Paese: oggi sono ben <strong>75.000 le imprese italiane</strong> che hanno deciso di scendere in campo nel mondo del volontariato.</p>



<p>Non si tratta più solo di grandi multinazionali, ma di una rete capillare che coinvolge sempre più <strong>piccole e medie imprese (PMI)</strong>, le quali riconoscono l&#8217;importanza di generare un <strong>impatto positivo </strong>sul territorio.</p>



<p>Questo attivismo si traduce in progetti tangibili di tutela ambientale, inclusione sociale e supporto alle fasce più vulnerabili, trasformando di fatto i luoghi di lavoro in veri e propri hub di cittadinanza attiva permeati di <strong>senso solidale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il confronto con gli anni passati passando dalla donazione all&#8217;azione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Se si effettua un rigoroso <strong>confronto con gli anni precedenti</strong>, l&#8217;evoluzione del fenomeno risulta evidente. Fino al periodo pre-pandemico, l&#8217;aiuto aziendale alle realtà non profit si limitava quasi esclusivamente alle <strong>donazioni finanziarie</strong> o a sponsorizzazioni occasionali.</p>



<p>Già a partire dal biennio 2022-2023 si è però registrato un cambio di rotta definitivo, con tassi di crescita annui del <strong>volontariato aziendale</strong> a doppia cifra. </p>



<p>Oggi l&#8217;impresa mette a disposizione<strong> tempo, energie e risorse umane</strong>, integrando queste buone pratiche direttamente nei propri <strong>bilanci di sostenibilità</strong> e nelle politiche di <strong>welfare aziendale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il prestito dei dipendenti e delle competenze al servizio degli ETS</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il dato in assoluto più innovativo di quest&#8217;anno è la diffusione del cosiddetto <strong>prestito di dipendenti agli ETS</strong>, una dinamica monitorata con attenzione anche dagli osservatore di settore come <a href="https://terzjus.it/argomenti/volontariato-di-competenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzjus</a>.</p>



<p>Si tratta di un trasferimento di <strong>competenze specialistiche</strong> (dal supporto legale e manageriale, al marketing e all&#8217;IT) che permette alle associazioni di professionalizzarsi. Al contempo, per le aziende è un potente strumento per aumentare l&#8217;<strong>engagement dei dipendenti</strong>, attrarre nuovi talenti sensibili alle tematiche etiche e sviluppare le skills.</p>



<p>In questo scenario di forte partecipazione, dove l&#8217;organizzazione, il coinvolgimento e la tracciabilità delle iniziative diventano un&#8217;esigenza primaria, nasce la piattaforma <a href="https://volus.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> per <strong>agevolare e misurare</strong> l&#8217;ecosistema del volontariato aziendale.</p>



<p>L’<strong>app</strong> consente di gestire con efficienza le adesioni agli eventi solidali, automatizzare le procedure e, soprattutto, fornire dati trasparenti e metriche precise sull&#8217;<strong>impatto sociale generato</strong>, valorizzando al massimo l&#8217;impegno collettivo di aziende, dipendenti e associazioni.</p>
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		<title>Programma di volontariato aziendale: come strutturarlo?</title>
		<link>https://volus.io/programma-di-volontariato-aziendale-come-strutturarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volontariato aziendale rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>volontariato aziendale</strong> rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano <strong>ESG</strong>. Ma come si passa dalle buone intenzioni a un programma strutturato, continuativo e capace di generare vero valore?</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mappare interessi e obiettivi per creare un programma di volontariato aziendale</strong></h2>



<p>Il primo passo per un&#8217;iniziativa di successo è l&#8217;<strong>ascolto attivo</strong> delle proprie persone. Un programma calato dall&#8217;alto, per quanto nobile, rischia di generare scarsa partecipazione. È fondamentale utilizzare sondaggi e momenti di confronto interni per comprendere quali cause sociali o ambientali stanno più a cuore ai dipendenti. </p>



<p>Oltre alle preferenze individuali, la strategia deve rispecchiare fedelmente la <strong><a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cultura aziendale</a></strong> e il <em>core business</em>. Se un&#8217;impresa opera nel settore tecnologico, iniziative volte a ridurre il <em>digital divide</em> nelle scuole potrebbero essere la scelta più coerente. Questa fase di valutazione iniziale permette di definire <strong>obiettivi chiari e misurabili</strong>, ponendo le basi per un programma autentico e a valore aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Progettazione e partnership con il Terzo Settore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Una volta definita la rotta, è il momento di individuare i giusti compagni di viaggio. Collaborare con gli <strong>Enti del Terzo Settore (ETS)</strong> richiede cura: non si tratta solo di donare tempo o risorse, ma di costruire relazioni di mutuo beneficio. Le organizzazioni non profit conoscono i bisogni urgenti del territorio e possono indirizzare l&#8217;azienda verso attività ad alto impatto. Diventa utile esplorare diverse formule: dal <strong>volontariato fisico</strong> <strong>sul campo</strong> (come la riqualificazione di spazi verdi o la preparazione di pasti) al <strong><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato di competenza</a></strong> (<em>skills-based volunteering</em>), dove i dipendenti mettono a disposizione le proprie competenze professionali (legal, IT, comunicazione).</p>



