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	<title>brand reputation Archivi | Volus</title>
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	<title>brand reputation Archivi | Volus</title>
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	<item>
		<title>UNI/PdR 103:2021 come guida del welfare aziendale</title>
		<link>https://volus.io/uni-pdr-103-2021-come-guida-del-welfare-aziendale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per aiutare le imprese a strutturare piani efficaci, l&#8217;Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la prassi UNI/PdR 103:2021, un documento...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per aiutare le imprese a strutturare piani efficaci, l&#8217;Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la prassi UNI/PdR 103:2021, un documento nato con l&#8217;obiettivo di definire linee guida chiare per la governance del benessere organizzativo.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cos&#8217;è la UNI/PdR 103:2021 e quali requisiti introduce nelle aziende</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prassi <a href="https://store.uni.com/uni-pdr-103-2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UNI/PdR 103 2021</a> fornisce alle organizzazioni un modello per progettare, implementare e monitorare le politiche di benessere interno. Non si limita a elencare i servizi da offrire, ma si concentra sulla <strong>governance del welfare</strong>, richiedendo la mappatura precisa dei bisogni della popolazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per soddisfare i requisiti della norma, l&#8217;impresa deve strutturare un piano che tocchi diverse aree fondamentali, come la conciliazione vita-lavoro, il supporto alla genitorialità, la tutela della salute e lo sviluppo delle competenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio garantisce che le risorse investite si traducano in misure utili, evitando iniziative calate dall&#8217;alto che rischiano di rimanere inutilizzate dai dipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Misurazione dei risultati e miglioramento continuo del clima interno</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più innovativi dello standard riguarda l&#8217;obbligo di monitorare l&#8217;efficacia delle azioni intraprese attraverso <strong>indicatori di performance (KPI)</strong> specifici. Un piano di welfare a norma UNI non può essere statico, ma deve evolversi nel tempo basandosi sui dati raccolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende sono chiamate a misurare l&#8217;indice di gradimento dei servizi, il tasso di utilizzo delle misure e l&#8217;impatto sul <strong>clima aziendale</strong>. Inoltre, l&#8217;analisi dei dati aiuta a calcolare il ritorno sull&#8217;investimento (ROI).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa che un lavoratore più sereno e coinvolto nelle strategie di benessere societario riduce drasticamente i tassi di assenteismo e migliora la qualità del lavoro complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore della certificazione: attrazione dei talenti e impatto ESG</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Adottare questa prassi offre un vantaggio competitivo immediato sul mercato del lavoro. Come evidenziato da enti d&#8217;ispezione come <a href="https://www.dnv.it/training/welfare-aziendale-unipdr-1032021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DNV</a>, la verifica di conformità da parte di un organismo terzo permette di <a href="https://volus.io/certificazioni-esg-e-volontariato-iso-30415-srg-88088-e-pas-24000/" data-type="post" data-id="3803" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificare</a> ufficialmente l&#8217;impegno dell&#8217;azienda verso le proprie risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa certificazione diventa un marchio di qualità fondamentale per il <strong>recruiting dei giovani talenti</strong>, sempre più attenti all&#8217;equilibrio tra vita privata e professionale e alle tematiche sociali rispetto alle vecchie generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, un sistema di welfare certificato fornisce dati oggettivi e tracciabili che arricchiscono il <a href="https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/" data-type="post" data-id="1340" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bilancio di sostenibilità</a>. Ne consegue un miglioramento del <strong>rating ESG</strong> aziendale che posiziona l&#8217;impresa come un partner affidabile e moderno agli occhi degli stakeholders commerciali e finanziari.</p>
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		<title>Trasformare la cassa integrazione con il volontariato</title>
		<link>https://volus.io/trasformare-la-cassa-integrazione-con-il-volontariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando un&#8217;azienda attraversa un periodo di crisi e deve ricorrere agli ammortizzatori sociali, il contraccolpo psicologico per i dipendenti può...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando un&#8217;azienda attraversa un periodo di crisi e deve ricorrere agli ammortizzatori sociali, il contraccolpo psicologico per i dipendenti può essere molto forte. La <strong>cassa integrazione</strong> protegge in parte il reddito, ma lascia spesso le persone in una condizione di inattività che rischia di logorare la motivazione e il senso di appartenenza all&#8217;organizzazione.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>Cassa integrazione e volontariato aziendale</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista legale, i lavoratori sospesi o a orario ridotto possono dedicarsi ad attività solidali. Iniziative storiche come il progetto istituzionale <a href="https://www.linkiesta.it/2015/02/da-febbraio-i-cassintegrati-possono-fare-i-volontari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#diamociunamano</a> hanno chiarito che possono svolgere attività di <strong>volontariato</strong> senza perdere il diritto al sussidio, purché l&#8217;impegno sia del tutto gratuito e non ostacoli un&#8217;eventuale chiamata lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa compatibilità permette alle aziende in crisi di fungere da ponte, mettendo in contatto i lavoratori in <strong>cassa integrazione</strong> con le associazioni del territorio che necessitano di supporto operativo o di specifiche competenze professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Operativamente, si possono configurare due scenari distinti:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items3817_a27e88-bf kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-3817_01e7e8-e6"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_check kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><polyline points="20 6 9 17 4 12"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text">Il primo è il <strong>canale pubblico</strong> (regolato dal D.Lgs. 150/2015), scelto dalle aziende in reale difficoltà finanziaria. In questo caso, l&#8217;impresa attiva la Cassa Integrazione ordinaria per azzerare i costi salariali. Il lavoratore sospeso percepisce il sussidio dall&#8217;INPS, ma invece di restare inattivo viene impiegato in lavori di pubblica utilità presso enti o Comuni, i quali si fanno carico delle coperture assicurative Inail.