<p>Parallelamente, è essenziale formalizzare tutto attraverso una chiara <strong>policy aziendale</strong>. Quante ore retribuite annue vengono concesse a ciascun dipendente per fare volontariato? Come si organizza una giornata di team building e come si gestiscono le modalità e le tempistiche di richiesta permessi? Implementare un sistema di <em>Volunteer Time Off (VTO)</em> con regole trasparenti legittima l&#8217;attività e abbassa drasticamente le barriere organizzative alla partecipazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore dei dati per misurare l’impatto e raccontare la storia</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Un programma di volontariato aziendale strutturato non si conclude con la foto di rito alla fine dell&#8217;evento solidale, ma prosegue con l&#8217;analisi dei risultati. La <strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> è lo scoglio su cui molte imprese si arenano, ma è anche il passaggio più cruciale per dimostrare il valore dell&#8217;iniziativa. Raccogliere dati <strong>quantitativi</strong>, come ore donate, tassi di adesione, output generati, e <strong>qualitativi</strong>, come feedback e sondaggi di gradimento, è vitale per ottimizzare gli eventi futuri e giustificare gli investimenti.</p>



<p>Questi dati, inoltre, diventano il cuore pulsante della <strong>rendicontazione di sostenibilità</strong>. Come richiesto dalle direttive europee e dagli standard globali come il <a href="https://www.globalreporting.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global Reporting Initiative (GRI)</a>, documentare il coinvolgimento sociale dell&#8217;impresa rafforza la trasparenza verso gli stakeholder e consente di ottenere <a href="https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/" type="post" id="1658" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificazioni</a> tra cui la <strong>B-Corp</strong> ed altre emergenti.</p>



<p>Infine, trasformare i numeri in storie reali è un formidabile strumento di <strong>employer branding</strong>: comunicare internamente ed esternamente l&#8217;impatto raggiunto alimenta l&#8217;<strong>orgoglio del team</strong> e il <strong>senso di appartenenza</strong>, posizionando il brand come un attore realmente responsabile e impegnato, in pieno stile Volus.</p>
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		<item>
		<title>Fiducia e rendicontazione ESG: due facce della stessa medaglia</title>
		<link>https://volus.io/fiducia-e-rendicontazione-esg-due-facce-della-stessa-medaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione ecologica e sociale richiede un cambio di paradigma dove la misurazione, la trasparenza e l&#8217;oggettività diventano l&#8217;unica moneta...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>transizione ecologica e sociale </strong>richiede un cambio di paradigma dove la misurazione, la trasparenza e l&#8217;oggettività diventano l&#8217;unica moneta di scambio valida per certificare il proprio impegno ESG.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il peso del rischio climatico nell&#8217;accesso al credito</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>L&#8217;integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nei processi decisionali delle <strong>banche </strong>sta ridefinendo le regole dell&#8217;accesso ai finanziamenti. Le autorità di vigilanza europee impongono agli istituti di credito di valutare con estrema attenzione il <strong>rischio climatico</strong> e ambientale associato ai propri portafogli prestiti, spostando l&#8217;onere della prova sulle imprese richiedenti.</p>



<p>Le <a href="https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/rischio-climatico-nei-prestiti-perche-ora-servono-dati-esg-verificabili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi sulle dinamiche dell&#8217;innovazione e del credito</a> sottolineano la necessità di dimostrare la resilienza del proprio <strong>modello di business </strong>di fronte agli shock climatici e alle transizioni normative. Il merito creditizio si integra con la componente del &#8220;merito sostenibile&#8221; proiettato verso il futuro. </p>



<p>Se un&#8217;<strong>azienda </strong>non è in grado di tracciare le proprie performance ecologiche e sociali in modo chiaro, rischia non solo di vedersi negare i <strong>fondi</strong>, ma anche di subire <strong>tassi di interesse </strong>fortemente penalizzanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>L&#8217;urgenza di dati ESG verificabili</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>La risposta strutturale a questa crescente pressione da parte del settore creditizio risiede nella raccolta e nella condivisione di <strong>dati ESG verificabili</strong>. Il mercato ha imparato a proprie spese quanto possa essere dannoso, sia per l&#8217;ambiente che per la reputazione, il fenomeno del <strong>greenwashing</strong>.</p>



<p>Per contrastare queste pratiche e tutelare la <strong>trasparenza finanziaria</strong>, la <a href="https://finance.ec.europa.eu/capital-markets-union-and-financial-markets/company-reporting-and-auditing/company-reporting/corporate-sustainability-reporting_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)</a> ha innalzato l&#8217;asticella della compliance. La <strong>rendicontazione di sostenibilità </strong>è stata di fatto equiparata a quella contabile: le informazioni divulgate devono superare audit di terze parti. </p>



<p>Affinché i dati possano fregiarsi dell&#8217;attributo di &#8220;verificabilità&#8221;, devono rispondere a precisi criteri di accuratezza, tempestività e coerenza. La maggior parte delle imprese non deve redigere la <strong>reportistica rigorosa</strong> imposta dalla CSRD, ma è comunque coinvolta &#8220;a cascata&#8221; nel processo di reperimento e analisi dei dati necessari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Dalla teoria alla pratica: misurare l&#8217;impatto a 360 gradi</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Oltre alla sfera ambientale, rendicontare in maniera esatta l&#8217;<strong>impatto sociale</strong> generato dalle <a href="https://volus.io/la-reputazione-esg-come-driver-strategico-di-valore-e-di-prestigio/" type="post" id="1580" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politiche aziendali</a> nei confronti dei dipendenti e del territorio è un tassello imprescindibile. Il <strong>benessere </strong>organizzativo, l&#8217;inclusione, la fidelizzazione dei talenti e il supporto attivo alle comunità locali si traducono in indicatori di performance essenziali.</p>



<p>È proprio in questo snodo cruciale che la tecnologia si rivela un alleato indispensabile. L&#8217;adozione di<strong> strumenti digitali </strong>capaci di tracciare, certificare e standardizzare le iniziative di <a href="https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/" type="post" id="1545" target="_blank" rel="noreferrer noopener">welfare</a> e di responsabilità sociale permette di alimentare il <strong>report di sostenibilità</strong> con dati reali e inoppugnabili. </p>