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-3817_0243ca-d3"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_check kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><polyline points="20 6 9 17 4 12"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text">Il secondo è il <strong>canale privato</strong> (o distacco solidale), preferito dalle aziende sane che affrontano solo un momentaneo calo di commesse. Qui l&#8217;azienda continua a pagare il 100% dello stipendio e &#8220;distacca&#8221; i dipendenti presso le associazioni per fare volontariato. Inoltre l’azienda gode del <strong>vantaggio fiscale</strong> dell&#8217;articolo 100 del TUIR, in forza del quale le spese del personale sono deducibili fino al 5 per mille del costo totale a bilancio.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>I benefici psicologici e il mantenimento delle soft skill</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impatto più immediato di queste iniziative riguarda il benessere psicofisico della persona. Rimanere a casa per mesi può generare isolamento sociale e perdita di autostima. L&#8217;inserimento in un contesto di <strong>volontariato civico</strong> restituisce al dipendente una sana routine quotidiana e un obiettivo chiaro da raggiungere insieme ad altre persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, operare in contesti come le mense solidali, la tutela dell&#8217;ambiente o l&#8217;assistenza alle fasce deboli funge da vera e propria palestra per le <strong>competenze trasversali</strong>. L&#8217;intelligenza emotiva, l&#8217;empatia e la risoluzione dei problemi vengono costantemente sollecitate e mantenute allenate sul campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aspetto è vitale per tutelare l&#8217;occupabilità futura. Quando il periodo di sospensione termina, il lavoratore rientra in azienda non annichilito dall&#8217;inattività, ma arricchito da un&#8217;esperienza formativa che lo ha reso più flessibile e proattivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il valore strategico per l&#8217;impresa e il sostegno al terzo settore</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per l&#8217;impresa, promuovere la solidarietà durante l&#8217;uso degli ammortizzatori sociali genera un <strong>triplice vantaggio</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, permette di mantenere vivo il <strong>rapporto di comunicazione </strong>con il personale, dimostrando una sincera attenzione al lato umano della risorsa e non solo a quello puramente contabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In secondo luogo, si rafforza enormemente la <strong>reputazione aziendale</strong>. Un&#8217;impresa che, pur affrontando una crisi interna, incoraggia i propri dipendenti a sostenere la comunità locale, dimostra una reale aderenza ai principi di sostenibilità. In tal modo, invia un segnale positivo agli investitori e ai clienti e contribuisce a creare un ecosistema solidale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, l&#8217;aiuto offerto agli enti del <strong>terzo settore</strong> genera un impatto vitale sul territorio. Le associazioni locali ricevono tempo, energia e competenze qualificate per portare avanti le proprie missioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il volontariato d’impresa di Intesa Sanpaolo</title>
		<link>https://volus.io/il-volontariato-dimpresa-di-intesa-sanpaolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama italiano della sostenibilità sociale, il volontariato d&#8217;impresa di Intesa Sanpaolo rappresenta una realtà virtuosa e lungimirante. Sempre più...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama italiano della sostenibilità sociale, il volontariato d&#8217;impresa di <strong>Intesa Sanpaolo</strong> rappresenta una realtà virtuosa e lungimirante. Sempre più grandi realtà scelgono di integrare queste pratiche non solo per restituire valore alla comunità, ma anche per favorire il benessere organizzativo.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il programma del Gruppo</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong> per un impegno strutturato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i progetti più strutturati a livello nazionale spicca il programma di <a href="https://group.intesasanpaolo.com/it/sostenibilita/bisogni-sociali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato d&#8217;impresa di Intesa Sanpaolo</a>, che consente ai propri dipendenti di dedicare giornate lavorative retribuite ad attività solidali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto non si limita a interventi sporadici, ma offre una vasta gamma di iniziative, dalla conservazione dell&#8217;ambiente al supporto alle fasce più vulnerabili, permettendo ai dipendenti di scegliere la causa più in linea con la propria sensibilità personale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Dalla teoria alla pratica: i progetti e le giornate sul campo</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le iniziative sul campo hanno visto la partecipazione attiva dei dipendenti in numerosi progetti distribuiti su tutto il territorio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le azioni più rilevanti figurano le giornate di supporto logistico presso i magazzini del <strong>Banco Alimentare</strong>, dove i lavoratori della banca si sono occupati fisicamente dello stoccaggio, della tracciabilità e dell&#8217;imballaggio di tonnellate di prodotti alimentari da destinare alle mense dei poveri e alle famiglie indigenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte della <strong>tutela ambientale</strong>, intere squadre di dipendenti si sono mobilitate per la pulizia di spiagge, fiumi e aree verdi urbane degradate, raccogliendo e differenziando quintali di rifiuti plastici e ingombranti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A queste attività si sono aggiunti gli interventi di utilità sociale legati alla gestione di <strong>laboratori</strong> di economia familiare e di orientamento al risparmio, svolti in presenza all&#8217;interno di centri diurni, case-famiglia e scuole di quartiere.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il circolo virtuoso del volontariato d’impresa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sinergie di successo basate sul modello di stakeholder win-win per tutte le parti in causa dimostrano che il volontariato d&#8217;impresa è un <strong>gioco a somma positiva</strong>. Il Terzo Settore ottiene forza lavoro motivata e competenze tecniche specialistiche, mentre l&#8217;azienda arricchisce il proprio capitale umano e la propria reputazione sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, modelli strutturati come quello analizzato confermano che investire nel <a href="https://volus.io/il-volontariato-aziendale-come-investimento-per-la-crescita/" type="post" id="1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato aziendale</a> significa guardare al futuro. Trasformare i dipendenti in cittadini attivi e consapevoli è una leva strategica per costruire aziende più umane, coese e pronte ad affrontare le sfide future.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il volontariato secondo i dati Istat</title>
		<link>https://volus.io/il-volontariato-secondo-i-dati-istat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
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		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato civico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco tre trend fondamentali che aziende ed enti devono conoscere per ingaggiare i cittadini del presente e del futuro con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ecco tre trend fondamentali che aziende ed enti devono conoscere per ingaggiare i cittadini del presente e del futuro con il volontariato.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>Il sorpasso rosa nel volontariato e la spinta delle nuove generazioni</strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se storicamente alcune forme di associazionismo (come quelle sindacali o partitiche) hanno sempre avuto una prevalenza maschile, il <strong>volontariato</strong> racconta una storia completamente diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Trenta-anni-di-vita-quotidiana-Ebook.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> mostrano un <strong>crescente protagonismo femminile</strong>, che nel tempo ha colmato del tutto il divario storico con gli uomini. Questa spinta è guidata soprattutto dalle più giovani: a trainare l&#8217;impegno sociale sono oggi in particolare le <strong>ragazze tra i 14 e i 24 anni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, nell’ultimo decennio, anche i tassi di partecipazione delle donne tra i 25-34 anni e tra i 35-44 hanno superato quelli maschili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende che fanno <strong>Employer Branding</strong>, il messaggio è chiaro: per attrarre e trattenere i giovani talenti, in particolare femminili, l&#8217;impegno sociale concreto è un requisito fondamentale e il volontariato diventa uno strumento importante per sostenere la <strong>parità di genere</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Un collante sociale universale e resiliente</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi tre decenni l&#8217;appeal dei partiti politici tra i laureati è crollato drasticamente passando dall&#8217;11,7% del 1993 ad appena il 3,3% del 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, il volontariato si è dimostrato l&#8217;ambito più <strong>resiliente</strong> del Terzo Settore. Pur avendo subito a sua volta un fisiologico <a href="https://volus.io/il-ruolo-del-digitale-per-arginare-il-calo-dei-volontari/" type="post" id="2842" target="_blank" rel="noreferrer noopener">calo</a> negli ultimi anni, resta la forma di partecipazione capace di mantenere numeri più stabili e, soprattutto, di <strong>coinvolgere trasversalmente </strong>tutte le fasce sociali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Geografia e digitale nel volontariato</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La mappa della solidarietà in <a href="https://volus.io/il-calo-dei-volontari-in-italia-e-il-confronto-con-leuropa/" type="post" id="1596" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia</a> continua a riflettere i divari storici del Paese. I dati Istat confermano che la <strong>partecipazione sociale </strong>è sempre stata più diffusa <strong>nel Nord</strong>. In particolare, il volontariato è un tratto che da sempre caratterizza fortemente le regioni del <strong>Nord-est</strong>, dove il tessuto connettivo risulta più coeso e proattivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, le tecnologie dell&#8217;informazione hanno ampliato le possibilità di <strong>partecipazione</strong>, permettendo ai cittadini di abbattere le barriere geografiche e temporali, senza il vincolo di dover aderire a rigide strutture organizzate o di presenziare obbligatoriamente a eventi fisici. Non a caso, il rapporto evidenzia che la quota di chi partecipa alla vita sociale in forma &#8220;esclusivamente online&#8221; è raddoppiata, passando dal <strong>6,1% </strong>del <strong>2011 </strong>al <strong>14,6% </strong>del <strong>2023</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati Istat restituiscono la fotografia di un Paese in cui la voglia di impegnarsi c&#8217;è, ma richiede nuove modalità di accesso. Le vecchie dinamiche burocratiche stanno lasciando spazio a un volontariato più <strong>fluido </strong>e<strong> digitalizzato</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Team building tradizionale vs team building solidale</title>