<p>Riuscire a mappare con esattezza queste dinamiche umane e relazionali rappresenta la grande sfida dei prossimi anni. Che si tratti di dimostrare la conformità ai criteri ambientali o di rendicontare i risultati misurabili del <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong>, ogni azione virtuosa deve lasciare un&#8217;impronta tracciabile.</p>
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		<item>
		<title>Società Benefit e B-Corp come nuovo paradigma</title>
		<link>https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;emergere delle Società Benefit e della certificazione B-Corp segnala che il mercato sta iniziando a prezzare non solo il quanto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;emergere delle Società Benefit e della certificazione B-Corp segnala che il mercato sta iniziando a prezzare non solo il <strong>quanto</strong> un&#8217;azienda guadagna, ma <strong>come</strong> lo guadagna. Si tratta di una trasformazione strutturale del <strong>DNA aziendale</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Lo stato dell&#8217;arte e la differenza sostanziale tra Società Benefit e B-Corp</strong></strong></h2>



<p>&#8220;Società Benefit&#8221; e &#8220;B-Corp&#8221; indicano due concetti correlati ma distinti, che rappresentano l&#8217;attuale stato dell&#8217;arte della <strong>responsabilità d&#8217;impresa</strong>. L&#8217;Italia è stata il primo Paese in Europa, e il secondo al mondo dopo gli USA, ad introdurre la forma giuridica di <strong>Società Benefit</strong>.</p>



<p>La Società Benefit è uno status legale. Un&#8217;azienda modifica il proprio statuto per impegnarsi formalmente a perseguire, oltre al profitto, una o più <strong>finalità di beneficio comune</strong>. Questo impegno diventa vincolante e protegge la missione aziendale nel lungo termine, anche in caso di cambi di management o di proprietà. Non è un &#8220;bollino&#8221;, ma una modifica genetica dell&#8217;impresa che la obbliga alla <strong>trasparenza</strong> e alla <strong>rendicontazione annuale</strong>. </p>



<p>La <strong>B-Corp (Certified B Corporation)</strong>, invece, è una certificazione rilasciata dall&#8217;ente non-profit <a href="https://italy.bcorporation.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B Lab</a>. Essa attesta che l&#8217;azienda rispetta <strong>elevati standard volontari</strong> di performance sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cosa serve per la trasformazione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Diventare una Società Benefit o ottenere la certificazione B-Corp non è un esercizio di stile, ma un percorso rigoroso che richiede analisi dei dati e revisione dei processi.</p>



<p>Per assumere la veste giuridica di <strong>Società Benefit</strong>, l&#8217;azienda deve agire su due fronti: statutario e organizzativo. Nello statuto va inserito l&#8217;<strong>oggetto sociale</strong> specifico di beneficio comune e va nominato un <strong>responsabile dell&#8217;impatto </strong>che monitori i progressi, da riportare in una relazione annuale allegata al bilancio.</p>



<p>Per la certificazione <strong>B-Corp</strong>, l&#8217;asticella si alza ulteriormente. Il cuore del processo è il <a href="https://bimpactassessment.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B Impact Assessment (BIA)</a>, uno strumento di valutazione che analizza l&#8217;azienda a 360 gradi su cinque aree: Governance, Lavoratori, Comunità, Ambiente e Clienti. Per ottenere la certificazione è necessario superare la soglia degli <strong>80 punti su 200</strong>, un traguardo che la media delle aziende tradizionali (che si attesta solitamente intorno ai 50 punti) non raggiunge al primo tentativo. </p>



<p>Il processo richiede di &#8220;aprire i libri&#8221; a B Lab, fornendo prove documentali delle pratiche virtuose. Bisogna dimostrare, dati alla mano, la differenza salariale tra il manager più pagato e l&#8217;ultimo assunto, le politiche di diversità, le azioni sostenibili poste in essere e i tassi di ritenzione. È un <strong>audit della sostenibilità</strong> che trasforma le buone intenzioni in KPI monitorabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il dividendo dell&#8217;impatto che conferisce vantaggi competitivi</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Perché un&#8217;azienda dovrebbe imbarcarsi in questo percorso complesso? Il primo vantaggio tangibile è l&#8217;<strong>attrazione dei talenti</strong>. Studi recenti confermano che le nuove generazioni di professionisti non cercano solo uno stipendio, ma uno scopo.</p>



<p>Le aziende con una forte vocazione sociale registrano tassi di <a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>turnover</strong></a> inferiori e un engagement più alto, riducendo drasticamente i costi HR.</p>



<p>Sul fronte del mercato, l&#8217;impatto sociale si traduce in <strong>resilienza</strong> e <strong>preferenza del consumatore</strong>. Le B-Corp hanno dimostrato una maggiore capacità di resistenza durante le crisi economiche rispetto alle aziende tradizionali, grazie a filiere più corte, etiche e controllate. Inoltre, l&#8217;<strong>accesso ai capitali</strong> sta cambiando: i fondi di investimento e le banche guardano con sempre maggiore interesse ai <strong>criteri ESG</strong> (Environmental, Social, Governance) per valutare il rischio di credito. </p>