		<link>https://volus.io/team-building-tradizionale-vs-team-building-solidale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per anni, la ricetta del team building aziendale ha seguito spesso lo stesso canovaccio: una giornata fuori ufficio, un’attività ludica...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per anni, la ricetta del <strong>team building aziendale</strong> ha seguito spesso lo stesso canovaccio: una giornata fuori ufficio, un’attività ludica &#8211; dall’escape room al go-kart &#8211; e una cena conviviale. Ma nel <strong>2026</strong>, in un mercato del lavoro dominato dalla ricerca di <strong>senso (purpose)</strong> e dalla <strong>responsabilità sociale</strong>, si può fare molto di più in un’ottica di coinvolgimento e di impatto.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>I limiti del team building tradizionale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività puramente ludiche possono generare un picco di entusiasmo episodico, ma spesso falliscono nel creare un cambiamento duraturo fatto di momenti memorabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, le attività di team building che si limitano al puro intrattenimento spesso vengono percepite come <strong>&#8220;Mandatory Fun&#8221;</strong> (divertimento obbligatorio). Questo fenomeno rende insoddisfatti i<strong> dipendenti</strong> che percepiscono l&#8217;investimento come superficiale e il mancato allineamento dei propri valori rispetto a quelli aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza, il team building tradizionale manca di quella <strong>dimensione etica</strong> che innalza l&#8217;engagement e la coesione di un gruppo di colleghi che generano un&#8217;<strong>impatto sociale</strong> effettivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>La forza del team building solidale</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>team building solidale</strong> è un&#8217;idea che trasforma l&#8217;attività di gruppo in un’azione concreta per il territorio. Non si tratta solo di &#8220;stare insieme&#8221;, ma di <strong>generare benefici </strong>a vantaggio di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il <a href="https://www.purpose.jobs/blog/purpose-at-work-building-job-satisfaction" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deloitte Global Gen Z and Millennial Survey 2025</a>, oltre l&#8217;<strong>89% della Gen Z</strong> e il <strong>92% dei Millennial</strong> considera fondamentale sentire che il proprio lavoro contribuisce a uno scopo sociale superiore. Il volontariato d&#8217;impresa risponde esattamente a questo bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vantaggi principali del <strong>Social Impact</strong> sono:</p>



<div class="wp-block-kadence-iconlist kt-svg-icon-list-items kt-svg-icon-list-items2057_743d73-57 kt-svg-icon-list-columns-1 alignnone kt-list-icon-aligntop"><ul class="kt-svg-icon-list">
<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_434b34-25"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Sviluppo di Soft Skills:</strong> partecipare a progetti sociali sviluppa <strong>empatia</strong>, <strong>problem solving</strong> in contesti critici e <strong>leadership diffusa</strong>. Dati dell&#8217;<a href="https://www.aiccon.it/evoluzione-volontariato-agire-gratuito-anticipazioni-nuovo-osservatorio-aiccon/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio AICCON</a> confermano che il <strong>78% dei volontari</strong> acquisisce nuove competenze attraverso queste esperienze.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_4a0976-28"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Retention e orgoglio di appartenenza:</strong> vedere la propria azienda impegnata concretamente nel sociale riduce drasticamente il <strong>turnover</strong>.</span></li>



<li class="wp-block-kadence-listitem kt-svg-icon-list-item-wrap kt-svg-icon-list-item-2057_dba577-cd"><span class="kb-svg-icon-wrap kb-svg-icon-fe_checkCircle kt-svg-icon-list-single"><svg viewBox="0 0 24 24"  fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"  aria-hidden="true"><path d="M22 11.08V12a10 10 0 1 1-5.93-9.14"/><polyline points="22 4 12 14.01 9 11.01"/></svg></span><span class="kt-svg-icon-list-text"><strong>Salute mentale:</strong> contribuire al benessere altrui migliora la <strong>sicurezza psicologica</strong> e riduce lo stress correlato al lavoro, con un conseguente aumento di produttività.</span></li>
</ul></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Misurazione e ESG: il vero valore aggiunto</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra differenza sostanziale che eleva il <a href="https://volus.io/volontariato-aziendale-nel-report-di-sostenibilita/" type="post" id="1340" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato aziendale</a> rispetto al team building tradizionale è che rappresenta un <strong>investimento misurabile</strong>, e non una spesa a fondo perduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;entrata in vigore delle nuove normative sulla <strong>trasparenza ESG</strong>, le ore dedicate al volontariato dai dipendenti diventano dati preziosi per il <a href="https://a.storyblok.com/f/322433/x/81a16aa8bb/unitcredit_foundation_itl_interactive-20-03-30-compressed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bilancio di Sostenibilità</a>. Utilizzare una piattaforma digitale permette di trasformare l&#8217;impatto sociale in <strong>metriche oggettive</strong>, semplificando la gestione e la rendicontazione per i <strong>CSR Manager</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, se l&#8217;obiettivo è costruire una <strong>cultura aziendale </strong>solida, che attrae i talenti e migliora la <strong>reputazione del brand</strong>, il team building solidale è l&#8217;unica scelta strategica per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vuoi trasformare il tuo prossimo evento aziendale in una storia di impatto?</strong> Scopri come la tecnologia di <a href="https://volus.io/" type="page" id="2" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Volus</strong></a> può aiutarti a connettere il tuo team con le migliori cause sociali del territorio, in modo fluido e sistemico, e con metriche oggettive che semplificano e valorizzano la rendicontazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/team-building-tradizionale-vs-team-building-solidale/">Team building tradizionale vs team building solidale</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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		<title>Volontariato d&#8217;impresa in crescita con 75 mila aziende attive</title>
		<link>https://volus.io/volontariato-dimpresa-in-crescita-con-75-mila-aziende-attive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR) è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong> è ormai diventata una pratica strutturale all&#8217;interno del tessuto economico italiano. Le aziende stanno superando l&#8217;approccio filantropico tradizionale per abbracciare un metodo diretto, pratico e ad alto impatto sociale come il <strong>volontariato d’impresa</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Un impegno concreto per il territorio con il volontariato d’impresa nel 2026</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultimo <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/04/13/in-campo-nel-volontariato-75mila-imprese-cresce-il-prestito-di-dipendenti-a-onlus_e04c36fa-c2d9-4aef-b4a3-d3e80eddab1a.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevamento</a> evidenzia un traguardo storico per il nostro Paese: oggi sono ben <strong>75.000 le imprese italiane</strong> che hanno deciso di scendere in campo nel mondo del volontariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta più solo di grandi multinazionali, ma di una rete capillare che coinvolge sempre più <strong>piccole e medie imprese (PMI)</strong>, le quali riconoscono l&#8217;importanza di generare un <strong>impatto positivo </strong>sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo attivismo si traduce in progetti tangibili di tutela ambientale, inclusione sociale e supporto alle fasce più vulnerabili, trasformando di fatto i luoghi di lavoro in veri e propri hub di cittadinanza attiva permeati di <strong>senso solidale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il confronto con gli anni passati passando dalla donazione all&#8217;azione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se si effettua un rigoroso <strong>confronto con gli anni precedenti</strong>, l&#8217;evoluzione del fenomeno risulta evidente. Fino al periodo pre-pandemico, l&#8217;aiuto aziendale alle realtà non profit si limitava quasi esclusivamente alle <strong>donazioni finanziarie</strong> o a sponsorizzazioni occasionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già a partire dal biennio 2022-2023 si è però registrato un cambio di rotta definitivo, con tassi di crescita annui del <strong>volontariato aziendale</strong> a doppia cifra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi l&#8217;impresa mette a disposizione<strong> tempo, energie e risorse umane</strong>, integrando queste buone pratiche direttamente nei propri <strong>bilanci di sostenibilità</strong> e nelle politiche di <strong>welfare aziendale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il prestito dei dipendenti e delle competenze al servizio degli ETS</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato in assoluto più innovativo di quest&#8217;anno è la diffusione del cosiddetto <strong>prestito di dipendenti agli ETS</strong>, una dinamica monitorata con attenzione anche dagli osservatore di settore come <a href="https://terzjus.it/argomenti/volontariato-di-competenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzjus</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un trasferimento di <strong>competenze specialistiche</strong> (dal supporto legale e manageriale, al marketing e all&#8217;IT) che permette alle associazioni di professionalizzarsi. Al contempo, per le aziende è un potente strumento per aumentare l&#8217;<strong>engagement dei dipendenti</strong>, attrarre nuovi talenti sensibili alle tematiche etiche e sviluppare le skills.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario di forte partecipazione, dove l&#8217;organizzazione, il coinvolgimento e la tracciabilità delle iniziative diventano un&#8217;esigenza primaria, nasce la piattaforma <a href="https://volus.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volus</a> per <strong>agevolare e misurare</strong> l&#8217;ecosistema del volontariato aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>app</strong> consente di gestire con efficienza le adesioni agli eventi solidali, automatizzare le procedure e, soprattutto, fornire dati trasparenti e metriche precise sull&#8217;<strong>impatto sociale generato</strong>, valorizzando al massimo l&#8217;impegno collettivo di aziende, dipendenti e associazioni.</p>
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		<title>Programma di volontariato aziendale: come strutturarlo?</title>
		<link>https://volus.io/programma-di-volontariato-aziendale-come-strutturarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[EMPLOYER BRANDING]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[retention dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volontariato aziendale rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>volontariato aziendale</strong> rappresenta una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, migliorare il benessere organizzativo e consolidare il proprio piano <strong>ESG</strong>. Ma come si passa dalle buone intenzioni a un programma strutturato, continuativo e capace di generare vero valore?</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mappare interessi e obiettivi per creare un programma di volontariato aziendale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo per un&#8217;iniziativa di successo è l&#8217;<strong>ascolto attivo</strong> delle proprie persone. Un programma calato dall&#8217;alto, per quanto nobile, rischia di generare scarsa partecipazione. È fondamentale utilizzare sondaggi e momenti di confronto interni per comprendere quali cause sociali o ambientali stanno più a cuore ai dipendenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle preferenze individuali, la strategia deve rispecchiare fedelmente la <strong><a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cultura aziendale</a></strong> e il <em>core business</em>. Se un&#8217;impresa opera nel settore tecnologico, iniziative volte a ridurre il <em>digital divide</em> nelle scuole potrebbero essere la scelta più coerente. Questa fase di valutazione iniziale permette di definire <strong>obiettivi chiari e misurabili</strong>, ponendo le basi per un programma autentico e a valore aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Progettazione e partnership con il Terzo Settore</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta definita la rotta, è il momento di individuare i giusti compagni di viaggio. Collaborare con gli <strong>Enti del Terzo Settore (ETS)</strong> richiede cura: non si tratta solo di donare tempo o risorse, ma di costruire relazioni di mutuo beneficio. Le organizzazioni non profit conoscono i bisogni urgenti del territorio e possono indirizzare l&#8217;azienda verso attività ad alto impatto. Diventa utile esplorare diverse formule: dal <strong>volontariato fisico</strong> <strong>sul campo</strong> (come la riqualificazione di spazi verdi o la preparazione di pasti) al <strong><a href="https://volus.io/volontariato-di-competenza-impatto-sociale-con-le-proprie-skills/" type="post" id="1500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volontariato di competenza</a></strong> (<em>skills-based volunteering</em>), dove i dipendenti mettono a disposizione le proprie competenze professionali (legal, IT, comunicazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, è essenziale formalizzare tutto attraverso una chiara <strong>policy aziendale</strong>. Quante ore retribuite annue vengono concesse a ciascun dipendente per fare volontariato? Come si organizza una giornata di team building e come si gestiscono le modalità e le tempistiche di richiesta permessi? Implementare un sistema di <em>Volunteer Time Off (VTO)</em> con regole trasparenti legittima l&#8217;attività e abbassa drasticamente le barriere organizzative alla partecipazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il valore dei dati per misurare l’impatto e raccontare la storia</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un programma di volontariato aziendale strutturato non si conclude con la foto di rito alla fine dell&#8217;evento solidale, ma prosegue con l&#8217;analisi dei risultati. La <strong>misurazione dell&#8217;impatto</strong> è lo scoglio su cui molte imprese si arenano, ma è anche il passaggio più cruciale per dimostrare il valore dell&#8217;iniziativa. Raccogliere dati <strong>quantitativi</strong>, come ore donate, tassi di adesione, output generati, e <strong>qualitativi</strong>, come feedback e sondaggi di gradimento, è vitale per ottimizzare gli eventi futuri e giustificare gli investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati, inoltre, diventano il cuore pulsante della <strong>rendicontazione di sostenibilità</strong>. Come richiesto dalle direttive europee e dagli standard globali come il <a href="https://www.globalreporting.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global Reporting Initiative (GRI)</a>, documentare il coinvolgimento sociale dell&#8217;impresa rafforza la trasparenza verso gli stakeholder e consente di ottenere <a href="https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/" type="post" id="1658" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificazioni</a> tra cui la <strong>B-Corp</strong> ed altre emergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, trasformare i numeri in storie reali è un formidabile strumento di <strong>employer branding</strong>: comunicare internamente ed esternamente l&#8217;impatto raggiunto alimenta l&#8217;<strong>orgoglio del team</strong> e il <strong>senso di appartenenza</strong>, posizionando il brand come un attore realmente responsabile e impegnato, in pieno stile Volus.</p>
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		<item>
		<title>Fiducia e rendicontazione ESG: due facce della stessa medaglia</title>
		<link>https://volus.io/fiducia-e-rendicontazione-esg-due-facce-della-stessa-medaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione ecologica e sociale richiede un cambio di paradigma dove la misurazione, la trasparenza e l&#8217;oggettività diventano l&#8217;unica moneta...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>transizione ecologica e sociale </strong>richiede un cambio di paradigma dove la misurazione, la trasparenza e l&#8217;oggettività diventano l&#8217;unica moneta di scambio valida per certificare il proprio impegno ESG.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il peso del rischio climatico nell&#8217;accesso al credito</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nei processi decisionali delle <strong>banche </strong>sta ridefinendo le regole dell&#8217;accesso ai finanziamenti. Le autorità di vigilanza europee impongono agli istituti di credito di valutare con estrema attenzione il <strong>rischio climatico</strong> e ambientale associato ai propri portafogli prestiti, spostando l&#8217;onere della prova sulle imprese richiedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <a href="https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/rischio-climatico-nei-prestiti-perche-ora-servono-dati-esg-verificabili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi sulle dinamiche dell&#8217;innovazione e del credito</a> sottolineano la necessità di dimostrare la resilienza del proprio <strong>modello di business </strong>di fronte agli shock climatici e alle transizioni normative. Il merito creditizio si integra con la componente del &#8220;merito sostenibile&#8221; proiettato verso il futuro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un&#8217;<strong>azienda </strong>non è in grado di tracciare le proprie performance ecologiche e sociali in modo chiaro, rischia non solo di vedersi negare i <strong>fondi</strong>, ma anche di subire <strong>tassi di interesse </strong>fortemente penalizzanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>L&#8217;urgenza di dati ESG verificabili</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta strutturale a questa crescente pressione da parte del settore creditizio risiede nella raccolta e nella condivisione di <strong>dati ESG verificabili</strong>. Il mercato ha imparato a proprie spese quanto possa essere dannoso, sia per l&#8217;ambiente che per la reputazione, il fenomeno del <strong>greenwashing</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare queste pratiche e tutelare la <strong>trasparenza finanziaria</strong>, la <a href="https://finance.ec.europa.eu/capital-markets-union-and-financial-markets/company-reporting-and-auditing/company-reporting/corporate-sustainability-reporting_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)</a> ha innalzato l&#8217;asticella della compliance. La <strong>rendicontazione di sostenibilità </strong>è stata di fatto equiparata a quella contabile: le informazioni divulgate devono superare audit di terze parti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché i dati possano fregiarsi dell&#8217;attributo di &#8220;verificabilità&#8221;, devono rispondere a precisi criteri di accuratezza, tempestività e coerenza. La maggior parte delle imprese non deve redigere la <strong>reportistica rigorosa</strong> imposta dalla CSRD, ma è comunque coinvolta &#8220;a cascata&#8221; nel processo di reperimento e analisi dei dati necessari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Dalla teoria alla pratica: misurare l&#8217;impatto a 360 gradi</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla sfera ambientale, rendicontare