<p>Infine, c&#8217;è il <strong>vantaggio dell&#8217;ecosistema</strong>. Entrare in questo network significa accedere a partnership commerciali con altre aziende che parlano la stessa lingua, quella della sostenibilità concreta. L&#8217;<strong>impatto sociale </strong>non è più una voce di costo, ma un moltiplicatore di valore che distingue chi ha una visione di lungo periodo da chi cerca solo il profitto trimestrale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) tra SA8000 e ISO 26000</title>
		<link>https://volus.io/la-responsabilita-sociale-dimpresa-csr-tra-sa8000-e-iso-26000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[WELFARE & BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[socialwashing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uno scenario dove le aziende sono sempre più coinvolte nei report di sostenibilità e nell’analisi della catena del valore,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/la-responsabilita-sociale-dimpresa-csr-tra-sa8000-e-iso-26000/">La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) tra SA8000 e ISO 26000</a> proviene da <a href="https://volus.io">VOLUS</a>.</p>
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<p>In uno scenario dove le aziende sono sempre più coinvolte nei report di sostenibilità e nell’analisi della catena del valore, la <strong>SA8000</strong> e la <strong>ISO 26000 </strong>sono, tra gli altri, dei punti di riferimento per la Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) volta a tradurre l&#8217;etica in azioni concrete.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>SA8000: lo standard etico per la CSR</strong></h2>



<p>La <a href="https://sa-intl.org/programs/sa8000/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SA8000 (Social Accountability 8000)</strong></a> è lo standard internazionale di riferimento per chi vuole dimostrare, carte alla mano, il proprio impegno verso i diritti dei lavoratori.</p>



<p>Creata dal <strong>Social Accountability International (SAI)</strong>, è una norma tecnica certificabile: ciò significa che un ente esterno verifica periodicamente che l’azienda rispetti requisiti rigorosi, che vanno dal divieto di lavoro infantile alla garanzia di un salario dignitoso e di un ambiente sicuro.</p>



<p>Di recente è stata rilasciata la versione aggiornata <strong>SA8000:2026</strong>, che rafforza ulteriormente i criteri di <em>due diligence</em> sui diritti umani.</p>



<p>Il grande vantaggio della SA8000 risiede nella natura operativa. Non si limita a dichiarazioni d&#8217;intenti, ma impone un vero e proprio sistema di gestione. Per un’azienda, ottenere questa <strong>certificazione</strong> attraverso enti accreditati significa ridurre i rischi legali e reputazionali, e creare un ambiente di lavoro più equo e trasparente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>ISO 26000: la bussola per una visione olistica</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>A differenza della prima, la <a href="https://www.iso.org/iso-26000-social-responsibility.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ISO 26000</strong></a> non è una certificazione ma una linea guida volontaria pubblicata dall&#8217;<strong>International Organization for Standardization (ISO)</strong>.</p>



<p>Adottare la ISO 26000 significa abbracciare un approccio multidimensionale. L’azienda non guarda solo all&#8217;interno delle proprie mura, ma analizza l&#8217;intero ecosistema in cui opera attraverso i suoi <strong>7 Temi Fondamentali</strong>.</p>



<p>Come indicato dal <a href="https://iso26k.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">network ufficiale</a> ISO 26000 SGN, questo è lo strumento ideale per le organizzazioni che vogliono costruire un <strong>bilancio di sostenibilità</strong> solido o che desiderano integrare la <strong>responsabilità sociale</strong> <strong>d&#8217;impresa (CSR) </strong>nel proprio DNA decisionale, andando oltre il semplice rispetto delle norme giuslavoristiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Sinergia o strategia: quale percorso intraprendere per la Responsabilità Sociale d&#8217;Impresa?</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Quale delle due adottare? Non si tratta di strumenti alternativi, ma complementari.</p>



<p>Mentre la <strong>SA8000</strong> è perfetta per dare garanzie immediate e verificabili alla <em>supply chain</em> e ai partner commerciali, la <strong>ISO 26000</strong> è fondamentale per strutturare una cultura della sostenibilità a lungo termine che coinvolga tutti gli stakeholder.</p>



<p>In Italia, enti come il <a href="https://www.ciseonweb.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>CISE (Centro per l&#8217;Innovazione e lo Sviluppo Economico)</strong></a> offrono supporto specifico per chi vuole intraprendere questo percorso etico, in qualità di ente accreditato dal <a href="http://www.saasaccreditation.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SAAS – Social Accountability Accreditation Services</a> (nel mondo sono solo qualche decina!).</p>



<p>In molti casi, il <strong>modello vincente</strong> consiste nell&#8217;utilizzare la ISO 26000 come quadro di riferimento per definire i valori e la direzione aziendale, implementando poi la SA8000 come strumento tecnico per valorizzare la gestione delle risorse umane.</p>



<p>Questa combinazione permette di creare un <strong>vantaggio competitivo</strong> che posiziona l&#8217;azienda come leader consapevole e responsabile per vocazione nel proprio settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/la-responsabilita-sociale-dimpresa-csr-tra-sa8000-e-iso-26000/">La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) tra SA8000 e ISO 26000</a> proviene da <a href="https://volus.io">VOLUS</a>.</p>
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		<title>La reputazione ESG come driver strategico di valore e di prestigio</title>
		<link>https://volus.io/la-reputazione-esg-come-driver-strategico-di-valore-e-di-prestigio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se fino a pochi anni fa l&#8217;acronimo ESG (Environmental, Social, Governance) rappresentava per molte realtà una parentesi dedicata alla compliance...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se fino a pochi anni fa l&#8217;acronimo ESG (Environmental, Social, Governance) rappresentava per molte realtà una parentesi dedicata alla compliance o alla filantropia, oggi si configura come una leva imprescindibile per la continuità del business e per la reputazione aziendale.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il peso della sostenibilità sulla reputazione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Secondo il <a href="https://www.reptrak.com/globalreptrak" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global RepTrak 100 Report 2024</a>, uno degli studi più autorevoli sulla reputazione aziendale, i fattori legati alla sostenibilità pesano per oltre il <strong>50%</strong> sulla formazione della reputazione complessiva di un&#8217;organizzazione.</p>



<p>Ciò significa che la qualità di prodotti e servizi, da sola, non è più sufficiente a garantire la fiducia degli stakeholder. Il report evidenzia un <strong>aumento dei punteggi ESG a livello globale</strong> (+1.7 punti rispetto al 2023). </p>



<p>Le aziende stanno investendo maggiormente, ma anche che le <strong>aspettative </strong>del pubblico sono cresciute di pari passo. Occorre dimostrare coerenza verso gli stakeholders, inclini a premiare le aziende che integrano la sostenibilità nel <em>core business</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>L&#8217;aspettativa di responsabilità attiva in chiave reputazione ESG</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>A rafforzare questo scenario interviene il <a href="https://www.osservatoriobilancisostenibilita.it/global-esg-monitor-2024-sec-newgate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SEC Newgate ESG Monitor 2024</a>, che ha sondato l&#8217;opinione pubblica in 13 paesi. Il dato che emerge è netto: il <strong>77%</strong> degli intervistati ritiene importante che le aziende agiscano <strong>responsabilmente </strong>e giochino un ruolo più attivo nella società.</p>



<p>In tale contesto, assume rilevanza la fiducia nella <strong>comunicazione aziendale</strong>, dato che cittadini e consumatori faticano ancora a distinguere l&#8217;impegno reale dalle operazioni di facciata.</p>



<p>La <strong>trasparenza</strong> diventa l&#8217;unico antidoto allo scetticismo. Comunicare i propri limiti e i percorsi di miglioramento paga più che presentare scenari irrealisticamente perfetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La &#8220;S&#8221; di Sociale come fattore decisivo per la Talent Attraction</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>In sostanza, la reputazione ESG non si costruisce con gli slogan, ma con la misurabilità dell&#8217;impatto. Che si tratti di ridurre l&#8217;impronta carbonica o di generare valore per la comunità locale, le aziende sono chiamate a un passaggio culturale: dall&#8217;<a href="https://volus.io/employer-branding-2-0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Employer Branding</a> all&#8217;<strong>Employer Acting</strong>.</p>



<p>La <a href="https://www.deloitte.com/global/en/about/press-room/deloitte-2025-gen-z-and-millennial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte 2025 Gen Z and Millennial Survey</a> offre uno spaccato chiarissimo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>circa il <strong>90% dei giovani</strong> intervistati considera il senso di purpose essenziale per la propria soddisfazione lavorativa;</li>



<li>oltre l&#8217;<strong>80% dei giovani</strong> lavoratori crede che le soft skill — come l&#8217;empatia e la leadership umana — siano oggi più determinanti delle competenze tecniche per crescere in azienda.</li>
</ul>



<p>Un&#8217;organizzazione con una solida<strong> reputazione ESG</strong> è percepita come l&#8217;ambiente ideale dove queste qualità umane possono fiorire, rendendo il brand non solo <em>good</em>, ma tecnicamente a prova di futuro.</p>



<p>Strutturare <strong>piani di <a href="https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">welfare </a>e di <a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">formazione</a></strong>, tra cui iniziative di coinvolgimento sociale come il volontariato d&#8217;impresa, eleva l&#8217;azienda ad un <strong>polo di attrazione</strong> e di <em>retention</em> dei propri dipendenti.</p>
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		<title>Volontariato di competenza: impatto sociale con le proprie skills</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 17:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[skills]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambito della responsabilità sociale d&#8217;impresa può assumere una nuova forma che va oltre il team building inteso nel senso più tradizionale: il volontariato di competenza <em>(Skill-Based Volunteering)</em>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Cos&#8217;è il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il volontariato di competenza è la <strong>donazione strutturata e mirata delle competenze professionali dei dipendenti</strong> a organizzazioni non-profit. Non si tratta del classico volontariato d’opera, come imbiancare un muro, ma di iniziative dove un <em>project manager</em> gestisce la riorganizzazione delle attività di una ONG o un <em>data analyst</em> ottimizza il loro sistema di raccolta fondi di un’associazione.</p>



<p>Questa modalità trasforma il volontariato in uno <strong>strumento di retention</strong> <strong>aziendale</strong> che amplifica e potenzia le <strong>abilità</strong> di ciascun membro del personale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Affiancamento e leadership:</strong> i dipendenti, spesso in autonomia o in piccoli team interfunzionali, gestiscono un progetto dall&#8217;inizio alla fine, sviluppando <em>leadership</em>, <em>problem solving</em> e intelligenza emotiva.</li>



<li><strong>Esposizione interfunzionale:</strong> il volontariato di competenza spesso richiede la collaborazione tra dipartimenti diversi, migliorando la comunicazione interna e la comprensione dei ruoli aziendali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cosa dicono e cosa cercano i giovani</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>I dipendenti, in particolare i <em>Millennial</em> e la <em>Generazione Z</em>, cercano un senso profondo nel loro lavoro. Secondo questa <a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2025/04/Analisi-e-innovazione-dei-processi-formativi-del-Terzo-settore_Cop-con-marchi-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a>, <strong>più del 75% </strong>afferma che fare volontariato ha cambiato profondamente il proprio modo di pensare.</p>



<p>Offrire l&#8217;opportunità di utilizzare le proprie <em>skills</em> per il bene sociale conduce ad un allineamento con i valori personali ed etici del lavoratore, che si traducono in maggiore <strong>lealtà</strong>, <strong>produttività</strong> ed <strong>orgoglio aziendale</strong>.</p>