in maniera esatta l&#8217;<strong>impatto sociale</strong> generato dalle <a href="https://volus.io/la-reputazione-esg-come-driver-strategico-di-valore-e-di-prestigio/" type="post" id="1580" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politiche aziendali</a> nei confronti dei dipendenti e del territorio è un tassello imprescindibile. Il <strong>benessere </strong>organizzativo, l&#8217;inclusione, la fidelizzazione dei talenti e il supporto attivo alle comunità locali si traducono in indicatori di performance essenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio in questo snodo cruciale che la tecnologia si rivela un alleato indispensabile. L&#8217;adozione di<strong> strumenti digitali </strong>capaci di tracciare, certificare e standardizzare le iniziative di <a href="https://volus.io/il-welfare-aziendale-oltre-i-fringe-benefits/" type="post" id="1545" target="_blank" rel="noreferrer noopener">welfare</a> e di responsabilità sociale permette di alimentare il <strong>report di sostenibilità</strong> con dati reali e inoppugnabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Riuscire a mappare con esattezza queste dinamiche umane e relazionali rappresenta la grande sfida dei prossimi anni. Che si tratti di dimostrare la conformità ai criteri ambientali o di rendicontare i risultati misurabili del <strong>volontariato d&#8217;impresa</strong>, ogni azione virtuosa deve lasciare un&#8217;impronta tracciabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://volus.io/fiducia-e-rendicontazione-esg-due-facce-della-stessa-medaglia/">Fiducia e rendicontazione ESG: due facce della stessa medaglia</a> proviene da <a href="https://volus.io">Volus</a>.</p>
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		<item>
		<title>Società Benefit e B-Corp come nuovo paradigma</title>
		<link>https://volus.io/societa-benefit-e-b-corp-come-nuovo-paradigma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTO SOCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://volus.io/?p=1658</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;emergere delle Società Benefit e della certificazione B-Corp segnala che il mercato sta iniziando a prezzare non solo il quanto...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;emergere delle Società Benefit e della certificazione B-Corp segnala che il mercato sta iniziando a prezzare non solo il <strong>quanto</strong> un&#8217;azienda guadagna, ma <strong>come</strong> lo guadagna. Si tratta di una trasformazione strutturale del <strong>DNA aziendale</strong>.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Lo stato dell&#8217;arte e la differenza sostanziale tra Società Benefit e B-Corp</strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Società Benefit&#8221; e &#8220;B-Corp&#8221; indicano due concetti correlati ma distinti, che rappresentano l&#8217;attuale stato dell&#8217;arte della <strong>responsabilità d&#8217;impresa</strong>. L&#8217;Italia è stata il primo Paese in Europa, e il secondo al mondo dopo gli USA, ad introdurre la forma giuridica di <strong>Società Benefit</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Società Benefit è uno status legale. Un&#8217;azienda modifica il proprio statuto per impegnarsi formalmente a perseguire, oltre al profitto, una o più <strong>finalità di beneficio comune</strong>. Questo impegno diventa vincolante e protegge la missione aziendale nel lungo termine, anche in caso di cambi di management o di proprietà. Non è un &#8220;bollino&#8221;, ma una modifica genetica dell&#8217;impresa che la obbliga alla <strong>trasparenza</strong> e alla <strong>rendicontazione annuale</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>B-Corp (Certified B Corporation)</strong>, invece, è una certificazione rilasciata dall&#8217;ente non-profit <a href="https://italy.bcorporation.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B Lab</a>. Essa attesta che l&#8217;azienda rispetta <strong>elevati standard volontari</strong> di performance sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Cosa serve per la trasformazione</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Diventare una Società Benefit o ottenere la certificazione B-Corp non è un esercizio di stile, ma un percorso rigoroso che richiede analisi dei dati e revisione dei processi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per assumere la veste giuridica di <strong>Società Benefit</strong>, l&#8217;azienda deve agire su due fronti: statutario e organizzativo. Nello statuto va inserito l&#8217;<strong>oggetto sociale</strong> specifico di beneficio comune e va nominato un <strong>responsabile dell&#8217;impatto </strong>che monitori i progressi, da riportare in una relazione annuale allegata al bilancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la certificazione <strong>B-Corp</strong>, l&#8217;asticella si alza ulteriormente. Il cuore del processo è il <a href="https://bimpactassessment.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B Impact Assessment (BIA)</a>, uno strumento di valutazione che analizza l&#8217;azienda a 360 gradi su cinque aree: Governance, Lavoratori, Comunità, Ambiente e Clienti. Per ottenere la certificazione è necessario superare la soglia degli <strong>80 punti su 200</strong>, un traguardo che la media delle aziende tradizionali (che si attesta solitamente intorno ai 50 punti) non raggiunge al primo tentativo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il processo richiede di &#8220;aprire i libri&#8221; a B Lab, fornendo prove documentali delle pratiche virtuose. Bisogna dimostrare, dati alla mano, la differenza salariale tra il manager più pagato e l&#8217;ultimo assunto, le politiche di diversità, le azioni sostenibili poste in essere e i tassi di ritenzione. È un <strong>audit della sostenibilità</strong> che trasforma le buone intenzioni in KPI monitorabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Il dividendo dell&#8217;impatto che conferisce vantaggi competitivi</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché un&#8217;azienda dovrebbe imbarcarsi in questo percorso complesso? Il primo vantaggio tangibile è l&#8217;<strong>attrazione dei talenti</strong>. Studi recenti confermano che le nuove generazioni di professionisti non cercano solo uno stipendio, ma uno scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende con una forte vocazione sociale registrano tassi di <a href="https://volus.io/la-cultura-dellimpatto-e-la-nuova-frontiera-del-lavoro-in-azienda/" type="post" id="1516" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>turnover</strong></a> inferiori