<p>In questa direzione, il dipendente diventa anche un <strong>ambasciatore</strong>, migliorando anche l&#8217;immagine dell’impresa secondo le logiche dell’<em>employer branding</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Come strutturare il volontariato di competenza</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Con l’<a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>app</strong> <strong>Volus</strong></a> è possibile implementare un programma efficace e creare attività personalizzate per tutte le necessità che si basano sui seguenti pilastri:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Mappatura delle competenze:</strong> identificare le <em>skills</em> più richieste (es. IT, Finanza, Marketing, HR).</li>



<li><strong>Definizione del formato:</strong> optare per progetti di varia durata nel rispetto del monte ore annuale assegnato a ciascun dipendente.</li>



<li><strong>Misurazione e riconoscimento:</strong> tracciare l&#8217;impatto del progetto e determinare il valore economico delle ore donate permette di celebrare il successo dell’iniziativa sia internamente che esternamente.</li>
</ol>



<p>Il <strong>volontariato di competenza</strong> è la mossa vincente per allineare gli <strong>obiettivi HR</strong> e la <strong>strategia CSR</strong> allo sviluppo dei talenti e alla comunicazione trasparente dei risultati raggiunti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La rilevanza legislativa delle competenze acquisite</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Il <strong>decreto interministeriale del 31 luglio 2025</strong> nobilita il volontariato di competenza con il relativo <a href="https://www.cantiereterzosettore.it/volontariato-riconosciute-le-competenze-acquisite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconoscimento ufficiale</a> come <strong>esperienza di apprendimento permanente</strong>. Ciò significa che le <strong>competenze</strong> maturate dai dipendenti possono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Formalmente riconosciute:</strong> gli Enti del Terzo Settore (ETS) accreditati possono rilasciare un <strong>Documento di Trasparenza</strong> che attesta le <em>skills</em> acquisite, a condizione che il progetto abbia una durata minima di 60 ore in dodici mesi e sia accompagnato da tutoraggio.</li>



<li><strong>Spendibili a livello lavorativo:</strong> tali attestazioni sono <strong>portabili</strong> e possono essere considerate nei processi di selezione del personale.</li>
</ul>



<p>Per l&#8217;ufficio HR, questo tipo di volontariato si evolve in un vero e proprio <strong>percorso di formazione</strong> validato sul campo.</p>
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		<title>Employer branding 2.0</title>
		<link>https://volus.io/employer-branding-2-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 10:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ENGAGEMENT DIPENDENTI]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jeff Bezos ha detto notoriamente: &#8220;Il tuo brand è quello che la gente dice di te quando non sei nella...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Jeff Bezos ha detto notoriamente: <em>&#8220;Il tuo brand è quello che la gente dice di te quando non sei nella stanza.&#8221;</em></p>



<p>L&#8217;<strong>Employer Branding</strong> è esattamente questo, non è ciò che è scritto nella pagina &#8220;Lavora con noi&#8221; del sito web. È la percezione emotiva e razionale che i dipendenti attuali e i potenziali candidati hanno dell’azienda.</p>



<p>È la risposta alla domanda: <strong>&#8220;Perché dovrei investire 8 ore della mia vita ogni giorno per lavorare proprio qui?&#8221;</strong></p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>I 3 pilastri dell&#8217;Employer Branding moderno</strong></strong></strong></h2>



<p><strong>Purpose (scopo):</strong> il 44% della Generazione Z e il 45% dei Millennial hanno lasciato un ruolo che ritenevano privo di significato, e circa <a href="https://www.deloitte.com/us/en/insights/topics/talent/2025-gen-z-millennial-survey.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il 40% di entrambi i gruppi</a> ha rifiutato un incarico o persino un potenziale datore di lavoro sulla base della propria etica o delle proprie convinzioni personali. Desiderano sentirsi parte di una <a href="https://www.ipsoa.it/magazine/trend-people-culture-2025-progetti-iniziative-attraction-retention" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soluzione</a>, non di un ingranaggio.</p>



<p><strong>Autenticità:</strong> la promozione di valori come la &#8220;sostenibilità&#8221; e la &#8220;cura delle persone&#8221; sui social media, non supportata da un clima interno di reale soddisfazione e gratificazione, farà crollare l’Employer Branding come un castello di carte.</p>



<p><strong>Azione:</strong> dire &#8220;siamo un&#8217;azienda etica&#8221; non basta. Bisogna dimostrarlo, ed è qui che molte strategie di branding falliscono.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il volontariato aziendale è un potente strumento di Employer Branding</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Ecco che entra in gioco il <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong>. Non è solo beneficenza, ma è un elemento di assoluto rilievo perché:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Rende tangibili i valori:</strong> quando un&#8217;azienda paga le ore ai propri dipendenti per pulire una spiaggia o servire in una mensa sociale, sta dicendo: <em>&#8220;I nostri valori contano più del fatturato di queste 4 ore&#8221;</em>.</li>



<li><strong>Crea ambasciatori naturali:</strong> un dipendente che vive un&#8217;esperienza di volontariato appagante con i colleghi racconterà quanto è orgoglioso della sua azienda.</li>



<li><strong>Contenuti autentici per i social:</strong> dimentica le foto stock di persone che sorridono in riunione o negli uffici. Le foto dei tuoi team che realizzano un’attività benefica sul campo, scoprendo un nuovo modo di interagire e di creare valore, trasmettono umanità, calore e verità.</li>
</ul>



<p>Investire in una strategia di Employer Branding basata sulla CSR porta <a href="https://it.wyser-search.com/knowledge-center/employer-branding/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risultati concreti</a>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>-50% costi di assunzione:</strong> le aziende con un brand forte attraggono talenti più facilmente, ottimizzando il processo di recruiting.</li>



<li><strong>-28% di turnover:</strong> i dipendenti che sentono di lavorare per un&#8217;azienda con uno scopo hanno molte meno probabilità di andarsene.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Come iniziare a costruire un brand magnetico</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Non serve essere una multinazionale per avere un brand granitico, ancorché sia rilevante a prescindere dal fattore dimensionale. È sufficiente seguire alcuni semplici passaggi:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Ascolta i tuoi dipendenti:</strong> cosa amano della tua azienda? Cosa vorrebbero cambiare? Il brand nasce dall&#8217;interno.</li>



<li><strong>Definisci la tua EVP (Employee Value Proposition):</strong> cosa offrire oltre allo stipendio? Crescita? Flessibilità? Impatto sociale?</li>



<li><strong>Racconta le storie, non i numeri:</strong> i canali social vanno usati per mostrare le persone, le emozioni e l&#8217;impatto del team, non solo i grafici di crescita.</li>
</ol>



<p>L&#8217;Employer Branding eleva il <strong>professionista</strong> e, al tempo stesso, l’<strong>essere umano</strong>.</p>



<p>Crea un <strong>vantaggio competitivo</strong> insieme a <a href="https://volus.io/">V</a><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ol</a><a href="https://volus.io/">us</a> per farti trovare dai <strong>talenti</strong>: un programma di <strong>volontariato aziendale</strong> potenzia considerevolmente la tua EVP.</p>
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		<item>
		<title>Green claims e sostenibilità sociale</title>
		<link>https://volus.io/green-claims-e-sostenibilita-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 16:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[socialwashing]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://volus.io/?p=877</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’approvazione del decreto legislativo che recepisce la Direttiva (UE) 2024/825 sui “green claims” segna un primo passo importante verso la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’approvazione del decreto legislativo che recepisce la <strong>Direttiva (UE) 2024/825</strong> sui <strong>“green claims”</strong> segna un primo passo importante verso la riduzione di affermazioni ambientali e sociali generiche o ingannevoli.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Greenwashing</strong></strong> e <strong>socialwashing</strong></h2>



<p>&#8220;Green&#8221;, &#8220;Eco-friendly&#8221;, &#8220;Sostenibile&#8221;, “Impatto zero”. Per anni, questi termini sono stati usati per attrarre consumatori sempre più consapevoli, ma ora il vento sta cambiando.</p>



<p>L&#8217;obiettivo? Mettere fine al <strong>greenwashing</strong>, quella pratica di marketing ingannevole che promuove un&#8217;immagine di sostenibilità ambientale non supportata da fatti concreti.</p>



<p>Tuttavia, l’ambito di applicazione riguarderà anche le dichiarazioni relative all’impatto sociale dalle quali deriva il <strong>socialwashing</strong>, che va dalla promozione infondata di politiche di diversità ed inclusione alle comunicazioni vaghe di “impegno nel territorio” e “supporto alla comunità locale”.</p>



<p>Il <strong>“social claim”</strong> più recente ed eclatante è il caso Pandoro-Ferragni, legato alle donazioni e sanzionato dall&#8217;AGCM per circa 1,4 milioni di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La stretta sui green claims: dalla dichiarazione alla prova</strong></h2>



<p>Le nuove regole impongono di supportare ogni singolo <em>claim</em> ambientale o sociale con elementi effettivi, comparabili e verificabili.</p>



<p>Questo non è solo un onere, ma un&#8217;opportunità. Ci spinge a chiederci: qual è il modo più autentico ed efficace per dimostrare il nostro impegno? </p>



<p>Se in questo momento l’attenzione è sul settore ambientale, la lettera &#8216;E&#8217; dell’acronimo ESG, altrettanto significative sono le pratiche relative alla lettera ‘S’, che risiedono nella <strong>sostenibilità sociale</strong>. </p>



<p>Non si tratta di scegliere tra le due, ma di conoscere che l&#8217;impatto reale è un mix equilibrato di entrambe.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Il volontariato aziendale come scelta strategica</strong></strong></h2>



<p>L’arrivo di tali novità normative richiama i canoni di attendibilità e concretezza, a tutela dei consumatori e delle aziende che competono con <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/cdm-approva-decreto-contro-i-green-claims" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasparenza e responsabilità</a>.</p>



<p>Questo spinge le imprese a una scelta strategica: dove possiamo generare un <strong>impatto reale, misurabile e autentico?</strong> È qui che il <strong>volontariato aziendale</strong> si trasforma da semplice attività di team building a pilastro della sostenibilità.</p>



<p>Le aziende possono scegliere di <strong>agire in modo tangibile sul territorio</strong>, costruendo un legame indelebile con la collettività, dal momento che il volontariato d’impresa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>è<strong> misurabile</strong>: pulire un parco, servire pasti in una mensa o assistere persone bisognose sono azioni quantificabili.</li>



<li>è<strong> autentico</strong>: l’impegno dei volontari sul campo alimenta la cultura aziendale, attirando e trattenendo i talenti.</li>



<li>è<strong> complementare</strong>: azioni come l’impiego di materiali più sostenibili e la compensazione delle emissioni di CO2 sono basilari, ma possono essere astratte per i consumatori e, per molte aziende, economicamente o strutturalmente limitate. Il volontariato aziendale non è un&#8217;alternativa, ma un <strong>complemento essenziale</strong> per dimostrare un impegno umano, scalabile e profondo, che si affianca a qualsiasi pianificazione di tipo ambientale.</li>
</ul>