e un engagement più alto, riducendo drasticamente i costi HR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte del mercato, l&#8217;impatto sociale si traduce in <strong>resilienza</strong> e <strong>preferenza del consumatore</strong>. Le B-Corp hanno dimostrato una maggiore capacità di resistenza durante le crisi economiche rispetto alle aziende tradizionali, grazie a filiere più corte, etiche e controllate. Inoltre, l&#8217;<strong>accesso ai capitali</strong> sta cambiando: i fondi di investimento e le banche guardano con sempre maggiore interesse ai <strong>criteri ESG</strong> (Environmental, Social, Governance) per valutare il rischio di credito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, c&#8217;è il <strong>vantaggio dell&#8217;ecosistema</strong>. Entrare in questo network significa accedere a partnership commerciali con altre aziende che parlano la stessa lingua, quella della sostenibilità concreta. L&#8217;<strong>impatto sociale </strong>non è più una voce di costo, ma un moltiplicatore di valore che distingue chi ha una visione di lungo periodo da chi cerca solo il profitto trimestrale.</p>
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		<title>La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) tra SA8000 e ISO 26000</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Volus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BENESSERE AZIENDALE]]></category>
		<category><![CDATA[CSR & ESG]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[socialwashing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uno scenario dove le aziende sono sempre più coinvolte nei report di sostenibilità e nell’analisi della catena del valore,...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In uno scenario dove le aziende sono sempre più coinvolte nei report di sostenibilità e nell’analisi della catena del valore, la <strong>SA8000</strong> e la <strong>ISO 26000 </strong>sono, tra gli altri, dei punti di riferimento per la Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) volta a tradurre l&#8217;etica in azioni concrete.</p>





<h2 class="wp-block-heading"><strong>SA8000: lo standard etico per la CSR</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://sa-intl.org/programs/sa8000/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SA8000 (Social Accountability 8000)</strong></a> è lo standard internazionale di riferimento per chi vuole dimostrare, carte alla mano, il proprio impegno verso i diritti dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creata dal <strong>Social Accountability International (SAI)</strong>, è una norma tecnica certificabile: ciò significa che un ente esterno verifica periodicamente che l’azienda rispetti requisiti rigorosi, che vanno dal divieto di lavoro infantile alla garanzia di un salario dignitoso e di un ambiente sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente è stata rilasciata la versione aggiornata <strong>SA8000:2026</strong>, che rafforza ulteriormente i criteri di <em>due diligence</em> sui diritti umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grande vantaggio della SA8000 risiede nella natura operativa. Non si limita a dichiarazioni d&#8217;intenti, ma impone un vero e proprio sistema di gestione. Per un’azienda, ottenere questa <strong>certificazione</strong> attraverso enti accreditati significa ridurre i rischi legali e reputazionali, e creare un ambiente di lavoro più equo e trasparente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>ISO 26000: la bussola per una visione olistica</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza della prima, la <a href="https://www.iso.org/iso-26000-social-responsibility.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ISO 26000</strong></a> non è una certificazione ma una linea guida volontaria pubblicata dall&#8217;<strong>International Organization for Standardization (ISO)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adottare la ISO 26000 significa abbracciare un approccio multidimensionale. L’azienda non guarda solo all&#8217;interno delle proprie mura, ma analizza l&#8217;intero ecosistema in cui opera attraverso i suoi <strong>7 Temi Fondamentali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come indicato dal <a href="https://iso26k.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">network ufficiale</a> ISO 26000 SGN, questo è lo strumento ideale per le organizzazioni che vogliono costruire un <strong>bilancio di sostenibilità</strong> solido o che desiderano integrare la <strong>responsabilità sociale</strong> <strong>d&#8217;impresa (CSR) </strong>nel proprio DNA decisionale, andando oltre il semplice rispetto delle norme giuslavoristiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Sinergia o strategia: quale percorso intraprendere per la Responsabilità Sociale d&#8217;Impresa?</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quale delle due adottare? Non si tratta di strumenti alternativi, ma complementari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre la <strong>SA8000</strong> è perfetta per dare garanzie immediate e verificabili alla <em>supply chain</em> e ai partner commerciali, la <strong>ISO 26000</strong> è fondamentale per strutturare una cultura della sostenibilità a lungo termine che coinvolga tutti gli stakeholder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, enti come il <a href="https://www.ciseonweb.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>CISE (Centro per l&#8217;Innovazione e lo Sviluppo Economico)</strong></a> offrono supporto specifico per chi vuole intraprendere questo percorso etico, in qualità di ente accreditato dal <a href="http://www.saasaccreditation.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SAAS – Social Accountability Accreditation Services</a> (nel mondo sono solo qualche decina!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti casi, il <strong>modello vincente</strong> consiste nell&#8217;utilizzare la ISO 26000 come quadro di riferimento per definire i valori e la direzione aziendale, implementando poi la SA8000 come strumento tecnico per valorizzare la gestione delle risorse umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa combinazione permette di creare un <strong>vantaggio competitivo</strong> che posiziona l&#8217;azienda come leader consapevole e responsabile per vocazione nel proprio settore.</p>
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