<p>Il <a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato</a> permette di integrare il report di sostenibilità, affiancando ai dati sulle emissioni una storia potente di impatto sociale e di valore per il territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/green-claims-e-sostenibilita-sociale/">Green claims e sostenibilità sociale</a> proviene da <a href="https://volus.io">VOLUS</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il volontariato aziendale come investimento per la crescita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 14:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[WELFARE & BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[team building]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si tratta solo di &#8220;fare del bene&#8221;. Ecco come le iniziative di volontariato trasformano le aziende, motivano i team...</p>
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<p>Non si tratta solo di &#8220;fare del bene&#8221;. Ecco come le iniziative di volontariato trasformano le aziende, motivano i team e creano un impatto reale sulla comunità.</p>





<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il volontariato aziendale?</h2>



<p>Cosa accade quando un <strong>gruppo di colleghi</strong>, che ogni giorno lavorano fianco a fianco in produzione o in ufficio, decide di passare una giornata insieme fuori dall&#8217;azienda per aiutare un&#8217;<strong>associazione locale</strong>? Succede qualcosa che va ben oltre il semplice gesto di generosità: si aggiunge valore allo stare insieme sul luogo di lavoro e si apporta un <strong>beneficio al mondo esterno</strong>.</p>



<p>Questo è il cuore del <strong>volontariato aziendale</strong>: un&#8217;opportunità offerta dall&#8217;azienda per dedicare ore di lavoro retribuite a una causa sociale. Ma non è solo filantropia. È un potente <strong>strumento di crescita</strong> per tutti: per le persone, per i team e per l&#8217;intera azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi per chi partecipa</h2>



<p>Prima di tutto, parliamo del motivo per cui dovresti considerare di partecipare. L&#8217;esperienza del volontariato arricchisce a livello personale in modi che spesso il lavoro quotidiano non riesce a fare.</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items1_d8d07b-f0 kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1_a34df0-2c"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Stare meglio, dentro e fuori:</strong> è dimostrato che aiutare gli altri fa bene. Riduce lo stress, aumenta l&#8217;autostima e migliora l&#8217;umore. È un&#8217;iniezione di energia positiva che ti porti a casa e anche al lavoro il giorno dopo.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1_02ef01-5d"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Imparare cose nuove, senza banchi di scuola:</strong> ti sei mai trovato a dover organizzare un evento da zero o a collaborare per costruire qualcosa con le tue mani? Queste esperienze ti permettono di sviluppare nuove capacità – come risolvere problemi al volo, comunicare meglio e lavorare in squadra – in un contesto pratico e stimolante.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1_6c01d7-63"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Legare con i colleghi in modo diverso:</strong> fuori dall&#8217;ambiente lavorativo, senza le pressioni e i ruoli di tutti i giorni, si scoprono i colleghi sotto una nuova luce. Si lavora insieme per un obiettivo comune, ci si aiuta a vicenda e si creano legami più forti e autentici, basati sulla fiducia e sulla collaborazione.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading">Un motore per l&#8217;azienda: i benefici del volontariato aziendale per le nostre realtà</h2>



<p>Quando le persone stanno bene e sono motivate, l&#8217;intera azienda ne trae vantaggio. Come dimostrano alcune <a href="https://www.enel.it/it-it/blog/storie/volontariato-aziendale-programma-solidale-2025" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>imprese prestigiose</strong></a>, il volontariato aziendale non è un &#8220;costo&#8221;, ma un investimento sul capitale più importante: le persone.</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items1_d313c1-1c kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1_24d75c-30"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkSquare kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><polyline points="9 11 12 14 22 4"/><path d="M21 12v7a2 2 0 0 1-2 2H5a2 2 0 0 1-2-2V5a2 2 0 0 1 2-2h11"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Un team più forte e unito:</strong> le attività di volontariato sono il miglior team building che esista per il senso di collaborazione che emerge nel realizzare un&#8217;azione socialmente utile. </span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1_367adb-e8"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkSquare kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><polyline points="9 11 12 14 22 4"/><path d="M21 12v7a2 2 0 0 1-2 2H5a2 2 0 0 1-2-2V5a2 2 0 0 1 2-2h11"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Un&#8217;azienda di cui essere orgogliosi:</strong> lavorare per un&#8217;azienda che si impegna attivamente per la propria comunità crea un forte senso di orgoglio e di appartenenza. Questo rende tutti più coinvolti e desiderosi di dare il meglio.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-1_3070ac-28"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkSquare kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><polyline points="9 11 12 14 22 4"/><path d="M21 12v7a2 2 0 0 1-2 2H5a2 2 0 0 1-2-2V5a2 2 0 0 1 2-2h11"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>La nostra reputazione sul territorio:</strong> un&#8217;azienda che &#8220;restituisce&#8221; qualcosa alla comunità in cui opera viene vista con occhi diversi. Diventa un punto di riferimento positivo, un buon &#8220;vicino di casa&#8221; con cui tutti sono felici di collaborare, clienti e fornitori inclusi.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da &#8220;costo&#8221; a &#8220;investimento strategico&#8221;</strong></h2>



<p>In conclusione, iniziare un <strong>programma di volontariato</strong> significa scegliere di investire in un&#8217;attività dove vincono tutti: i <strong>dipendenti </strong>che cooperano e crescono sia come singoli sia come team, l&#8217;<strong>azienda</strong>, che diventa un luogo di lavoro migliore e più unito, e il <strong>territorio</strong>, che beneficia dell&#8217;impegno concreto profuso.</p>



<p>L&#8217;organizzazione e la gestione di tali eventi non è banale, per questo motivo <strong>Volus </strong>ha ideato una <strong><a href="https://volus.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piattaforma digitale</a></strong> che agevola tutto il processo, dalla fase di ricerca dell&#8217;associazione sino alla rendicontazione delle ore effettuate, sia per l&#8217;azienda che i dipendenti.</p>
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